Fillide (2)

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Figlia di [[Licurgo]]. [[Demofoonte]], figlio di [[Teseo]], durante il suo viaggio di ritorno da [[Troia]] approdò nella terra dei Traci Bisalti e colà Fillide, una principessa bisaltia, si innamorò di lui. Demofoonte la sposò e divenne re. Quando fu stanco di vivere in Tracia e decise di riprendere il viaggio, Fillide non potè fare nulla per trattenerlo. "Debbo recarmi ad Atene a riabbracciare mia madre", disse Demofonte. "Avresti dovuto pensarci prima di salire sul mio trono", rispose Fillide in lacrime. "La legge non permette che tu ti allontani per più di qualche mese". Demofoonte giurò su tutti gli dèi dell'[[Olimpo]] che sarebbe tornato di lì a un anno, ma Fillide sapeva che era una menzogna. Lo accompagnò fino al porto di [[Enneodo]] e gli consegnò un cofanetto contenente un amuleto sacro della Madre [[Rea]], che avrebbe dovuto aprire solo nel caso in cui avesse perso ogni speranza di tornare da lei.
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Figlia di [[Licurgo]]. [[Demofoonte]], figlio di [[Teseo]], durante il suo viaggio di ritorno da [[Troia]] approdò nella terra dei Traci Bisalti e colà Fillide, una principessa bisaltia, si innamorò di lui. Demofoonte la sposò e divenne re. Quando fu stanco di vivere in Tracia e decise di riprendere il viaggio, Fillide non potè fare nulla per trattenerlo. "Debbo recarmi ad Atene a riabbracciare mia madre", disse Demofonte. "Avresti dovuto pensarci prima di salire sul mio trono", rispose Fillide in lacrime. "La legge non permette che tu ti allontani per più di qualche mese". Demofoonte giurò su tutti gli dèi dell'[[Olimpo]] che sarebbe tornato di lì a un anno, ma Fillide sapeva che era una menzogna. Lo accompagnò fino al porto di [[Enneodo]] e gli consegnò un cofanetto contenente un amuleto sacro della Madre [[Rea (1)|Rea]], che avrebbe dovuto aprire solo nel caso in cui avesse perso ogni speranza di tornare da lei.
<br>Demofoonte non aveva affatto intenzione di recarsi ad Atene; egli infatti dirottò a sudest verso Cipro, dove si stabilì. E quando l'anno fu trascorso, Fillide lo maledì in nome di Rea, bevve del veleno e morì. In quella stessa ora, Demofoonte fu preso dalla curiosità di vedere che cosa mai contenesse il cofanetto e il magico amuleto (nessuno ne conosce la natura), lo aprì e fu preso da un folle panico. Egli inforcò il cavallo e si lanciò al galoppo, percuotendosi la testa col piatto della spada, finché inciampò e cadde. La spada si conficcò nel terreno con la punta rivolta all'insù e Demofoonte ne fu trafitto mentre precipitava.
<br>Demofoonte non aveva affatto intenzione di recarsi ad Atene; egli infatti dirottò a sudest verso Cipro, dove si stabilì. E quando l'anno fu trascorso, Fillide lo maledì in nome di Rea, bevve del veleno e morì. In quella stessa ora, Demofoonte fu preso dalla curiosità di vedere che cosa mai contenesse il cofanetto e il magico amuleto (nessuno ne conosce la natura), lo aprì e fu preso da un folle panico. Egli inforcò il cavallo e si lanciò al galoppo, percuotendosi la testa col piatto della spada, finché inciampò e cadde. La spada si conficcò nel terreno con la punta rivolta all'insù e Demofoonte ne fu trafitto mentre precipitava.
<br>Nelle [[Heroides]], Ovidio immagina una lettera che abbia scritto Fillide a Demofoonte:
<br>Nelle [[Heroides]], Ovidio immagina una lettera che abbia scritto Fillide a Demofoonte:

Versione del 14:32, 7 ago 2019