Stonehenge

SCHEDA
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IDENTITA'
Nome originale: -
Altri nomi: -
Etimologia: -
Sesso: Neutro
LOCALIZZAZIONE
Sezione: Mitologia Medievale
Continente: Europa
Area: Nordeuropa
Paese: Inghilterra
Popolo/Regione: Ciclo Arturiano
CLASSIFICAZIONE
Tipologia: Luoghi
Sottotipologia: Costruzioni
Specificità: Costruzioni Misteriose
Subspecifica: -
ATTRIBUTI
Aspetto: -
Animali: -
Piante: -
Altri attributi: -
CARATTERI
Indole: -
Elemento: -
Habitat: -
Tematiche: -

In una della prime opere dedicate a Re Artù, la Vita Merlini (1140 circa) di Geoffrey di Monmouth, si parla di un complesso circolare composto da enormi pietre, la Chorea Gigantum (Danza dei giganti) che si trovava in Africa, e che poi era stato portato in Irlanda da un popolo di giganti. Qui era stato sistemato sul Monte Killarus, come monumento funebre per quattrocentosessanta nobili soldati di Aurelio Ambrosius, uccisi dai Sassoni.
Re Uther Pendragon tentò di trasportarlo in Inghilterra, ma l'impresa era superiore alle sue forze, così dovette rivolgersi al mago Merlino. Questi, con l'aiuto degli angeli, lo trasferì nella piana di Salisbury, presso Amesbury (Wiltshire), dove esiste tuttora con il nome di Stonehenge.
Un vecchio manoscritto tenuto nella Biblioteca del Corpus Christi a Cambridge introduce Stonehenge con queste parole: "Nel 483 A.D. il mago Merlino trasportò la Danza dei Giganti dall'Inghilterra a Stonehenge: “Merlino andò a trovare Uther Pendragon e lo portò nella piana di Salisbury. Il re non poteva credere ai propri occhi: nel luogo in cui si era svolta la battaglia si ergeva un cerchio di pietre magnificamente disposte, al centro del quale si trovava una roccia piatta che rifletteva i raggi del sole nascente. "Non so come tu abbia fatto”, disse Uther a Merlino, “devo ammettere però che non mi aspettavo un simile prodigio!”. L'indovino replicò: “Questo monumento sarà la testimonianza della vittoria tua e di Emrys. Lo dovevi alla memoria di tuo fratello. Ma sappi che si dirà che è la Danza dei Giganti e che gli spiriti vengono in questo luogo, tra queste pietre, ogni notte in attesa della luce che infiammerà il mattino e ridarà vita al mondo”.''