Storie

Stile e Struttura[modifica]

L’opera pubblicata a partire dagli inizi della guerra del Peloponneso, rivolta ad un pubblico culturalmente panellenico, si chiude con gli eventi del 479 a.C., anno conclusivo del conflitto persiano, il cui termine era stato ufficialmente sancito con la pace di Callia nel 449.
Nelle sezioni più importanti del racconto storico Erodoto inserisce le Novelle, in cui compaiono tematiche di amore, intrigo, fedeltà e ambizione che consentono l’evidenziarsi di figure di un certo rilievo, figure magnanime, passionali, eroiche, figure di principi e di sapienti.
Nella narrazione si evidenzia il gusto raffinato che si esprime in ampi periodi paratattici, aggraziati e scorrevoli e l’esposizione si snoda con dolcezza. Egli scrive in ionico, non privo di elementi attici, in una ampia varietà di forme linguistiche e letterarie, uno stile giustamente definito dagli antichi “stile variopinto”.
Non mancano moduli poetici di genere epico nei quali imposta il racconto di grandi gesta su di un impianto grandioso, in cui si alternano scene di massa con l'emergere in primo piano di singoli individui: ad esempio le figure di Leonida e Temistocle possono benissimo richiamarsi ad eroi omerici. Del resto già nel proemio Erodoto vuol riferire di azioni “non prive di gloria”.
L'assetto strutturale si richiama anche alla tragedia, specie per le guerre persiane, ed altresì nella tensione drammatica di cui sono permeate certe figure e certi singoli racconti.

Argomento[modifica]

La sezione più vasta delle Storie è intessuta sui quattro sovrani di Persia: Ciro il Vecchio, Cambise, Dario, Serse, intorno a cui si salda la molteplice varietà di temi presenti nell'opera.
Libro I (Clio). Dopo il proemio Erodoto espone i motivi che hanno determi nato la inveterata ostilità tra l'Oriente e la Grecia e, fatto riferimento alle motivazioni mitiche, passa a Creso, re di Lidia, il primo che, secondo la sua ricerca storica, ha osato agire ingiustamente contro la Grecia, portando guerra alle città dell'Asia Minore. Il logos lidio racconta le vicende della stirpe cui apparteneva Creso, a partire dall'episodio di Gige e Candaule fino agli avvenimenti che determinarono il crollo di Creso, con la conquista persiana ad opera di Ciro. Si passa quindi a narrare la storia della Persia, e dei Medi, a cui prima essa era soggetta. Il racconto poi tratta di Ciro, fondatore della potenza persiana, fino al suo dominio sulle popolazioni greche della costa asiatica, la Babilonia, ed alla morte che lo colse mentre era in guerra contro i Massageti. Digressioni di carattere etnologico e geografico si accompagnano ai paesi di cui si tratta.
Libro II (Euterpe). Erede di Ciro è Cambise, che si spinge fino all'invasione dell'Egitto, a cui è dedicato un logos molto esteso.
Libro III (Talia). La folle e crudele spedizione di Cambise contro l'Egitto occupa anche la prima parte del terzo libro. In contemporanea, Sparta è in guerra contro Samo. Si apre dunque una digressione a proposito del tiranno Samio Policrate, che si inimicò Corinto. Altra digressione, stavolta su Periandro, signore di Corinto. Si torna alla storia persiana, con la morte di Cambise, a cui succede Dario, dopo aver smascherato il falso Smerdi che si era proclamato re. Una interessante discussione tra Dario e due notabili persiani verte sul tema della migliore forma di governo: si discute su democrazia, oligarchia, monarchia, l'ultima delle quali prevale. Digressione sull'Indía, e sui paesi che versano tributi al re. I Persiani conquistano Samo, e riescono a sedare una rivolta in Babilonia.
Libro IV (Melpomene). Campagna di Dario contro gli Sciti, e digressione sulla Scizia. Discussione sulla forma della terra: Erodoto prende le distanze dalla teoria di Ecateo. Il libro termina con un logos sulla Libia.
Libro V (Tersicore). Dario conquista la Tracia, rivolta antipersiana delle città greche della Ionia, capeggiata da Mileto, il cui reggente Aristagora si reca per chiedere aiuto prima a Sparta, che rifiuta, e poi ad Atene, che risponde favorevolmente. Digressione sulla storia di queste due città, quasi un corrispettivo dei logoi a proposito dei paesi barbari. I Persiani conquistano Míleto.
Libro VI (Erato). Dario organizza la spedizione contro la Grecia. Erodoto introduce la figura di Milziade, trionfatore di Maratona. Ancora due digressioni, una su Sparta, ed una su Atene, con la famiglia degli Alcmeonidi, ed Agariste che sogna di partorire un leone: ella darà alla luce Pericle.
Libro VII (Po1imnia). Serse, succeduto al padre Dario, promuove una nuova spedizione contro la Grecia, Erodoto si sofferma con attenzione a descrivere i preparativi nei particolari più minuti, fino al ponte dì barche sull'Ellesponto. La battaglia delle Termopili chiude il libro.
Libro VIII (Urania). Battaglia navale dell'Artemisio. Salamina. Platea.
Libro IX (Calliope). L'esercito persiano è sbaragliato. Nel 478 gli Ateniesi conquistano la roccaforte di Sesto, sull'Ellesponto.