Familiare

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Nella storia della stregoneria europea appaiono spesso, accanto alle streghe, degli animaletti che vengono chiamati spiriti familiari. È bene puntualizzare che, anche se la credenza agli spiriti familiari è ampiamente diffusa nella stregoneria europea (esportata anche in America), tuttavia questo tipo di spiriti non è esclusivo della nostra civiltà. In particolare possiamo ricordare gli spiriti personali degli stregoni delle tribù dell'Orinoco, chiamati Yauhahu, e gli spiriti familiari presenti nelle credenze sciamaniche in varie zone della Terra (v. Issitoq).
Gli spiriti familiari sono di due tipi: spiriti divinatori e spiriti familiari serventi. I primi sono in genere degli animali reali, per lo più non di proprietà della strega, il cui comportamento naturale, opportunamente interpretato, forniva a questa il mezzo di predire il futuro; i secondi sono invece animaletti di proprietà della strega, a volte appartenenti a specie ignote, che vengono usati per pratiche di magia. Il Familiare di questo secondo tipo, quello che ci interessa in questa sede, veniva debitamente "battezzato" con un nome personale, ed era amorosamente nutrito dalla sua proprietaria, che non dimenticava di mescolare sempre al cibo dell'animale una goccia del proprio sangue. Successivamente si travisò questo fatto, fino al punto di dire che lo spirito veniva nutrito unicamente col sangue della padrona, che se lo attaccava al corpo direttamente per farlo succhiare; il punto in cui il Familiare suggeva il sangue, segnato da una macchietta o un neo, costituiva quello che veniva chiamato il "marchio" della strega, che testimoniava della sua appartenenza ad una congrega.
Gli spiriti familiari si possono ottenere in quattro modi: direttamente dal Diavolo, come dono; da un'altra strega, sempre in dono (è bene specificare che si parla sempre degli spiriti serventi, perché la potestà di quelli divinatori spettava esclusivamente al Diavolo); in eredità dalla propria madre, strega a sua volta; o, infine, per mezzo di opportune pratiche magiche.

[modifica] Iconografia

Lo spirito familiare era una sorta di folletto o di piccolo demone, che in genere assumeva la forma di un gattino, un cagnolino, un furetto, un rospo o simili. Spesso però, nell'iconografia soprattutto, l'animale diviene parzialmente mostruoso. In un processo tenutosi in America nel 1692 a Salem alcuni Familiari vengono così descritti: «Una cosa con una testa di donna, ma con due ali e due gambs»; «Un'altra cosa, tutta pelosa e capelluta; camminava all'impiedi come un uomo ed aveva due sole gambe». Quest'ultima viene ulteriormente descritta più avanti come una cosa «tutta quanta pelosa e capelluta, anche in faccia, e con un naso lungo; non so come descrivere la faccia; è alta due o tre piedi e cammina come un uomo». Alcuni di questi spiriti familiari sono raffigurati in una celebre illustrazione che ritrae il famoso demonologo inglese Matthew Hopkins con due streghe ed i loro familiari, che sono indicati con i nomi personali. Vediamo Jarmara, cane grassoccio e peloso, bianco a macchie rosse, con le zampe corte in modo anormale; Vinegar Tom, una specie di levriero dalle gambe lunghissime, e vari altri animaletti.