Iperborei



				

				

Popolo leggendario che viveva in una terra lontanissima situata a nord della Grecia.

[modifica] Etimologia

Termine che, secondo l'interpretazione più diffusa sarebbe composto da “Iper” (oltre) e “Borea” (il vento del Nord e, per estensione, il Nord stesso). Quindi gli Iperborei sono quelli che vivono nell'estremo Nord.

[modifica] Localizzazioni

  • Ecateo di Mileto (VI secolo a.C.) colloca gli Iperborei all’estremo Nord, tra l’Oceano e i monti Ripei.
  • Ecateo di Abdera (IV-II s. a.C.), autore di un’opera “Sugli Iperborei” di cui ci sono pervenuti solo alcuni frammenti, li colloca al nord, in un’isola dell’Oceano “non minore della Sicilia per estensione”. Su quest’isola, dal quale è possibile vedere la luna da vicino, i tre figli di Borea rendono culto ad Apollo, accompagnati dal canto di una schiera di cigni originari dei monti Ripei.
  • Esiodo (frammento 150 Merkelbach-West, vv. 21-24) colloca gli Iperborei “presso le alte cascate dell’Eridano dal profondo alveo”. La cultura greco-romana formulò numerose proposte in merito alla sede geografica di questo fiume (Grilli, pp. 279 e sgg.); due fonti in particolare ci trasmettono la nozione secondo cui l’Eridano sfociasse nell’Oceano settentrionale: Ferecide di Atene (fr. 16 a Jacoby I) ed Erodoto (II 115,1).
  • Pindaro (ol. 3,13-16) colloca gli Iperborei nella regione delle “ombrose sorgenti” dell’Istro (Danubio).
  • Eschilo, in un passo del Prometeo Liberato, ricorda la fonte dell’Istro come situata nel paese degli Iperborei e nei monti Ripei.
  • Ellenico di Lesbo (frammento 187 b e c Jacoby I) e Damaste di Sigeo (frammento 1 Jacoby I) pongono la sede iperborea oltre i monti Ripei; Damaste, inoltre, ricorda i monti Ripei come situati a nord dei grifoni guardiani dell’oro.
  • Erodoto (in IV 13) riassume un poema di Aristea di Proconneso, ora perduto, nel quale l’autore riferiva di un proprio viaggio compiuto per ispirazione di Apollo in regioni lontane, sino al paese degli Issedoni, "al di là" dei quali ci sarebbero gli Arimaspi monocoli, i grifoni custodi dell'oro e infine gli Iperborei, che vivevano in una terra dove il clima era sempre primaverile e piume volteggiavano nell'aria. Bruno Luiselli ricostruisce la posizione degli Iperborei, sulla base di queste indicazioni, come situata in zona uralica.