Mida

Versione del 15:13, 5 ago 2019, autore: Ilcrepuscolo (discussione | contributi)




				

				

Re di Bromio. Ospitò Sileno che ubriaco si era addormentato nel suo giardino e poi lo riportò da Dioniso che per ricompensarlo della sua cortesia gli fece esprimere un desiderio. Mida, scioccamente scelse di poter mutare in oro tutto quello che toccava. Accortosi che rischiava di morire di fame perché anche i cibi e le bevande che cercava di portare alla bocca diventavano d'oro, andò a cercare Dioniso e gli chiese di togliergli quel dono troppo scomodo. Dioniso, divertito, gli disse di lavarsi le mani nelle sorgive del fiume Pattolo e così fatto Mida ritornò alla normalità.
Scelto come giudice di una gara musicale fra Pan e Apollo, al contrario dell'altro giudice Tmolo Mida votò per Pan provocando l'ira di Apollo che per punirlo gli fece spuntare delle lunghe orecchie di asino. Mida, vergognandosi, si coprì il capo con un grande cappello frigio per non farsi vedere dal popolo.
L'unico a conoscere l'infamante segreto era il suo barbiere, al quale era stata proibita la divulgazione della cosa, pena la morte. Ma il pover'uomo, oppresso troppo fortemente dalla responsabilità di un tale segreto e dalla voglia di confidarlo a qualcuno, credette di potersi sfogare impunemente facendo un buco nel terreno e rivelando la cosa alla Terra. Ma la terra lo trasmise ai prodotti che nascevano là intorno, ed ogni volta che soffiava il vento, si poteva distintamente sentire un mormorio tra le piante:«Re Mida ha le orecchie d'asino».
È curioso notare che esiste una leggenda gallese che parla anch'essa di un re, di nome March ( = cavallo) che aveva le orecchie di cavallo, e per il resto era uomo in tutto e per tutto. Lo stesso personaggio si ritrova in Bretagna sotto il nome di Gwyvarch, anch'esso re dalle orecchie di cavallo, tenute celate da un grosso berretto.

Bibliografia

Fonti Antiche

Riferimenti artistici

  • Sandro Botticelli, La calunnia, dipinto.
  • Cima da Conegliano, Il giudizio di Mida, dipinto .