Piramo

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Giovane babilonese, amava, riamato, la concittadina e coetanea Tisbe, ma era sempre costretto a incontrarla in luoghi appartati per l'opposizione di entrambe le famiglie. Un giorno Tisbe stava aspettando Piramo all'ombra di un gelso, quando improvvisamente apparve un leone: la fanciulla scappò di corsa lasciando cadere il velo, che il leone macchiò col sangue degli animali che aveva appena ucciso. Piramo avvistò il felino mentre questo si stava ritirando nella sua tana e scorto il velo insanguinato dette per sicura la morte dell'amata e si trafisse con la propria spada. Poco dopo arrivò Tisbe che alla vista di Piramo cadavere si tolse anch'ella la vita.

Riferimenti letterari

La figura di Piramo nella letteratura postclassica

  • Ludovico Ariosto, La tragedia di Tisbe, tragedia.

Riferimenti artistici

  • Pierre Gautherot, Piramo e Tisbe, dipinto.