Modifica di Licabas

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|sesso=Maschio
 
|sezione=Mitologia Classica
 
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Giovane assiro, noto anche come Licaba, fu il compagno inseparabile di [[Ati (1)|Ati]], il bellissimo adolescente indiano. I due ragazzi, che condividevano la passione per il tiro dell'arco, si erano da poco uniti quando decisero di aggregarsi al contingente armato di asiatici che [[Fineo]] aveva formato per piombare nel palazzo del re etiope [[Cefeo]], suo fratello, il giorno delle nozze della figlia di costui con [[Perseo]]: [[Fineo]], ex promesso sposo della ragazza, non aveva accettato la rottura del fidanzamento, che era stata voluta da [[Cefeo]].
 
Giovane assiro, noto anche come Licaba, fu il compagno inseparabile di [[Ati (1)|Ati]], il bellissimo adolescente indiano. I due ragazzi, che condividevano la passione per il tiro dell'arco, si erano da poco uniti quando decisero di aggregarsi al contingente armato di asiatici che [[Fineo]] aveva formato per piombare nel palazzo del re etiope [[Cefeo]], suo fratello, il giorno delle nozze della figlia di costui con [[Perseo]]: [[Fineo]], ex promesso sposo della ragazza, non aveva accettato la rottura del fidanzamento, che era stata voluta da [[Cefeo]].
  
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Licabas e il suo compagno ci sono noti soltanto da [[Ovidio]]; impossibile dunque dire se già in opere non pervenute di mitografi greci questi due personaggi comparissero come seguaci di [[Fineo]], tra i quali troviamo perlopiù millantatori e assassini, o gente priva di scrupoli come [[Cromi (2)|Cromi]], che durante il combattimento decapiterà l'inerme vegliardo [[Emazione]]. Ma Ati e Licabas appaiono decisamente diversi da costoro; Licabas è essenzialmente un giovane uomo che per il sedicenne Ati prova un amore autentico e una sconfinata ammirazione (prende l'arco dell'amato e non il proprio per tentare di vendicarne la morte); quest'ultimo sentimento si spiega col fatto che Ati è un semidio, figlio di una naiade del [[Gange]], e come tale può dunque essere contrapposto a un altro seguace di [[Fineo]], [[Nileo]], il quale millanta di essere figlio del [[Nilo]]. Neppure si può dire che Ati e Licabas abbiano modi volgari: a differenza di molti uomini di Fineo, che lanciano provocazioni e insulti, Ati tende il suo arco senza dire una parola, Licabas affronta Perseo esternandogli soltanto il suo enorme dolore per la morte del compagno. Mettendo poi in evidenza il bellissimo volto di Ati, il poeta fa in qualche modo capire che lo è anche il suo animo, nonostante l'appoggio dato a Fineo: e poiché il semidio indiano è anche valentissimo nelle armi, si può dunque parlare per lui di kalokagathia. Molto interessanti sono poi le sequenze relative agli ultimi istanti dei due giovani: Ati, che prima di cadere al suolo volge qua e là i suoi occhi incredibilmente rimasti bellissimi in un viso ridotto per il resto a una maschera di sangue; Licabas, che dopo aver scoccato senza successo la sua freccia non pensa a fuggire, desiderando intimamente seguire l'amato nella morte, e che si ricongiunge con lui sorridendo con la certezza che gli resterà per sempre unito. E che Perseo stesso non resti del tutto insensibile al sentimento che lega i due giovani sembra provato dal fatto che egli non osa colpire l'indifeso Licabas per tutto il tempo che questi piange sul cadavere di Ati (laddove subito dopo non esiterà a uccidere [[Anfimedonte]] e [[Forbas]] finiti a terra dopo essere scivolati). C'è inoltre da rilevare come Ati e Licabas siano molto somiglianti alle due coppie di guerrieri omosessuali citati nell'Eneide (i troiani [[Eurialo]] e [[Niso]] e i latini [[Cidone]] e [[Clizio]]).  
 
Licabas e il suo compagno ci sono noti soltanto da [[Ovidio]]; impossibile dunque dire se già in opere non pervenute di mitografi greci questi due personaggi comparissero come seguaci di [[Fineo]], tra i quali troviamo perlopiù millantatori e assassini, o gente priva di scrupoli come [[Cromi (2)|Cromi]], che durante il combattimento decapiterà l'inerme vegliardo [[Emazione]]. Ma Ati e Licabas appaiono decisamente diversi da costoro; Licabas è essenzialmente un giovane uomo che per il sedicenne Ati prova un amore autentico e una sconfinata ammirazione (prende l'arco dell'amato e non il proprio per tentare di vendicarne la morte); quest'ultimo sentimento si spiega col fatto che Ati è un semidio, figlio di una naiade del [[Gange]], e come tale può dunque essere contrapposto a un altro seguace di [[Fineo]], [[Nileo]], il quale millanta di essere figlio del [[Nilo]]. Neppure si può dire che Ati e Licabas abbiano modi volgari: a differenza di molti uomini di Fineo, che lanciano provocazioni e insulti, Ati tende il suo arco senza dire una parola, Licabas affronta Perseo esternandogli soltanto il suo enorme dolore per la morte del compagno. Mettendo poi in evidenza il bellissimo volto di Ati, il poeta fa in qualche modo capire che lo è anche il suo animo, nonostante l'appoggio dato a Fineo: e poiché il semidio indiano è anche valentissimo nelle armi, si può dunque parlare per lui di kalokagathia. Molto interessanti sono poi le sequenze relative agli ultimi istanti dei due giovani: Ati, che prima di cadere al suolo volge qua e là i suoi occhi incredibilmente rimasti bellissimi in un viso ridotto per il resto a una maschera di sangue; Licabas, che dopo aver scoccato senza successo la sua freccia non pensa a fuggire, desiderando intimamente seguire l'amato nella morte, e che si ricongiunge con lui sorridendo con la certezza che gli resterà per sempre unito. E che Perseo stesso non resti del tutto insensibile al sentimento che lega i due giovani sembra provato dal fatto che egli non osa colpire l'indifeso Licabas per tutto il tempo che questi piange sul cadavere di Ati (laddove subito dopo non esiterà a uccidere [[Anfimedonte]] e [[Forbas]] finiti a terra dopo essere scivolati). C'è inoltre da rilevare come Ati e Licabas siano molto somiglianti alle due coppie di guerrieri omosessuali citati nell'Eneide (i troiani [[Eurialo]] e [[Niso]] e i latini [[Cidone]] e [[Clizio]]).  
  
{{Bibliografia}}
 
  
[[Categoria:Mitologia Classica]]
 
 
[[Categoria:Mitologia Greca]]
 
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[[Categoria:Sesso: Maschio]]
 
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[[Categoria:Indole: Benevola]]
 
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[[Categoria:Aspetto: Antropomorfo]]
 
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