Differenze tra le versioni di "Druidi"

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Versione delle 15:55, 1 nov 2011

Antichi sacerdoti celtici (Gallia e Britannia), con ampi poteri anche in ambito politico-sociale (erano maestri dei giovani nobili, medici, indovini e giudici). La celebrazione dei loro riti non avveniva in templi, ma all'aperto, nelle radure delle foreste (è stata però smentita l'interpretazione dei monumenti megalitici come altari per il culto druidico). La religione professata dai Druidi, pur essendo politeista, riconosceva come dio supremo Teutes, signore della guerra. A lui venivano immolate anche vittime umane, specialmente in occasione di gravi calamità pubbliche (per questa ragione Augusto proibì ai cittadini romani di partecipare ai riti druidici). Tramandavano oralmente la loro dottrina. Attribuivano particolari qualità magiche ad alcune piante, come la verbena e, soprattutto, il vischio, che veniva raccolto annualmente durante una complicata cerimonia. Credevano alla metempsicosi. Erano esentati dai tributi e dal partecipare alle guerre. Il culto druidico scomparve quasi completamente nei paesi occupati dai Romani che lo avversarono in ogni modo, ma in Irlanda sopravvisse fino al sec. VII d.C., dove si hanno notizie anche di collegi di sacerdotesse dette Druidesse. I Druidi che si occupavano in particolare di vaticini, venivano detti, a seconda dei luoghi, anche bardi o filts.

Druidi della Mitologia Irlandese

Riferimenti musicali

  • Vincenzo Bellini, Norma, tragedia lirica. L'omonima protagonista è figlia del druido Oroveso.