Libro dei Segreti di Enoch



				

				

Il secondo libro di Enoch - detto “Libro dei Segreti di Enoch” e noto anche come versione “slava” di Enoch, in quanto attestato da un manoscritto slavo rinvenuto in Serbia del VII secolo d.C, fu scritto originariamente in ebraico o in aramaico, in seguito dal testo greco venne ricavato quello in slavo. Esso è databile ad un’epoca posteriore a quella del primo libro di Enoch, circa tra il 50 e il 70 d.C. Gli studiosi sostengono che le numerose interpolazioni di matrice cristiana presenti in questo testo siano dovute ad un’influenza diretta degli scritti dei primi cristiani del I secolo.
Esso venne stato scoperto solo nel 1886 da Sokolov negli archivi della Biblioteca pubblica di Belgrado, il quale lo pubblicò per la prima volta nel 1899.
Il Libro di Enoch slavo era un testo studiato dai Bogomili e da questi venne portato ai loro affini catari e patarini della sud della Francia e nella Catalogna, dove, oltre ad alimentare la mistica di origine gnostica contribuì alla nascita dell’interpretazione cabalistica delle sacre scritture.
Quest’opera descrive un viaggio di Enoch attraverso i sette cieli, durante il quale egli riceve una serie di rivelazioni, in particolare gli viene descritta la creazione del mondo e gli sono svelati i segreti dell'avvenire. Il viaggio culmina con l'incontro con Dio e la trasformazione di Enoch nell'angelo Metatron.

[modifica] Struttura

Sostanzialmente esso può essere suddiviso in quattro sezioni:

  • Nella prima parte (capitoli 1-21) Enoch, all'età di 365, è rapito da due angeli e fatto passare attraverso i sette cieli, uno ad uno. Il primo cielo è il luogo dove gli angeli controllano i fenomeni atmosferici; nel secondo cielo si trova il carcere per gli angeli ribelli; nel terzo vi è sia il paradiso che l'inferno degli uomini; il cielo quarto è il luogo dei movimenti del sole e della luna. Nel quinto cielo Enoch trova alcuni Grigori pentiti e li convince a riprendere il loro servizio liturgico; nel sesto cielo vi sono gli angeli incaricati di governare il cosmo e i popoli.
  • Nella seconda parte (capitoli 22-37) a Enoch, ora guidato da Gabriele, è permesso di entrare nel settimo cielo, dove vede il Signore. Successivamente, consacrato da Michael, diventa simile agli angeli. Il Signore, allora, chiede l'angelo Vereviel di dettare a Enoch i 360 libri che contengono tutto ciò che è conoscibile; il Signore stesso narra ad Enoc i segreti della creazione fino al diluvio, con dettagli sconosciuti persino agli angeli. Quindi, Enoch è rimandato sulla terra per trenta giorni.
  • La terza parte (capitoli 38-68) è una lista di istruzioni dottrinali ed etiche conferite da Enoch ai suoi figli: il principio morale principale è l'amore per tutti gli esseri viventi. Alla fine di trenta giorni Enoc viene portato in cielo per sempre.
  • L'ultima sezione (a volte indicato come l'Esaltazione di Melchisedek) delinea la successione sacerdotale di Enoch. Successivamente viene narrata la nascita miracolosa di Melchisedek e il suo sacerdozio.

I capitoli 69-73 da alcuni studiosi sono considerati un’aggiunta o un’interpolazione non risalente all’originale. Le scoperte recenti di Melchisedek nei testi di Qumran e di un testo collegato a Nag Hammadi, hanno fatto sì che numero crescente di studiosi riconoscano l'antichità di Enoch II, e sostengano che il nucleo principale possa essere datato a prima del 70 d.C.
L'universo teologico di Enoch II è profondamente tipico della letteratura apocalittica ebraica del periodo del Secondo Tempio. Eppure, il testo apporta alcune differenze e novità, come ad esempio la nuova dimensione mistica. La figura di Enoch ritratta nelle varie sezioni appare più elaborata che in Enoch I. Interessante, a tal proposito, è l'unzione e consacrazione di Enoch, dopo aver visto faccia a faccia il Signore, che lo rende simile in apparenza a un angelo glorioso e che gli permette di sedersi sopra gli altri angeli sulla sinistra del Signore.
Il testo è improntato ad una complessa simbologia. Enoch, che visse 365 anni, scrisse la sua visione in 365 capitoli. Nella numerologia gnostica lo stesso numero è attribuito a Abraxas, una genialità che compare in gemme talismaniche dallo stesso nome. Probabilmente si tratta di un acrostico che allude a Kronos – Jaldabaoth.
Enoch è un uomo comune, che vive la vita comune degli uomini, ma all’improvviso una facoltà terribile gli si presenta, quella di vedere nella pianta il seme e poi il suo maturare, crescere, decadere, così come nel bambino vede già l’uomo ed il vecchio. Presente, passato e futuro sono per lui la stessa identità temporale o, meglio, atemporale. È la visione del profeta, del Naib ebraico, che è nel contempo un mistico ed un veggente. All’umanità, tesa a superare il dolore e l’angoscia del quotidiano nella speranza e nell’illusione di un futuro migliore, Enoch non concede alcuna speranza, la sua visione del futuro è pessimistica o forse semplicemente realistica. Le conseguenze stesse delle azioni dell’uomo sono in rapporto di causa-effetto, visto come un castigo divino. Questo castigo, tuttavia, non risolverà, catarticamente, il destino dell’uomo: è l’eterno problema del male, che Enoch dirime attraverso il superamento del dualismo che incatena l’universo, nella risalita verso quell’uno che tutto dissolve e conclude in sé.
Secondo alcuni critici, Enoch II è rappresenta un ponte di transizione tra la prima tradizione apocalittica e la successiva caratterizzata da maggiore misticismo e simbolismo, in particolare dell’ebraismo cabalistico legato alla Merkabah.