Elementari

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L'idea che agli elementi costitutivi dell'universo corrispondano degli esseri che ne impersonano le qualità è abbastanza antica e diffusa: ricordiamo per esempio i geni-dragoni dei cinque elementi dei cinesi. Già Filone d'Alessandria, nel De Gigantibus (7-8), affermava che «ciascuno degli elementi contiene degli esseri viventi adattati alle sue proprie caratteristiche» e che quindi esistono, oltre agli animali terrestri ed acquatici, degli esseri nati dal fuoco e degli esseri invisibili abitanti nell'aria. Anche Psello, nel De Daemonibus elencava sei categorie di demoni appartenenti agli elementi: i Leiiures, del fuoco, che vagano nelle parti alte dell'atmosfera; quelli dell'aria, che volano più bassi; quelli della terra, che vivono in superfìcie; quelli acquatici e marini; quelli sotterranei, ed infine i Lucifugi, tenebrosi ed invisibili.
Tuttavia è Paracelso il primo a sistematizzare le credenze sugli spiriti degli elementi. Secondo lui si tratta di esseri che non discendono da Adamo, pur avendo, in misura maggiore o minore, una somiglianzà fìsica con gli esseri umani. Gli Elementari (o Elementali come talvolta si dice) si situano per Paracelso a metà strada tra la fisicità degli esseri umani e l'impalpabilità degli spiriti: essi sono infatti «leggeri come gli spiriti, ma generano come l'uomo, hanno il suo aspetto e seguono il suo regime». Cioè si tratta di esseri che, pur vivendo come gli spiriti, e vedendo come loro le cose ed il futuro, mangiano, bevono ed hanno lo stesso metabolismo degli uomini. Sono privi di anima, ma sono tuttavia soggetti alla morte, al sopraggiungere della quale più niente di loro sopravvive. Ecco perché il loro più vivo desiderio è di acquisirne una, cosa che possono ottenere sposandosi con un essere umano: infatti, il sacramento del matrimonio è in grado di infonder loro un'anima immortale e di renderli quindi pienamente umani. Per il resto della loro vita, le loro occupazioni sono simili a quelle degli uomini: vivono in società, hanno leggi e gerarchle, lavorano, mangiano, parlano, soffrono, sono soggetti alle malattie come noi.
Ne esistono quattro specie, ognuna delle quali abita nel proprio elemento: le Ondine nell'acqua; gli Gnomi nella terra; i Silfi nell'aria; le Salamandre nel fuoco. Per ciascuno di loro il proprio elemento è altrettanto fluido e permeabile quanto per noi l'atmosfera: così gli Gnomi riescono tranquillamente ad attraversare le rocce. Naturalmente però il tipo di ambiente ha condizionato il loro aspetto fisico. Perciò tanto più il loro elemento è compatto, tanto più la loro statura è esigua, perché soggetta ad una maggiore pressione, e la loro conformazione è sottile ed eterea. Quindi gli Gnomi sono i più piccoli ed incorporei degli Elementari, mentre i Silfi, che si muovono come noi nell'aria, sono i più grandi e corporei; ciò contrasta alquanto con la visione comune, che fa dei Silfi e delle loro spose-Silfidi, degli esseri eterei ed evanescenti. Tra di loro gli Elementari vivono una normale vita sessuale, si accoppiano ed hanno dei figli; a volte ciò avviene anche con gli esseri umani. Quando mettono al mondo la prole può capitare, come per ogni essere vivente, che il nuovo nato presenti caratteri difformi e mostruosi. I mostri che nascono agli Elementari sono tipici per ogni specie: quelli degli Gnomi (a volte chiamati anche Pigmei) sono i Nani; quelli delle Salamandre si chiamano Scintille; quelli delle Ondine, Sirene; e quelli dei Silfi, Giganti. Questi mostri hanno un preciso scopo nel disegno generale della creazione: quello di fare da guardiani ai tesori.