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Divinità nate dall'unione di [[Urano]] con [[Gea]]. Erano sei figli ([[Oceano]], [[Ceo (1)|Ceo]], [[Crio]], [[Iperione]], [[Giapeto]] e [[Crono]]) e sei figlie ([[Rea (1)|Rea]], [[Teia]], [[Temi]], [[Mnemosine]], [[Febe (1)|Febe]], [[Teti (1)|Teti]]): quando i mitografi fanno riferimento solo a queste usano le forme Titanidi o Titanesse. [[Urano]], dopo averli generati, li nascondeva nelle cavità terrestri. [[Crono]], il più giovane di essi, su consiglio della madre, evirò il padre e liberò gli altri Titani. Tre fratelli sposarono tre sorelle ([[Ceo (1)|Ceo]] con [[Febe (1)|Febe]], [[Crono]] con [[Rea (1)|Rea]], [[Iperione]] con [[Teia]]) e diedero vita alla seconda generazione di divinità. Secondo una leggenda orfica successiva, due Titani, sconfitti da [[Zeus]] nella famosa [[Titanomachia]], per ordine di [[Era]], erano usciti dal [[Tartaro]] ed avevano divorato [[Dioniso]]-Zagreo. [[Zeus]], infuriato, aveva scagliato un fulmine e li aveva ricacciati nell'Oltretomba. Il fulmine, però, aveva bruciato una parte dei corpi dei due Titani e con tale cenere vennero creati gli uomini, in cui dunque elementi titanici si fondono con elementi dionisiaci. Per questo motivo nella dottrina orfica i Titani erano visti come progenitori del genere umano.
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Divinità nate dall'unione di [[Urano]] con [[Gea]]. Erano sei figli ([[Oceano]], [[Ceo (1)|Ceo]], [[Crio]], [[Iperione]], [[Giapeto]] e [[Crono]]) e sei figlie ([[Rea (1)|Rea]], [[Teia]], [[Temi (1)|Temi]], [[Mnemosine]], [[Febe (1)|Febe]], [[Teti (1)|Teti]]): quando i mitografi fanno riferimento solo a queste usano le forme Titanidi o Titanesse. [[Urano]], dopo averli generati, li nascondeva nelle cavità terrestri. [[Crono]], il più giovane di essi, su consiglio della madre, evirò il padre e liberò gli altri Titani. Tre fratelli sposarono tre sorelle ([[Ceo (1)|Ceo]] con [[Febe (1)|Febe]], [[Crono]] con [[Rea (1)|Rea]], [[Iperione]] con [[Teia]]) e diedero vita alla seconda generazione di divinità. Secondo una leggenda orfica successiva, due Titani, sconfitti da [[Zeus]] nella famosa [[Titanomachia]], per ordine di [[Era]], erano usciti dal [[Tartaro]] ed avevano divorato [[Dioniso]]-Zagreo. [[Zeus]], infuriato, aveva scagliato un fulmine e li aveva ricacciati nell'Oltretomba. Il fulmine, però, aveva bruciato una parte dei corpi dei due Titani e con tale cenere vennero creati gli uomini, in cui dunque elementi titanici si fondono con elementi dionisiaci. Per questo motivo nella dottrina orfica i Titani erano visti come progenitori del genere umano.
 
<br> Secondo Diodoro Siculo, invece, i Titani uccisero [[Iperione]] ed [[Elio]], entrambi ritenuti esseri mortali da questo autore.
 
<br> Secondo Diodoro Siculo, invece, i Titani uccisero [[Iperione]] ed [[Elio]], entrambi ritenuti esseri mortali da questo autore.
  
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Versione attuale delle 12:44, 19 lug 2020

Divinità nate dall'unione di Urano con Gea. Erano sei figli (Oceano, Ceo, Crio, Iperione, Giapeto e Crono) e sei figlie (Rea, Teia, Temi, Mnemosine, Febe, Teti): quando i mitografi fanno riferimento solo a queste usano le forme Titanidi o Titanesse. Urano, dopo averli generati, li nascondeva nelle cavità terrestri. Crono, il più giovane di essi, su consiglio della madre, evirò il padre e liberò gli altri Titani. Tre fratelli sposarono tre sorelle (Ceo con Febe, Crono con Rea, Iperione con Teia) e diedero vita alla seconda generazione di divinità. Secondo una leggenda orfica successiva, due Titani, sconfitti da Zeus nella famosa Titanomachia, per ordine di Era, erano usciti dal Tartaro ed avevano divorato Dioniso-Zagreo. Zeus, infuriato, aveva scagliato un fulmine e li aveva ricacciati nell'Oltretomba. Il fulmine, però, aveva bruciato una parte dei corpi dei due Titani e con tale cenere vennero creati gli uomini, in cui dunque elementi titanici si fondono con elementi dionisiaci. Per questo motivo nella dottrina orfica i Titani erano visti come progenitori del genere umano.
Secondo Diodoro Siculo, invece, i Titani uccisero Iperione ed Elio, entrambi ritenuti esseri mortali da questo autore.

BIBLIOGRAFIA[modifica]

Fonti antiche[modifica]

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Fonti moderne[modifica]

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