Differenze tra le versioni di "Igpupiara"

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Versione delle 18:54, 31 ott 2011

Per gli indigeni Tupinamba del Brasile sono esseri invisibili e malvagi che sostano presso le cascate dei fiumi, dove fanno annegare gli incauti che vi si avventurano. Il nome significa "Colui che abita nel fondo delle acque", ed sono per lo più definiti "uomini marini". Non hanno tuttavia l'aspetto tipico di uomo-pesce, o, quanto meno, nessuna descrizione ne parla. È uno dei più antichi miti locali, attestato fin dalle prime cronache del 1500. Sono esseri malefici, nemici dei pescatori come delle lavandaie, di tutti coloro cioè che lavorano a contatto con le acque. Una delle poche descrizioni che ne abbiamo dipinge i maschi come uomini alti con gli occhi molto incavati, e le femmine molto formose e con i capelli lunghi. Uccidono le loro vittime abbracciandole e baciandole, stringendole fortemente a sé, e poi ne mangiano solo gli occhi, le narici, le dita dei piedi e delle mani ed i genitali.