Modifica di File:Rubens, Peter Paul - Deucalione e Pirra (1636).jpg

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|ubicazione=Museo del Prado, Madrid
 
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|descrizione=Questo schizzo preparatorio doveva servire alla realizzazione di un dipinto per la decorazione della Torre della Parada nei pressi di Madrid. L’organizzazione del progetto prevedeva una metà delle opere realizzate direttamente da Rubens e dai suoi collaboratori e l’altra metà probabilmente da Frans Snyders. La decorazione della Torre si concluse nel 1639 e Rubens si occupò di dipingere tutti i bozzetti delle opere, mentre le versioni definitive furono realizzate oltre che da lui anche dai suoi collaboratori. Probabilmente Rubens non poté ritoccare le pitture già complete e decise di farle firmare dai suoi collaboratori proprio perché non intervenne su di esse e anche per la qualità non sempre all’altezza dei bozzetti preparatori da lui forniti. Il numero totale delle opere è incerto, anche se esiste un inventario della torre del 1701-1703 che indica 63 dipinti a soggetto mitologico di Rubens e i dei suoi assistenti. Se le opere definitive sono variamente attribuibili ai diversi assistenti, gli schizzi ad olio preparatori sono tutti di Rubens e rappresentavano una chiara e puntuale indicazione per i pannelli finali. Il testo che maggiormente ispirò questi bozzetti e le opere successive fedeli ad essi, è le Metamorfosi di Ovidio: dei 63 dipinti 41 ne prendono spunto direttamente. Inoltre il suo punto di riferimento di Rubens fu la tradizione di illustrazioni e le incisioni sul testo di Ovidio e in particolare quella del 1557 di Bernard Salomon  e dalle incisioni di Tempesta. La scelta di Rubens è di concentrarsi sul momento del lancio delle pietre, ma non soffermandosi molto sulla trasformazione in sé, piuttosto sulla relazione fra le figure, sulla loro espressività e il pathos del momento. L’uomo e la donna appena creati si guardano con sorpresa mentre Deucalione e Pirra a capo coperto, come gli aveva indicato di fare Temi, sono piegati nell’atto di raccogliere e gettare le pietre. Dietro di loro oltre le due figure già perfettamente formate, ce ne sono altre per terra, quasi completamente trasformate. Rubens decide di lasciare in secondo piano il tempio, di cui si vede solo metà della costruzione, accennando così al momento antecedente del mito, in cui Deucalione e Pirra si erano rivolti a Temi in preghiera. Possiamo notare una somiglianza dello schizzo con l’affresco di Peruzzi alla Farnesina (Cfr. scheda opera 12): anche in quel caso i due protagonisti sono piegati nell'atto di raccogliere e lanciare pietre, anche se le posizioni sono invertite rispetto allo spettatore, il tempio è posto sullo sfondo, ma più visibile e le figure appena trasformate sono più numerose.
 
|descrizione=Questo schizzo preparatorio doveva servire alla realizzazione di un dipinto per la decorazione della Torre della Parada nei pressi di Madrid. L’organizzazione del progetto prevedeva una metà delle opere realizzate direttamente da Rubens e dai suoi collaboratori e l’altra metà probabilmente da Frans Snyders. La decorazione della Torre si concluse nel 1639 e Rubens si occupò di dipingere tutti i bozzetti delle opere, mentre le versioni definitive furono realizzate oltre che da lui anche dai suoi collaboratori. Probabilmente Rubens non poté ritoccare le pitture già complete e decise di farle firmare dai suoi collaboratori proprio perché non intervenne su di esse e anche per la qualità non sempre all’altezza dei bozzetti preparatori da lui forniti. Il numero totale delle opere è incerto, anche se esiste un inventario della torre del 1701-1703 che indica 63 dipinti a soggetto mitologico di Rubens e i dei suoi assistenti. Se le opere definitive sono variamente attribuibili ai diversi assistenti, gli schizzi ad olio preparatori sono tutti di Rubens e rappresentavano una chiara e puntuale indicazione per i pannelli finali. Il testo che maggiormente ispirò questi bozzetti e le opere successive fedeli ad essi, è le Metamorfosi di Ovidio: dei 63 dipinti 41 ne prendono spunto direttamente. Inoltre il suo punto di riferimento di Rubens fu la tradizione di illustrazioni e le incisioni sul testo di Ovidio e in particolare quella del 1557 di Bernard Salomon  e dalle incisioni di Tempesta. La scelta di Rubens è di concentrarsi sul momento del lancio delle pietre, ma non soffermandosi molto sulla trasformazione in sé, piuttosto sulla relazione fra le figure, sulla loro espressività e il pathos del momento. L’uomo e la donna appena creati si guardano con sorpresa mentre Deucalione e Pirra a capo coperto, come gli aveva indicato di fare Temi, sono piegati nell’atto di raccogliere e gettare le pietre. Dietro di loro oltre le due figure già perfettamente formate, ce ne sono altre per terra, quasi completamente trasformate. Rubens decide di lasciare in secondo piano il tempio, di cui si vede solo metà della costruzione, accennando così al momento antecedente del mito, in cui Deucalione e Pirra si erano rivolti a Temi in preghiera. Possiamo notare una somiglianza dello schizzo con l’affresco di Peruzzi alla Farnesina (Cfr. scheda opera 12): anche in quel caso i due protagonisti sono piegati nell'atto di raccogliere e lanciare pietre, anche se le posizioni sono invertite rispetto allo spettatore, il tempio è posto sullo sfondo, ma più visibile e le figure appena trasformate sono più numerose.
|tag=[[Deucalione (1)]], [[Pirra]]
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|sezione=[[Mitologia Greca]]
 
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