Li Tie-guai

(Reindirizzamento da Li Tieguai)



				

				

Li Tie-guai ("Li dalla Stampella di Ferro") è uno dei Ba Xian, gli otto immortali della mitologia taoista. La stampella di ferro gli fu data da Xi Wang-mu dopo che ella gli guarì un ascesso alla gamba. Gli insegnò anche il modo per diventare immortale. L’altro suo attributo è una zucca contenente una pozione magica.
Nel corso delle sue avventure sulla terra, si dice che sospendesse la propria borraccia a una fessura della parete della propria stanza, e dopo essersi magicamente rimpicciolito fino a raggiungere le dimensioni di una rana, la notte vi si rifugiasse all'interno, per dormire. Il giorno dopo ne usciva, ritornando per incanto alle normali dimensioni. Il suo spirito vitale poteva abbandonare a piacimento le sembianze carnali ed assumere una natura eterea e informe.
C’è un altro racconto sul modo in cui Li giunse ad avere una gamba azzoppata. Lao-zi era sceso dal cielo per iniziare Li agli insegnamenti taoisti. Poco dopo Li aveva raggiunto l’immortalità e lasciò il suo corpo per viaggiare verso il sacro monte Hua-hsan. Diede a uno dei suoi allievi l’incarico di sorvegliare il suo corpo durante la sua assenza. Aggiunse come istruzione speciale quella di bruciare il suo corpo se non avesse fatto ritorno entro sette giorni. Ma il sesto giorno l’allievo ricevette la notizia che sua madre stava morendo. Per adempiere al proprio dovere filiale, doveva far ritorno a casa, ma nello stesso tempo doveva anche sorvegliare il corpo di Li. Allora bruciò il corpo e andò a casa. Il settimo giorno, Li fece ritorno, ma trovò il suo corpo ridotto in cenere. Fu costretto a entrare nel corpo di un mendicante morto, un uomo con una gamba azzoppata. Li non voleva vivere in questo modo, ma Laozi lo pregò di accettare il suo destino e gli donò una stampella per aiutarlo a camminare.

[modifica] Iconografia

Ha l'aspetto di un mendicante cencioso e zoppo con in mano una fiaschetta contenente i suoi medicinali magici e, nell'altra, un bastone di ferro a cui si appoggia. Un tempo la sua immagine era l'emblema delle farmacie.