Titanomachia



				

				

Secondo il racconto di Esiodo furono proprio gli Ecatonchiri e i Ciclopi a dare una svolta alla guerra. Infatti essa durava da 10 anni e si era giunti ad uno stallo. Gea allora rivelò agli dei un segreto per conseguire la vittoria: liberare i Ciclopi e andare a prendere gli Ecatonchiri (Briareo, Cotto e Gia) e convincerli ad unirsi alla battaglia. Zeus seguì il consiglio di Gea: liberò i Ciclopi, che per gratitudine gli fabbricarono delle nuove armi da usare contro i Titani, le folgori. Rifocillò gli Ecatonchiri con nettare e ambrosia e li invitò a lottare, per riconoscenza, al suo fianco contro i Titani. Cotto diede la sua parola per tutti e tre. La guerra riprese con gli dei schierati in cima al monte Olimpo e i Titani sulla cima dell'Otri. Ma i nuovi combattenti avevano cento mani l'uno con le quali presero cento pietre e le scagliarono contro i Titani. Con tale pioggia di pietre e con l'aiuto delle nuove armi donate dai Ciclopi, i Titani furono sconfitti, in seguito incatenati e fatti precipitare nel Tartaro. Gli stessi Ecatonchiri furono messi a guardia dei Titani, chiusi in una fortezza sigillata con delle porte di metallo create da Poseidone.