Differenze tra le versioni di "Gigante"

(Elenco dei Giganti figli di Urano e Gea)
 
(43 versioni intermedie di 6 utenti non mostrate)
Riga 1: Riga 1:
[[Immagine:Gigantegoya.jpg|350px|thumb|right|Francisco Goya, Il gigante, 1808, Museo del Prado, Madrid]]
+
[[Immagine:Goya, Francisco - Il Colosso (1808).jpg|350px|thumb|right|Francisco Goya, Il gigante, 1808, Museo del Prado, Madrid]]
 
Praticamente ogni cosmogonia è basata sulla trasformazione del corpo di un gigante cosmico, alla sua morte, nelle varie parti dell'universo. Sappiamo anche che di questo originario ruolo cosmico del gigantismo, nel tempo, sopravvivono delle tracce via via più degradate, che conservano sempre meno l'idea originaria che l'universo è una creatura vivente, come l'uomo, cui lo legano straordinarie corrispondenze simboliche, e che giustificano il ruolo di quest'ultimo nel creato. Dagli [[Esseri Cosmogonici]] si passa agli [[Esseri Cosmofori]]: il mondo, che inizialmente è un essere vivente gigantesco, si sdoppia in un pianeta inanimato sorretto da un gigante; il tempo passa ancora, e di queste idee non restano che poche, povere tracce. Certe particolarità del paesaggio diventano la traccia del passaggio di antichi giganti; certe incredibili costruzioni megalitiche non possono che essere state costruite da loro; ed infine, certi ritrovamenti concreti e verificabili di ossa gigantesche, sembrano apportare quell'ultima conferma necessaria alla nostra fantasia mitica. Si fa quindi quasi naturalmente strada l'idea che un tempo l'uomo era un gigante e che la sua statura è progressivamente diminuita in conseguenza della progressiva decadenza umana. Questa perdita di statura rappresenta una perdita di valore, un allontanamento dall'armonia cosmica, ed in definitiva traduce in termini fisici il mito esiodeo della decadenza delle razze.
 
Praticamente ogni cosmogonia è basata sulla trasformazione del corpo di un gigante cosmico, alla sua morte, nelle varie parti dell'universo. Sappiamo anche che di questo originario ruolo cosmico del gigantismo, nel tempo, sopravvivono delle tracce via via più degradate, che conservano sempre meno l'idea originaria che l'universo è una creatura vivente, come l'uomo, cui lo legano straordinarie corrispondenze simboliche, e che giustificano il ruolo di quest'ultimo nel creato. Dagli [[Esseri Cosmogonici]] si passa agli [[Esseri Cosmofori]]: il mondo, che inizialmente è un essere vivente gigantesco, si sdoppia in un pianeta inanimato sorretto da un gigante; il tempo passa ancora, e di queste idee non restano che poche, povere tracce. Certe particolarità del paesaggio diventano la traccia del passaggio di antichi giganti; certe incredibili costruzioni megalitiche non possono che essere state costruite da loro; ed infine, certi ritrovamenti concreti e verificabili di ossa gigantesche, sembrano apportare quell'ultima conferma necessaria alla nostra fantasia mitica. Si fa quindi quasi naturalmente strada l'idea che un tempo l'uomo era un gigante e che la sua statura è progressivamente diminuita in conseguenza della progressiva decadenza umana. Questa perdita di statura rappresenta una perdita di valore, un allontanamento dall'armonia cosmica, ed in definitiva traduce in termini fisici il mito esiodeo della decadenza delle razze.
 
   
 
   
==I Giganti nella Bibbia==
 
Secondo certe fonti islamiche [[Abele]] sarebbe stato alto 14 metri, il che è decisamente molto modesto, se pensiamo che per altri dottori musulmani vicino alla [[Mecca]] si possono ancora vedere due collinette, distanti tra loro 300 metri, sulle quali si dice si fossero posate le ginocchia di [[Eva]]: il conto torna se pensiamo che le medesime fonti danno alla coppia primordiale una altezza di 1828 metri. Gli Elxaiti, setta gnostico-ebraica del II sec. d.C., ritenevano che Cristo fosse stato un gigante alto 96 miglia, e che lo Spirito Santo, chiamato Ruach, fosse sua sorella ed avesse la stessa invidiabile statura.
 
<br>Nel XVII secolo, l'erudito Nicolas Henrion stabilì con precisione le leggi della progressiva decadenza, rispecchiata nella diminuzione di statura dell'uomo. Secondo lui si era passati da [[Adamo]], alto 123 piedi e 9 pollici, a [[Noè]] (103 piedi), ad [[Abramo]] (27), a [[Mosè]] (13), ad [[Ercole]] (10), ad Alessandro (6) e a Cesare (5).
 
 
==I Giganti nella Mitologia Africana Tribale==
 
Un mito dei Lotuko dell'Uganda, narra di tempi in cui esistevano persone più alte e grandi delle attuali; quando starnutivano sembrava che ci fosse un terremoto; le loro teste superavano le chiome degli alberi e la loro vita era assai lunga; si estinsero perché uno di loro aveva disprezzato i rituali religiosi degli uomini (v. [[Gjok]]).
 
 
 
==I Giganti nella Mitologia Greca==
 
==I Giganti nella Mitologia Greca==
 
Nati dalle gocce sangue cadute dal membro di [[Urano]], mutilato dal figlio [[Crono]], cadute nel grembo della Terra, la dea [[Ge]].  
 
Nati dalle gocce sangue cadute dal membro di [[Urano]], mutilato dal figlio [[Crono]], cadute nel grembo della Terra, la dea [[Ge]].  
Riga 15: Riga 8:
 
<br>I Giganti, aiutati dalla madre (tranne [[Anatto]] e [[Anteo]], che non presero parte alla lotta) mossero guerra agli dèi dell'[[Olimpo]], lanciando loro contro, dai Campi Flegrei tronchi infuocati e massi. Un'altra versione invece dice che cercarono di invadere l'[[Olimpo]] usando a mò di scala il monte [[Pelio]] ed il monte [[Ossa]], messi l'uno sopra l'altro. Tale lotta fu chiamata [[Gigantomachia]] e si risolse con la vittoria delle divinità olimpiche, grazie anche all'aiuto di [[Eracle]] che con una freccia colpì [[Alcioneo]].  
 
<br>I Giganti, aiutati dalla madre (tranne [[Anatto]] e [[Anteo]], che non presero parte alla lotta) mossero guerra agli dèi dell'[[Olimpo]], lanciando loro contro, dai Campi Flegrei tronchi infuocati e massi. Un'altra versione invece dice che cercarono di invadere l'[[Olimpo]] usando a mò di scala il monte [[Pelio]] ed il monte [[Ossa]], messi l'uno sopra l'altro. Tale lotta fu chiamata [[Gigantomachia]] e si risolse con la vittoria delle divinità olimpiche, grazie anche all'aiuto di [[Eracle]] che con una freccia colpì [[Alcioneo]].  
 
<br>Secondo quanto predetto da un oracolo, infatti gli dèi, [[Zeus]] in testa, non avrebbero potuto sopraffare i potentissimi Giganti, se non con l'aiuto di un mortale. [[Atena]] allora pensò di richiedere aiuto ad [[Eracle]], ed è con il suo decisivo intervento che la minaccia dei mostruosi vendicatori potè infine essere debellata. I giganti sconfitti, furono sepolti tutti sotto qualche vulcano.
 
<br>Secondo quanto predetto da un oracolo, infatti gli dèi, [[Zeus]] in testa, non avrebbero potuto sopraffare i potentissimi Giganti, se non con l'aiuto di un mortale. [[Atena]] allora pensò di richiedere aiuto ad [[Eracle]], ed è con il suo decisivo intervento che la minaccia dei mostruosi vendicatori potè infine essere debellata. I giganti sconfitti, furono sepolti tutti sotto qualche vulcano.
 
===Elenco dei Giganti figli di Urano e Gea===
 
*[[Alcioneo]]
 
*[[Agrio (1)|Agrio]]
 
*[[Anatto]]
 
*[[Anteo]]
 
*[[Damiso]]
 
*[[Efialte (1)|Efialte]]
 
*[[Encelado]]
 
*[[Eurimedonte]]
 
*[[Eurito]]
 
*[[Ippolito]]
 
*[[Pallante]]
 
*[[Porfirione]]
 
 
<br>Esistono poi, nella mitologia greca, altri Giganti che, pur caratterizzati dalla loro dimensione, e di stirpe divina, erano figli di altri dèì e non parteciparono alla lotta contro di essi. Tra di loro si ricordano: gli [[Aloadi]]; [[Alpos]], che viveva in Sicilia sul monte [[Peloro]], aveva molte braccia, una capigliatura di vipere, e che fu ucciso da [[Dioniso]]; [[Amico]], figlio di [[Poseidone]], abitante in [[Bitinia]], inventore della boxe, e che fu vinto da uno degli [[Argonauti]], [[Polluce]]. Il più celebre dei giganti non appartenenti alla prima generazione è però senza dubbio [[Orione]], figlio di [[Poseidone]] e di [[Euriale]]. Su di lui esistono molti racconti, spesso antitetici fra di loro. Il più noto riguarda la sua morte, dovuta alla puntura di uno scorpione inviato contro di lui da Artemide, che il gigante aveva tentato di violentare. Tanto Orione che lo [[Scorpione]] furono poi trasformati in costellazioni, e cosi resi immortali.
 
<br>I mitografi greci menzionano infine i [[Lestrigoni]], un popolo di giganti cannibali, senza alcuna ascendenza divina.
 
  
 
==I Giganti nella Mitologia Romana==
 
==I Giganti nella Mitologia Romana==
 
Virgilio ci dice che [[Turno]], re dei [[Rutuli]], aveva la forza di quattro uomini, ed il tema è ricordato anche nell'[[Iliade]], dove si rammentano i tempi in cui gli uomini possedevano una forza che ormai hanno perduto. Secondo Plinio il Vecchio, poi, sarebbe esistita ancora ai suoi tempi una razza superstite di giganti etiopici, chiamati [[Syrbotae]], che, secondo una notizia riportata da Cratete di Pergamo, avrebbero raggiunto l'altezza di oltre 8 cubiti (tra i 2,50 e i 4 metri).   
 
Virgilio ci dice che [[Turno]], re dei [[Rutuli]], aveva la forza di quattro uomini, ed il tema è ricordato anche nell'[[Iliade]], dove si rammentano i tempi in cui gli uomini possedevano una forza che ormai hanno perduto. Secondo Plinio il Vecchio, poi, sarebbe esistita ancora ai suoi tempi una razza superstite di giganti etiopici, chiamati [[Syrbotae]], che, secondo una notizia riportata da Cratete di Pergamo, avrebbero raggiunto l'altezza di oltre 8 cubiti (tra i 2,50 e i 4 metri).   
 
==I Giganti nella Mitologia Norrena==
 
Nella mitologia norrena, i giganti discendevano da [[Bergelmir]], nipote di [[Ymir]]. Cacciati dagli [[Aesir]] ai confini del mondo, erano i nemici dichiarati dell'ordine cosmico. Abitavano a nord-est della dimora degli dèi, [[Asgardh]]. Erano destinati ad affrontare gli dèi nell'Ultima Battaglia il giorno di [[Ragnarok]].
 
<br>Le loro forme variavano da quella umana in tutto, salvo che per le dimensioni, a quella pluricefala (come [[Starkadr]] a sette teste), a quella animale, come [[Midgardsorm]].
 
<br>Il nome deriva dal verbo ''età'', mangiare, e si riferisce evidentemente ad una  loro appartenenza alla categoria degli orchi antropofagi.
 
<br>Si conoscevano diversi tipi di giganti. Li possiamo dividere in giganti del fuoco, del gelo, dell'acqua, della terra e delle montagne.  I giganti del gelo ([[Hrimthursar]])  dimoravano nello [[Jotunheimr]], i giganti di fuoco, detti «figli di Múspell» ([[Muspellsmegir]] o [[Muspellssynir]]) abitavano nel [[Muspellheimr]].
 
  
 
==I Giganti nella Mitologia Gianista==
 
==I Giganti nella Mitologia Gianista==
 
Nello Giainismo si crede che i primi uomini fossero alti otto miglia, avessero 256 costole e vivessero per moltissimi anni; poi si scese a quattro miglia e 128 costole, poi a due, e così via in proporzione.
 
Nello Giainismo si crede che i primi uomini fossero alti otto miglia, avessero 256 costole e vivessero per moltissimi anni; poi si scese a quattro miglia e 128 costole, poi a due, e così via in proporzione.
 
==I Giganti nelle teorie moderne==
 
In epoca contemporanea lo scienziato nazista Hans Horbiger credette di dimostrare che in tempi antichi sarebbero precipitate sulla terra lune precedenti alla attuale, e che la cresciuta attrazione gravitazionale da esse esercitata nelle fasi di massima vicinanza avrebbe favorito la nascita di razze di giganti, nostre antenate. Le sue teorie sono state poi ancora ulteriormente "perfezionate" dal suo discepolo intellettuale Denis Saurat, che le difese in libri pubblicati negli anni Cinquanta.
 
  
 
==I ritrovamenti di ossa di giganti==
 
==I ritrovamenti di ossa di giganti==
Abbiamo già accennato al fatto che dei ritrovamenti paleontologici avrebbero dato impulso e credibilità al mito dell'esistenza antidiluviana dei giganti. Si racconta che nell'età di Tiberio un terremoto scoprì le tombe di molti giganti, e che fu trovato un dente lungo trenta centimetri; altri autori classici, come Plinio, Pausania, Plutarco e Flegone di Tralles ricordano episodi simili capitati ai loro tempi. Anche nella mitologia si trova traccia di fatti analoghi: ricordo il gigante Hyllos le cui ossa si dice furono evidenziate da una inondazione dell'omonimo fiume della Lidia; e soprattutto il gigante [[Olus]], il cui gigantesco cranio si racconta fosse stato trovato durante i lavori di fondazione del tempio di Giove Ottimo Massimo a Roma, sulla sommità di quel monte che, a causa di quel ritrovamento, fu chiamato Campidoglio {Caput Oli).
+
Abbiamo già accennato al fatto che dei ritrovamenti paleontologici avrebbero dato impulso e credibilità al mito dell'esistenza antidiluviana dei giganti. Si racconta che nell'età di Tiberio un terremoto scoprì le tombe di molti giganti, e che fu trovato un dente lungo trenta centimetri; altri autori classici, come Plinio, Pausania, Plutarco e Flegone di Tralles ricordano episodi simili capitati ai loro tempi. Anche nella mitologia si trova traccia di fatti analoghi: ricordo il gigante Hyllos le cui ossa si dice furono evidenziate da una inondazione dell'omonimo fiume della Lidia; e soprattutto il gigante [[Olus]], il cui gigantesco cranio si racconta fosse stato trovato durante i lavori di fondazione del tempio di Giove Ottimo Massimo a Roma, sulla sommità di quel monte che, a causa di quel ritrovamento, fu chiamato Campidoglio (Caput Oli).
 
<br>Ma non bastavano le notizie e le speculazioni razionalistiche sul tema; spesso si portavano anche delle prove concrete, che ovviamente erano dei falsi, o delle parti di qualche animale preistorico gigantesco. La più celebre burla che riguarda i giganti si consumò nella seconda metà del XIX secolo, quando nella cittadina americana di Cardiff, nello stato di New York, fu "ritrovato" quello che fu spacciato per un gigante fossile, alto tre metri e mezzo. Il proprietario del terreno in cui avvenne il ritrovamento, fece soldi a palate facendo pagare un biglietto per vedere la testimonianza reale dell'esistenza, in tempi antichissimi, di giganti. La burla durò poco, perché fu obiettato e provato che la carne umana non può pietrificarsi; si scoprì quindi che era stato il proprietario del terreno, William Newell, ad ordire l'inganno, per arricchirsi, cosa che gli' era perfettamente riuscita. Il fatto più curioso è che anche dopo che la beffa era stata ampiamente divulgata, la pubblicità della falsificazione non diminuì, ma accrebbe i visitatori ansiosi di pagare per vedere il reperto. Attualmente il gigante di Cardiff è ancora esposto nel museo agricolo di Cooperstown, nello stato di New York.
 
<br>Ma non bastavano le notizie e le speculazioni razionalistiche sul tema; spesso si portavano anche delle prove concrete, che ovviamente erano dei falsi, o delle parti di qualche animale preistorico gigantesco. La più celebre burla che riguarda i giganti si consumò nella seconda metà del XIX secolo, quando nella cittadina americana di Cardiff, nello stato di New York, fu "ritrovato" quello che fu spacciato per un gigante fossile, alto tre metri e mezzo. Il proprietario del terreno in cui avvenne il ritrovamento, fece soldi a palate facendo pagare un biglietto per vedere la testimonianza reale dell'esistenza, in tempi antichissimi, di giganti. La burla durò poco, perché fu obiettato e provato che la carne umana non può pietrificarsi; si scoprì quindi che era stato il proprietario del terreno, William Newell, ad ordire l'inganno, per arricchirsi, cosa che gli' era perfettamente riuscita. Il fatto più curioso è che anche dopo che la beffa era stata ampiamente divulgata, la pubblicità della falsificazione non diminuì, ma accrebbe i visitatori ansiosi di pagare per vedere il reperto. Attualmente il gigante di Cardiff è ancora esposto nel museo agricolo di Cooperstown, nello stato di New York.
  
  
 
[[Categoria:Creature Fantastiche]]
 
[[Categoria:Creature Fantastiche]]
 +
[[Categoria:Umanoidi]]
 
[[Categoria:Giganti]]
 
[[Categoria:Giganti]]
 +
[[Categoria:Gigantismo]]
 
[[Categoria:Sesso: Maschio]]
 
[[Categoria:Sesso: Maschio]]
 
[[Categoria:Sesso: Femmina]]
 
[[Categoria:Sesso: Femmina]]

Versione attuale delle 12:21, 5 lug 2020

Francisco Goya, Il gigante, 1808, Museo del Prado, Madrid

Praticamente ogni cosmogonia è basata sulla trasformazione del corpo di un gigante cosmico, alla sua morte, nelle varie parti dell'universo. Sappiamo anche che di questo originario ruolo cosmico del gigantismo, nel tempo, sopravvivono delle tracce via via più degradate, che conservano sempre meno l'idea originaria che l'universo è una creatura vivente, come l'uomo, cui lo legano straordinarie corrispondenze simboliche, e che giustificano il ruolo di quest'ultimo nel creato. Dagli Esseri Cosmogonici si passa agli Esseri Cosmofori: il mondo, che inizialmente è un essere vivente gigantesco, si sdoppia in un pianeta inanimato sorretto da un gigante; il tempo passa ancora, e di queste idee non restano che poche, povere tracce. Certe particolarità del paesaggio diventano la traccia del passaggio di antichi giganti; certe incredibili costruzioni megalitiche non possono che essere state costruite da loro; ed infine, certi ritrovamenti concreti e verificabili di ossa gigantesche, sembrano apportare quell'ultima conferma necessaria alla nostra fantasia mitica. Si fa quindi quasi naturalmente strada l'idea che un tempo l'uomo era un gigante e che la sua statura è progressivamente diminuita in conseguenza della progressiva decadenza umana. Questa perdita di statura rappresenta una perdita di valore, un allontanamento dall'armonia cosmica, ed in definitiva traduce in termini fisici il mito esiodeo della decadenza delle razze.

I Giganti nella Mitologia Greca

Nati dalle gocce sangue cadute dal membro di Urano, mutilato dal figlio Crono, cadute nel grembo della Terra, la dea Ge.
Furono generati per vendicare la sorte dei Titani, difensori dell'antico dio Crono contro l'usurpatore Zeus, e da quest'ultimo annientati. I Giganti sarebbero stati i vendicatori e restauratori dell'ordine antico, preolimpico. Il loro capo era Eurimedonte. Secondo lo pseudo-Apollodoro erano «di una statura straordinaria, di una forza invincibile; nei loro occhi brillavano sguardi minacciosi; una barba e una capigliatura abbondante scendevano dalle loro teste e dai loro menti; avevano al posto delle gambe dei corpi squamosi di serpenti» (Biblioteca, 1, 6).
A giudicare dall'iconografia quest'ultimo particolare delle gambe in forma di serpenti (anguipedismo) è una aggiunta posteriore, aggregata al nucleo primitivo del mito, in cui i Giganti hanno forma totalmente umana, solo a partire dal IV secolo a.C.
I Giganti, aiutati dalla madre (tranne Anatto e Anteo, che non presero parte alla lotta) mossero guerra agli dèi dell'Olimpo, lanciando loro contro, dai Campi Flegrei tronchi infuocati e massi. Un'altra versione invece dice che cercarono di invadere l'Olimpo usando a mò di scala il monte Pelio ed il monte Ossa, messi l'uno sopra l'altro. Tale lotta fu chiamata Gigantomachia e si risolse con la vittoria delle divinità olimpiche, grazie anche all'aiuto di Eracle che con una freccia colpì Alcioneo.
Secondo quanto predetto da un oracolo, infatti gli dèi, Zeus in testa, non avrebbero potuto sopraffare i potentissimi Giganti, se non con l'aiuto di un mortale. Atena allora pensò di richiedere aiuto ad Eracle, ed è con il suo decisivo intervento che la minaccia dei mostruosi vendicatori potè infine essere debellata. I giganti sconfitti, furono sepolti tutti sotto qualche vulcano.

I Giganti nella Mitologia Romana

Virgilio ci dice che Turno, re dei Rutuli, aveva la forza di quattro uomini, ed il tema è ricordato anche nell'Iliade, dove si rammentano i tempi in cui gli uomini possedevano una forza che ormai hanno perduto. Secondo Plinio il Vecchio, poi, sarebbe esistita ancora ai suoi tempi una razza superstite di giganti etiopici, chiamati Syrbotae, che, secondo una notizia riportata da Cratete di Pergamo, avrebbero raggiunto l'altezza di oltre 8 cubiti (tra i 2,50 e i 4 metri).

I Giganti nella Mitologia Gianista

Nello Giainismo si crede che i primi uomini fossero alti otto miglia, avessero 256 costole e vivessero per moltissimi anni; poi si scese a quattro miglia e 128 costole, poi a due, e così via in proporzione.

I ritrovamenti di ossa di giganti

Abbiamo già accennato al fatto che dei ritrovamenti paleontologici avrebbero dato impulso e credibilità al mito dell'esistenza antidiluviana dei giganti. Si racconta che nell'età di Tiberio un terremoto scoprì le tombe di molti giganti, e che fu trovato un dente lungo trenta centimetri; altri autori classici, come Plinio, Pausania, Plutarco e Flegone di Tralles ricordano episodi simili capitati ai loro tempi. Anche nella mitologia si trova traccia di fatti analoghi: ricordo il gigante Hyllos le cui ossa si dice furono evidenziate da una inondazione dell'omonimo fiume della Lidia; e soprattutto il gigante Olus, il cui gigantesco cranio si racconta fosse stato trovato durante i lavori di fondazione del tempio di Giove Ottimo Massimo a Roma, sulla sommità di quel monte che, a causa di quel ritrovamento, fu chiamato Campidoglio (Caput Oli).
Ma non bastavano le notizie e le speculazioni razionalistiche sul tema; spesso si portavano anche delle prove concrete, che ovviamente erano dei falsi, o delle parti di qualche animale preistorico gigantesco. La più celebre burla che riguarda i giganti si consumò nella seconda metà del XIX secolo, quando nella cittadina americana di Cardiff, nello stato di New York, fu "ritrovato" quello che fu spacciato per un gigante fossile, alto tre metri e mezzo. Il proprietario del terreno in cui avvenne il ritrovamento, fece soldi a palate facendo pagare un biglietto per vedere la testimonianza reale dell'esistenza, in tempi antichissimi, di giganti. La burla durò poco, perché fu obiettato e provato che la carne umana non può pietrificarsi; si scoprì quindi che era stato il proprietario del terreno, William Newell, ad ordire l'inganno, per arricchirsi, cosa che gli' era perfettamente riuscita. Il fatto più curioso è che anche dopo che la beffa era stata ampiamente divulgata, la pubblicità della falsificazione non diminuì, ma accrebbe i visitatori ansiosi di pagare per vedere il reperto. Attualmente il gigante di Cardiff è ancora esposto nel museo agricolo di Cooperstown, nello stato di New York.