Niu Lang



				

				

Il Pastore Niu Lang (la stella Altair) viveva solo ed era molto povero; possedeva solo un vecchio bue e un pezzetto di terra. Il bue era però un genio buono e, un giorno che vide il suo padrone particolarmente melanconico, così gli parlò: «Non affliggerti della tua solitudine, Pastore. Se seguirai i miei consigli, ti aiuterò a trovare moglie». Il mattino dopo, secondo le indicazioni del bue, il Pastore si recò in un punto dove il fiume formava un'ansa di acque tranquille. Nascosto dietro ai giunchi, il giovane osservò pieno di stupore la scena che gli si parava davanti. Tra le ninfee fiorite, c'erano sette fanciulle bellissime che stavano facendo il bagno; ridevano e lanciavano gridolini di gioia, del tutto ígnare d'essere osservate. Erano le fanciulle celesti, scese sulla terra per rinfrescarsi un po'. Il giovane si avvicinò cauto alle vesti abbandonate sulla riva e ne rubò una, quindi corse a nasconderla dietro casa. Quando tornò al fiume, vide che tutte le fanciulle celesti erano risalite in cielo tranne una. Appena scorto il Pastore la ragazza si mise a protestare: «Io sono Zhi Nu (la stella Vega) la Tessitrice, figlia dell'Augusto di Giada, Imperatore del Cielo! Presto, ridammi la mia veste! Senza di essa non posso tornare a casa». «Neanche per sogno!» ribatte il Pastore., «Tu sarai la mia sposa». La Tessitrice ci pensò un po' sopra, poi accettò. Così i due si unirono in matrimonio, e dopo qualche anno nacquero un figlio e una figlia.
Un giorno la Tessitrice disse al marito: «Mio caro, adesso che siamo sposati da molto tempo puoi anche ridarmi la veste». Il Pastore pensò che ormai era inutile tenerla nascosta e la restituì alla moglie. Non l'avesse mai fatto! La Tessitrice, appena indossato l'abito, s'alzò in volo e sparì rapidamente nel cielo, lasciando il marito a bocca aperta. Ma il bue disse: «Non temere. Appendi due cesti a un bastone e sistemaci i bambini. Poi caricali sulle spalle e attaccati alla mia coda». Il Pastore fece quanto gli era stato detto, e in un baleno il bue schizzò verso il cielo, portandosi dietro il Pastore con i suoi figli. Appena giunto in cielo, il Pastore si recò al meraviglioso palazzo dell'Augusto di Giada. Entrò in un grande salone: il pavimento era tutto di soffici nuvole, mentre il soffitto mostrava un'ampia volta di arcobaleni sostenuti da pilastri di giada. Seduto su un trono d'oro e d'argento c'era l'Augusto, che si rivolse al Pastore con queste parole: «Giovane uomo, quale destino ti guida nei luoghi eterni delle stelle?» Il Pastore raccontò delle sue disgrazie e supplicò l'Augusto di restituirgli la moglie. L'Imperatore chiamò la figlia e volle conoscere ogni cosa. «Grande Padre» spiegò la Tessitrice «io amo mio marito e i miei figlioli, ma sono una creatura celeste, e non potevo più vivere sulla terra. Ecco perché sono fuggita». L'Augusto si rivolse al Pastore e alla Tessitrice: «Poiché quest'uomo ha sposato mia figlia, una fanciulla divina, io gli concedo l'immortalità. Vivrà per sempre nel cielo accanto a sua moglie». I due si rallegrarono, ma l'Augusto di Giada continuò: «Però gli sposi devono anche essere puniti per i loro inganni. Così io metto tra loro un fiume celeste, la Via Lattea, che li separi per sempre». Il Pastore e la Tessitrice piansero molte lacrime per questo castigo e andarono mestamente a collocarsi nel luogo che era stato loro assegnato dall'Augusto. Ancor oggi chi alza gli occhi al cielo li può vedere: da una parte la costellazione della Tessitrice, che gli uomini d'Occidente chiamano Aquila, e dall'altra parte la costellazione del Pastore, chiamata anche Lira. In mezzo a loro c'è un fiume di stelle, la Via Lattea. Gli dèi però ebbero pietà dei due innamorati e si recarono dall'Augusto di Giada affinché alleviasse la loro pena. L'Augusto concesse allora che una volta all'anno, il settimo giorno del settimo mese, i due sposi potessero incontrarsi. In quel giorno tutte le gazze salgono in cielo con un rametto nel becco e intrecciano un grande ponte sul fiume di stelle. Il Pastore può finalmente raggiungere la sua amata e abbracciarla. La Tessitrice allora piange di gioia e le sue lacrime cadono sulla terra come pioggia benefica. E se un innamorato è lontano dall'amata e si sente triste, basta che cerchi nel cielo il Pastore e la Tessitrice: lo consoleranno con le loro stelle scintillanti.