Mater Matuta

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Divinità femminile romana, chiamata anche semplicemente Matuta. All'inizio fu identificata con la greca [[Eos]], poi con [[Ino]], e il suo culto venne pertanto associato a quello di [[Portuno]]. Aveva un tempio nel Foro Boario e in suo onore si celebravano le [[Matrialia]].
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Divinità femminile romana, chiamata anche semplicemente Matuta. All'inizio fu identificata con la greca [[Eos]], poi con [[Ino]], e il suo culto venne pertanto associato a quello di [[Portuno]].  
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==CULTO==
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Aveva un tempio nel Foro Boario, accanto al Porto fluviale di Roma, consacrato secondo la leggenda da Romolo, distrutto nel 506 a.C. e ricostruito nel 396 a.C. da Marco Furio Camillo, nell'odierna area di Sant'Omobono, realizzato, forse, all'epoca di Servio Tullio (secondo quarto del VI secolo a.C.).
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<br>Altri templi dedicati alla dea erano nelle città di Satricum, costruito (e ricostruito) sull'acropoli cittadina, e Cosa.
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<br>In suo onore si celebravano le [[Matrialia]].
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[[Categoria:Habitat: Cielo]]
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Versione del 10:38, 4 gen 2020

Divinità femminile romana, chiamata anche semplicemente Matuta. All'inizio fu identificata con la greca Eos, poi con Ino, e il suo culto venne pertanto associato a quello di Portuno.

CULTO

Aveva un tempio nel Foro Boario, accanto al Porto fluviale di Roma, consacrato secondo la leggenda da Romolo, distrutto nel 506 a.C. e ricostruito nel 396 a.C. da Marco Furio Camillo, nell'odierna area di Sant'Omobono, realizzato, forse, all'epoca di Servio Tullio (secondo quarto del VI secolo a.C.).
Altri templi dedicati alla dea erano nelle città di Satricum, costruito (e ricostruito) sull'acropoli cittadina, e Cosa.
In suo onore si celebravano le Matrialia.