Scota (2)

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Scota, nella mitologie irlandese e scozzese e nella pseudo-storia, era una principessa egiziana alla quale si fanno risalire i Gael, spiegando così il nome di scoti usato dai romani per indicare i raziatori irlandesi, e più tardi per gli invasori irlandesi di Argyll e Caledonia che fu poi conosciuta col nome di Scozia.
Secondo il Libro delle invasioni d'Irlanda era figlia di un faraone (di cui non viene detto il nome). Sposò Niul, figlio di Feinius Farsaid, un babilonese che viaggiò fino alla Scizia dopo la caduta della Torre di Babele. Nel era uno studioso di lingue e fu invitato in Egitto dal faraone, che gli diede in moglie Scota. La coppia ebbe un figlio, Gaedel Glas, l'antenato eponimo dei gaelici, che creò la lingua gaelica combinando le pecualirità delle 72 lingue esistenti.
Gaedel (o suo figlio Srù) furono espulsi dall'Egitto poco dopo l'esodo degli israeliti da un faraone del XVII secolo a.C. che Goffredo Keating chiama Intuir. Dopo molto viaggiare i suoi discendenti giunsero nella penisola iberica (Iberia), dove nacque Mil Espaine e da cui mossero i figli di Mil, Eber Finn e Eremon, che conquistarono l'Irlanda, stabilendovi la presenza gaelica.
Secondo The Story of the Irish Race di Seumas MacManus, Scota sposò Niul, ma egli era il nipote di Gaedel Glas. Poi un'altra Scota, che era anche lei una figlia di un faraone egiziano, sposò Miled (o Milesio). Questa seconda Scota lasciò l'Iberia con i suoi otto figli e le loro famiglie, dopo la morte di Miled, recandosi in Irlanda. Molti dei suoi figli morirono in viaggi, mentre lei perì durante la battaglia tra i milesi e i Tuatha De Danann.
Altre fonti affermano che Scota era figlia del faraone Neferhotep I e di sua moglie Senebsen, moglie di Míl e madre di Eber ed Eremon. Míl aveva aiutato militarmente Neferhotep contro l'Etiopia e in ricompensa ebbe la mano di Scota.