Fanciulle Cigno



				

				

Si tratta di un mito diffusissimo in molte civiltà. Nella sua stesura classica incontriamo degli animali (cigni nell'Europa medievale, ma anche altri uccelli acquatici, o mammiferi) che, giunti sulla riva di un lago, escono dalle loro spoglie animali, che restano sulla riva come abiti abbandonati, e si bagnano nelle acque, trasformati inaspettatamente in bellissime ragazze. Capita lì un abitante del luogo che, affascinato dallo spettacolo e dalla bellezza delle fanciulle nude, pensa bene di occultare le spoglie di uno degli "uccelli". Quando questi risalgono a riva e si rivestono dei loro abiti di piume, quella che non riesce più a trovare il suo è costretta a rimanere a terra, non potendo più volare via con le compagne, e l'uomo ne approfitta per chiederla in moglie. Passa così del tempo, i due hanno dei figli, e sempre l'uomo tiene nascosto l'"abito" della moglie; ma un bel giorno questa scopre il nascondiglio, e vola via per sempre. In questa forma il mito, oltre che nei paesi europei, è diffuso anche tra i popoli altaici; nelle isole Shetland ne esiste una variante in cui le donne hanno l'aspetto di foche; in Nigeria, tra i Kirri, troviamo una leggenda pressoché identica, salvo che le donne hanno invece forma di bufali. La necessità del ritrovamento della pelle, che va indossata per riassumere la forma animale, ci rimanda al mito del Licantropo.