Noburunga

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SCHEDA
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IDENTITÀ
Nome orig.: -
Altri nomi: -
Etimologia: -
Sesso: Maschio
Genitori: [[{{{padre1}}}]] e [[{{{madre1}}}]]
oppure [[{{{padre2}}}]] e [[{{{madre2}}}]]
oppure [[{{{padre3}}}]] e {{{madre3}}}
oppure {{{padre4}}} e {{{madre4}}}
Fratelli/Sorelle:
Fratellastri e/o
Sorellastre:
{{{consorte}}} {{{figlio}}}
[[{{{consorte1}}}]]
[[{{{consorte2}}}]]
LOCALIZZAZIONE
Sezione: Mitologia Orientale
Continente: Asia
Area: Estremo Oriente
Paese: Giappone
Regione: [[{{{regione}}}]]
Provincia: [[{{{provincia}}}]]
Città: [[{{{citta}}}]]
Origine: Shintoisti
CLASSIFICAZIONE
Tipologia: Divinità
Sottotipologia: -
Specificità: -
Subspecifica: -
CARATTERI
Aspetto: Antropomorfo
Indole: Benevola
Elemento: Terra
Habitat: Cielo
ATTRIBUTI
Fisici
Animali
Vegetali
Minerali
Alimenti
Colori
Numeri
Armi
Abbigliamento
Altri
Personaggi
TEMATICHE

Favoloso imperatore del Giappone che ancor vivente creò da solo la propria apoteosi. Ordinò che gli venisse eretto su una collina un vasto e magnifico tempio nel quale fece poi trasportare gli idoli più venerati dai suoi sudditi; quindi fece collocare la propria statua su un piedistallo, cosi che dominasse gli altri simulacri. Il popolo, sommamente attaccato al culto delle antiche divinita, lo ignorò; il monarca, irritato, emanò un editto col quale si proclamava unico e solo dio dell'Impero, e proibì a tutti il culto di altre divinità.
In un secondo bando comandò ai Giapponesi di tributare rispettosi omaggi al loro dio vivente nel giorno del suo anniversario; tale decreto venne accompagnato da promesse lusinghiere a favore dei suoi adoratori e da terribili minacce contro gli infedeli. II terrore indusse i sudditi a venerare il nuovo idolo ma gli onori divini non bastarono a preservare il dio vivente dalla morte; si cospirò contro di lui, i congiurati appiccarono il fuoco al suo palazzo e Noburunga perì fra le fiamme. Qualunque sia stata la ragione della sua morte, è probabile che il suo successore abbia avuto qualche interesse nel mantenere il culto di Noburunga; esso venne conservato anche in seguito e i Giapponesi continuarono a venerarlo fino ai nostri tempi col nome di Xantai. A tutt'oggi è una delle divinità più antiche venerate nell'Impero del Sol Levante.