Numa

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Guerriero rutulo ucciso in combattimento da Enea.

La morte

La sua morte è narrata nel libro X dell'Eneide. Su di lui c'è da registrare una curiosità: nel libro IX, ai versi in cui viene descritto il ritrovamento dei giovani rutuli uccisi nel sonno da Eurialo e Niso, si legge " Nel campo c'era un uguale cordoglio per il ritrovamento di Ramnete esangue, e di tanti capi uccisi da un'unica spada, e Serrano e Numa "; ma il nome "Numa" non era stato fatto nella descrizione della strage. Si tratta dunque di una svista di Virgilio, che come noto lasciò il suo poema privo dell'ultima revisione. Numa dunque muore effettivamente nel libro X, mentre nel libro IX in luogo di "Numa" si deve ipotizzare il nome di un guerriero che condivide lo stesso destino del personaggio citato subito prima, Serrano, decapitato insieme ad altri tre da Niso. Gli unici due nomi possibili sono "Lamo" e "Remo", non essendo "Lamiro" bisillabo come "Numa". Entrambe le ipotesi restano ugualmente valide: potrebbe trattarsi di Lamo, visto che al pari di Serrano è sorpreso giacente a terra da Niso, a differenza di Remo che viene decapitato nel suo letto; o forse l'identità è proprio quella di Remo, considerando lo status di condottiero del personaggio (mentre Lamo risulta un carattere insignificante, degno di menzione solo per il suo nome in allitterazione con quello del compagno Lamiro). Il verso va pertanto ripensato come " e Serrano e Lamo ", oppure " e Serrano e Remo ", con implicito riferimento alle teste recise dei guerrieri.