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[[Immagine:Gilgamesh.jpg|150px|thumb|right|Gilgamesh]]
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Gilgamesh è il più noto e celebrato eroe di tutta la Mesopotamia un po' come lo era Odisseo nel Mediterraneo all'epoca della colonizzazione greca. Dalla lista reale sumerica, redatta attorno al 2000 a.C. e proveniente da Fara,  si legge che ''Il divino Gilgamesh - suo padre è uno sconosciuto - signore di Kullab, regnò 126 anni; Urlugal, figlio di Gilgamesh, regnò 30 anni.''
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==I natali==
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Dunque non si conoscono i genitori di Gilgamesh. Alcuni miti descrivono l'eroe [[Lugalbanda]], come marito della dea [[Ninsuna]]. Questo dato si accorda con quanto si afferma nell'epopea che definisce [[Lugalbanda]] «padre» (o dio) di Gilgamesh. Tuttavia la lista reale sumerica non pone in relazione diretta [[Lugalbanda]] (terzo re di [[Uruk]]) con Gilgamesh (quinto re e «figlio di sconosciuto»). Quindi un'ipotesi plausibile anche sul piano mitico è che [[Lugalbanda]] sia semplicemente antenato di Gilgamesh.  
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==Gilgamesh dio==
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Ma se la lista di Fara, annovera Gilgamesh tra gli dei sumerici, quali doti aveva questo dio? Il "dio Gilgamesh" era spesso invocato nelle iscrizioni reali in qualità di protettore in battaglia. Più spesso era invocato come dio degli inferi o giudice dell'aldilà. Nel poemetto sumerico Enkidu agli Inferi, Gilgamesh compare come fratello della dea Ishtar. In questo ha assonanze con Dumuzi, amante di Ishtar e dio dei pastori che, secondo la lista reale, fu successore di [[Lugalbanda]]. Naturalmente questo non smentisce l'esistenza storica di Gilgamesh poiché in antichità era molto diffusa la pratica di venerare come divinità i sovrani, o divinizzarne la discendenza.
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==Gilgamesh sovrano==
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Gilgamesh doveva essere un re molto importante e influente se, come racconta la stessa epopea (tav. I), poteva permettersi di allargare la cerchia delle mura di Uruk, abbellire l'Eanna (tempio di Ishtar) di tesori e ricostruire i santuari distrutti nel corso del diluvio. Ciò è confermato da un'iscrizione attribuita ad Anam, altro sovrano di Uruk, che, parlando delle mura di Uruk, le definisce «un'antica opera di Gilgamesh».
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<br>Un altro documento, la cosiddetta Storia di Tummal, conferma lo zelo costruttore di Gilgamesh. In base a questo mito sia sotto il suo regno, sia sotto quello di Urlugal, fu restaurato il santuario di Tummal consacrato alla dea [[Ninlil]] (paredra di [[Enlil]]), nella città di [[Nippur]].
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<br>Delle mura di [[Uruk]], vanto edilizio di Gilgamesh, non rimane oggi nulla. Si pensi che già Sargon di Akkad, in una celebre iscrizione, annoverava tra le sue maggiori imprese la distruzione delle mura di Uruk.
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<br>Molti documenti parlano delle tribolazioni politiche del sovrano Gilgamesh in contesti mitici ma verosimili. Per esempio il poemetto di Gilgamesh e Agga narra il conflitto tra Uruk, città di pianura, e [[Kish]], città collinare. Il poemetto è in gran parte ambientato a [[Uruk]], dove Gilgamesh discute le condizioni di Agga prima col consiglio dei sacerdoti e poi in un'assemblea cittadina più ampia. <br>Le somiglianze con la tav. II dell'epopea sono enormi; anche qui l'approvazione dei piani di Gilgamesh deve passare al vaglio di due assemblee.
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<br>Di questo poemetto, insieme a molti altri aventi Gilgamesh protagonista (come la già citata [[Morte di Gilgamesh]]) risalgono tutti alla terza dinastia di Ur (Ur III) dove fortissimo era sentito il legame con illustri leggendari antenati. Un periodo storico detto «rinascimento sumerico» per l'esplosione artistico-letteraria tesa al recupero delle tradizioni e la cultura sumerica, unico segno di prestigio rimasto in un epoca dove il peso politico dei sumeri andava definitivamente svanendo.
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<br>Il ciclo epico di Gilgamesh non è infatti il solo avente protagonista un remoto sovrano di [[Uruk]]. Sia [[Enmerkar]] (II re di Uruk secondo la lista reale), sia [[Lugalbanda]] (III re), sia [[Dumuzi]] (IV re) godettero il privilegio di un ciclo epico ad personam teso a celebrarne gli antichi fasti. Celeberrimo è l'episodio dell'invenzione della scrittura nel ciclo Enmerkar.
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==La morte==
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Frammenti ritrovati a Me-Turan (l'odierna Tell Haddad) danno notizia che Gilgamesh fu sepolto nelle acque di un fiume. Questi frammenti sono oggi considerati come facenti parte del poemetto sumerico [[La morte di Gilgamesh]]. Il poemetto narra che i sudditi deviarono il corso dell'Eufrate per seppellire nel suo letto il defunto sovrano.
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==La realtà storica==
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Secondo Pettinato è azzardato ritenere che questi pochi riferimenti bastino a provare l'esistenza storica di Gilgamesh. L'affermazione è forse eccessiva. Gilgamesh è un personaggio mitizzato, stravolto fin che si vuole ma con agganci a fatti realmente accaduti. Saporetti elenca molti personaggi che lasciarono un segno talmente forte nella storia da essere divinizzati dai posteri: Sargon, [[Mosè]], i re di Roma, [[Minosse]] re di [[Creta]], Alessandro Magno (il cui ciclo epico ha forti agganci con le avventure di Gilgamesh).
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==L'iconografia==
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Numerosi sono i documenti iconografici riconducibili a Gilgamesh. Per esempio, in molti sigilli o bassorilievi si incontra un personaggio con un'imponente barba squadrata che tiene per la gola un leoncino come fosse un cucciolotto.
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In altre rappresentazioni questo personaggio doma due leoni afferrandoli per la coda. E' evidente che il soggetto, chiunque egli sia, rappresenta simbolicamente il controllo della natura selvaggia.
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Molti studiosi lo identificano con Gilgamesh. Ma in quale mito l'eroe combatte i leoni? Nella tav. IX Gilgamesh incontra i leoni ma ne prova paura e tocca a [[Sin]], dio lunare, scacciare le belve. Nella tav. X Gilgamesh si attribuisce poi il merito della vittoria sui leoni parlando con [[Siduri]] la taverniera.
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Giusta o sbagliata che sia, l'identificazione del guerriero affiancato da due leoni rampanti con Gilgamesh è ormai consolidata. Tale motivo, entrato nell'iconografia tradizionale, è chiamato ancora oggi "motivo di Gilgamesh".
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==MUSICA==
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*Franco Battiato, ''Gilgamesh'', opera lirica.
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[[Categoria:Mitologia Mesopotamica]]
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[[Categoria:Mitologia Sumera]]
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[[Categoria:Asia]]
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[[Categoria:Medio Oriente]]
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[[Categoria:Iraq]]
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[[Categoria:Semidei]]
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[[Categoria:Eroi]]
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[[Categoria:Indole: Benevola]]
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[[Categoria:Elemento: Terra]]
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[[Categoria:Habitat: Non specificato]]

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Gilgamesh

Gilgamesh è il più noto e celebrato eroe di tutta la Mesopotamia un po' come lo era Odisseo nel Mediterraneo all'epoca della colonizzazione greca. Dalla lista reale sumerica, redatta attorno al 2000 a.C. e proveniente da Fara, si legge che Il divino Gilgamesh - suo padre è uno sconosciuto - signore di Kullab, regnò 126 anni; Urlugal, figlio di Gilgamesh, regnò 30 anni.

I natali[modifica]

Dunque non si conoscono i genitori di Gilgamesh. Alcuni miti descrivono l'eroe Lugalbanda, come marito della dea Ninsuna. Questo dato si accorda con quanto si afferma nell'epopea che definisce Lugalbanda «padre» (o dio) di Gilgamesh. Tuttavia la lista reale sumerica non pone in relazione diretta Lugalbanda (terzo re di Uruk) con Gilgamesh (quinto re e «figlio di sconosciuto»). Quindi un'ipotesi plausibile anche sul piano mitico è che Lugalbanda sia semplicemente antenato di Gilgamesh.

Gilgamesh dio[modifica]

Ma se la lista di Fara, annovera Gilgamesh tra gli dei sumerici, quali doti aveva questo dio? Il "dio Gilgamesh" era spesso invocato nelle iscrizioni reali in qualità di protettore in battaglia. Più spesso era invocato come dio degli inferi o giudice dell'aldilà. Nel poemetto sumerico Enkidu agli Inferi, Gilgamesh compare come fratello della dea Ishtar. In questo ha assonanze con Dumuzi, amante di Ishtar e dio dei pastori che, secondo la lista reale, fu successore di Lugalbanda. Naturalmente questo non smentisce l'esistenza storica di Gilgamesh poiché in antichità era molto diffusa la pratica di venerare come divinità i sovrani, o divinizzarne la discendenza.

Gilgamesh sovrano[modifica]

Gilgamesh doveva essere un re molto importante e influente se, come racconta la stessa epopea (tav. I), poteva permettersi di allargare la cerchia delle mura di Uruk, abbellire l'Eanna (tempio di Ishtar) di tesori e ricostruire i santuari distrutti nel corso del diluvio. Ciò è confermato da un'iscrizione attribuita ad Anam, altro sovrano di Uruk, che, parlando delle mura di Uruk, le definisce «un'antica opera di Gilgamesh».
Un altro documento, la cosiddetta Storia di Tummal, conferma lo zelo costruttore di Gilgamesh. In base a questo mito sia sotto il suo regno, sia sotto quello di Urlugal, fu restaurato il santuario di Tummal consacrato alla dea Ninlil (paredra di Enlil), nella città di Nippur.
Delle mura di Uruk, vanto edilizio di Gilgamesh, non rimane oggi nulla. Si pensi che già Sargon di Akkad, in una celebre iscrizione, annoverava tra le sue maggiori imprese la distruzione delle mura di Uruk.
Molti documenti parlano delle tribolazioni politiche del sovrano Gilgamesh in contesti mitici ma verosimili. Per esempio il poemetto di Gilgamesh e Agga narra il conflitto tra Uruk, città di pianura, e Kish, città collinare. Il poemetto è in gran parte ambientato a Uruk, dove Gilgamesh discute le condizioni di Agga prima col consiglio dei sacerdoti e poi in un'assemblea cittadina più ampia.
Le somiglianze con la tav. II dell'epopea sono enormi; anche qui l'approvazione dei piani di Gilgamesh deve passare al vaglio di due assemblee.
Di questo poemetto, insieme a molti altri aventi Gilgamesh protagonista (come la già citata Morte di Gilgamesh) risalgono tutti alla terza dinastia di Ur (Ur III) dove fortissimo era sentito il legame con illustri leggendari antenati. Un periodo storico detto «rinascimento sumerico» per l'esplosione artistico-letteraria tesa al recupero delle tradizioni e la cultura sumerica, unico segno di prestigio rimasto in un epoca dove il peso politico dei sumeri andava definitivamente svanendo.
Il ciclo epico di Gilgamesh non è infatti il solo avente protagonista un remoto sovrano di Uruk. Sia Enmerkar (II re di Uruk secondo la lista reale), sia Lugalbanda (III re), sia Dumuzi (IV re) godettero il privilegio di un ciclo epico ad personam teso a celebrarne gli antichi fasti. Celeberrimo è l'episodio dell'invenzione della scrittura nel ciclo Enmerkar.

La morte[modifica]

Frammenti ritrovati a Me-Turan (l'odierna Tell Haddad) danno notizia che Gilgamesh fu sepolto nelle acque di un fiume. Questi frammenti sono oggi considerati come facenti parte del poemetto sumerico La morte di Gilgamesh. Il poemetto narra che i sudditi deviarono il corso dell'Eufrate per seppellire nel suo letto il defunto sovrano.

La realtà storica[modifica]

Secondo Pettinato è azzardato ritenere che questi pochi riferimenti bastino a provare l'esistenza storica di Gilgamesh. L'affermazione è forse eccessiva. Gilgamesh è un personaggio mitizzato, stravolto fin che si vuole ma con agganci a fatti realmente accaduti. Saporetti elenca molti personaggi che lasciarono un segno talmente forte nella storia da essere divinizzati dai posteri: Sargon, Mosè, i re di Roma, Minosse re di Creta, Alessandro Magno (il cui ciclo epico ha forti agganci con le avventure di Gilgamesh).

L'iconografia[modifica]

Numerosi sono i documenti iconografici riconducibili a Gilgamesh. Per esempio, in molti sigilli o bassorilievi si incontra un personaggio con un'imponente barba squadrata che tiene per la gola un leoncino come fosse un cucciolotto. In altre rappresentazioni questo personaggio doma due leoni afferrandoli per la coda. E' evidente che il soggetto, chiunque egli sia, rappresenta simbolicamente il controllo della natura selvaggia. Molti studiosi lo identificano con Gilgamesh. Ma in quale mito l'eroe combatte i leoni? Nella tav. IX Gilgamesh incontra i leoni ma ne prova paura e tocca a Sin, dio lunare, scacciare le belve. Nella tav. X Gilgamesh si attribuisce poi il merito della vittoria sui leoni parlando con Siduri la taverniera. Giusta o sbagliata che sia, l'identificazione del guerriero affiancato da due leoni rampanti con Gilgamesh è ormai consolidata. Tale motivo, entrato nell'iconografia tradizionale, è chiamato ancora oggi "motivo di Gilgamesh".

MUSICA[modifica]

  • Franco Battiato, Gilgamesh, opera lirica.