Historia Regum Britanniae



				

				

Un'opera narrativa importante per tutta la letteratura occidentale, scritta nel 1137-1147 in latino dal vescovo Goffredo di Monmouth. La storia si basa sugli scritti dei primi cronisti britannici Gildas e Nennius e su narrazioni popolari, ma contiene anche materiale leggendario e fantastico. L'"Historia Regum Britanniae" narra in dodici libri le gesta dei re dei Britanni, discendenti da Bruto, pronipote di Enea, che si insedia nell'isola dopo averla conquistata. Tra eroi leggendari, viaggi epici, lotte contro giganti, i primordi della Britannia vengono ricollegati ai miti del mondo classico latino. Alle lotte ed alle guerre delle dinastie dei primi secoli dell'era cristiana segue la favolosa figura di Artù che con i suoi cavalieri crea regno di splendore ineguagliabile. Solo il tradimento di Ginevra e Mordred ferma la sua marcia di conquista verso Roma. La potenza dei Britanni conosce poi un periodo di inarrestabile declino, in seguito alle invasioni di Sassoni, Angli, Danesi, Norvegesi. Ma nell'Armorica, cioè in Bretagna, dove un gruppo di scampati ha trovato rifugio, un ceppo britannico conserva l'antica virtù e dignità: da qui partirà la riscossa e riconquista dell'isola. L"Historia Regum Britanniae" ebbe un grande successo; copiata in numerosi manoscritti e tradotta da Robert Wace nel 1155 in versi francesi ), costituisce una delle fonti del romanzo bretone. "I Detti di Merlino", il secondo testo che viene presentato e la cui attribuzione a Goffredo è stata piuttosto controversa, furono composti tra il 1150 e il 1151; in essi si narra di un giovane principe che, sconvolto dagli orrori di una battaglia, visse a lungo nella foresta, tra fiere e animali, e di come conquistò e poi perse il dono della profezia. E' il testo più antico in cui compare il magico personaggio di Merlino.