Sciapodi

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C. Wolfhardt, Prodigiorum ac ostentorum
C. Wolfhardt, Prodigiorum ac ostentorum

Esseri leggendari che vivevano nel Nord della Grecia. Avevano un unico enorme piede con il quale effettuavano degli straordinari salti. Erano velocissimi.
Il primo a parlarne è Skylax di Karyanda (VI secolo a. C.. in Filostrato, Vita di Apollonio di Tiana, III, 14), che li colloca in India. All'incirca nello stesso periodo, tuttavia, Ecateo di Mileto descrive un popolo analogo che vivrebbe in Egitto.
Anche Plinio, traendo informazioni da Ctesia di Cnido, nella sua Naturalis Historia narra di uno sciapode chiamandolo però monocolos ossia “con una sola gamba”. A tale riguardo va precisato che i latini hanno spesso confuso questa parola con monoculus ”con un occhio solo”, termine che venne presto adattato alla descrizione di esseri come i ciclopi ai quali sfortunatamente venne contemporaneamente attribuita una sola gamba.
Da Plinio l’informazione riguardante l’esistenza degli sciapodi passa a Solino il quale afferma che si tratta di “creature che trascorrono la propria giornata distesi a proteggersi dal sole o dalla pioggia con l’enorme piede”. Anche Sant’Agostino nel suo De Civitate dei ne parla aggiungendo ulteriori dettagli alla loro descrizione e affermando che questa creatura non può assolutamente piegare il ginocchio.
Come per tutti gli esseri mitologici la migliore e più dettagliata fonte rimane il Liber monstrorum de diversis generibus che a tale proposito dice: “E dicono che esista un genere di uomini che i Greci chiamano sciapodi poiché si difendono dall’ardore del sole con l’ombra dei piedi giacendo supini. Sono velocissimi ed hanno un’unica gamba e le loro ginocchia sono rigide e non hanno articolazione» (I, 17)

[modifica] Personaggi simili

E' molto curioso notare che fra gli indigeni dell'Amazzonia esiste la leggenda di un popolo di nani, che vivrebbe dalle parti di Santarem, dotato di un solo piede, piatto e così largo che essi lo usano come un parasole. Si tratta certamente di una importazione del mito degli Sciapodi attraverso i conquistatori portoghesi; ma è interessante notare tanto che questa storia godeva ancora, al tempo della conquista, di popolarità tale da essere "esportata" ; quanto che essa fu assimilata pienamente dagli indigeni, in quanto corrispondeva evidentemente in maniera opportuna alle strutture della loro mitologia.
E ancora, secondo una saga irlandese, Erik il rosso, sbarcato a Vinland (probabilmente da identificarsi con Terranova) incontrò un essere dall’unico piede, ucciso poi con una freccia dal figlio. Ugualmente Jacques Cartier nel 1534, sbarcando sulla costa canadese (di fronte a Terranova) sentì parlare di quest’antica popolazione, la cui leggenda arrivò fino in Cina dove si incontrano esseri unipedi e, a volte, con un solo braccio.
Va ricordato anche che tra i popoli dell'antichità gli Sciapodi non sono i soli ad essere strutturati fisicamente ed anatomicamente in maniera tale da ripararsi dal sole: anche gli Amyctyrae possono farlo, usando il loro labbro ipersviluppato.

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