Fate

(Reindirizzamento da Fata)



				

				

Sotto questo nome generico riunisco le informazioni generali relative a tutti quegli esseri a carattere intermedio tra gli spiriti e gli esseri reali, che in inglese vengono indicati col nome collettivo dìfairies. Non voglio quindi restringere il campo solo alle Fate come si intendono comunemente in Italia (ma anche in Francia e Spagna), come esseri di sesso femminile, di dimensione variabile tra pochi centimetri e quella umana, dotate o meno di capacità di volare e presenti per lo più alla nascita dei bambini per portar loro doni e dirigerne il destino. Con Fate si intende, in senso lato, tutti gli esseri fatati, compresi quelli che più specificamente saranno descritti come Elfi, Folletti, Brownies e via dicendo. Le forme sotto cui questi esseri si presentano sono svariate e molto differenti tra loro, e verranno quindi descritte volta per volta sotto le singole voci. Tuttavia fanno tutte riferimento a poche e ben definite strutture simboliche, fatto questo che giustifica l'apparentemente informe mescolanza sotto un'unica voce.
Gli esseri fatati hanno la caratteristica costante di essere fortemente cointeressati alle sorti degli uomini. Questa comunanza di interessi si evidenzia a più livelli.
Uno di questi è lo scambio nuziale tra i due regni; avviene spesso, cioè, che si contraggano matrimoni misti tra esseri umani e fatati, quasi sempre di sesso maschile i primi e femminile i secondi. Queste unioni sono sempre condizionate al rispetto di un tabù da parte dell'esponente umano, tabù che inevitabilmente viene infranto, e porta alla scomparsa della moglie fatata. È questo in particolare il tema che ritroviamo nella storia di Melusina.
Gli esseri fatati svolgono numerose attività pratiche, nelle quali eccellono e delle quali, non di rado, rendono partecipi gli uomini. A prescindere dalle Fate propriamente dette, la cui abiità al telaio risale a miti molto antichi (v. Moire; Norne), essi sono abili nei lavori di casa, nel mantenimento delle fattorie, nella preparazione dei derivati del latte (burro e formaggi), ed anche in certi mestieri propriamente artigiani: abbiamo abili fabbri o calzolai, bravi minatori, eccellenti costruttori di barche. Tra le arti è decisamente la musica quella in cui raggiungono i risultati più eccelsi, superiori a quelli di qualsiasi musicista umano. Un'altra abilità tipica di certe specie è la conoscenza delle erbe e dei rimedi medicinali, evidentemente dovuta alla stretta comunanza tra le Fate e la Natura. Questa stessa comunanza ha portato a vedere negli esseri simbolici degli elementi (v. Elementari), ed in particolare negli Gnomi e nelle Ondine, dei rappresentanti degli esseri fatati.
Altro comportamento tipico delle Fate è la tendenza a rapire neonati umani, sostituendoli con i loro figli (v. Changeling). A volte rapiscono anche esseri umani adulti; quando questi tornano poi tra gli uomini, si accorgono di un paradosso temporale, che avrebbe fatto la felicità di Einstein. Infatti, il tempo scorre, nel mondo delle Fate, assai più lentamente che nel nostro, per cui i visitatori che vi penetrano e vi sostano, sia pur per poche ore, quando tornano si trovano sbalzati in avanti nel tempo di anni, se non di secoli.
Varie teorie sono state avanzate per spiegare l'origine delle Fate. Alcuni hanno pensato che esse derivino dalla credenza alla sopravvivenza dello spirito dei defunti; altri che si tratti delle anime delle persone morte senza essere battezzate, ma prive di colpa, come i bambini; altri che siano degli angeli caduti, ma non abbastanza malvagi da meritare di essere precipitati all'inferno, e che restano quindi sulla terra, come compagni di viaggio dell'umanità; o che siano, come abbiamo accennato prima, degli spiriti della natura, eredi delle greche Ninfe, che riempiono il mondo in ogni sua parte, in una specie di horror vacui cosmico; infine, secondo alcuni antropologi, la credenza nelle Fate non sarebbe che il ricordo di razze antecedenti all'uomo, che con lui hanno tuttavia convissuto per un certo periodo.[[Categoria:Indole: Neutrale]