Modifica di Demetra

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Nella leggenda, come nel culto, Demetra era strettamente legata alla figlia [[Persefone]] che fu rapita da [[Ade]]. Nella disperata ricerca della figlia, la dea abbandonò l'[[Olimpo]] e rinunciò alle sue funzioni divine, tanto che la terra deperì e smise di dare frutti finché la figlia non le venne resa, almeno per un periodo dell'anno. Gli antichi videro adombrati in questo mito riferimenti impliciti ai cicli della natura, delle stagioni, dei raccolti, in particolare ai frutti della terra che trascorrono parte dell'anno nascosti sotto la superficie per poi sbocciare e fruttificare. Non mancano richiami (messi in  evidenza in più di un testo filosofico e, molto probabilmente, anche nei misteri) al destino dell'uomo, il cui corpo, sepolto sotto terra come Persefone, non impedisce all'anima di raggiungere l'immortalità in una continua dialettica di morte e rinascita. Al nucleo centrale della leggenda di Demetra, il cui significato era rivelato solo agli iniziati dei Misteri di [[Eleusi]], si aggiunsero in varie epoche miti secondari, come quello della violenza che subì da Poseidone. Un'altra leggenda vuole che Demetra si sia innamorata di [[Giasone]] dal quale ebbe [[Plutone]], la ricchezza. Tutti i miti, anche se contraddittori, sono comunque concordi nel non attribuire un marito a Demetra, che generò i suoi figli al di fuori di ogni vincolo coniugale. Durante la peregrinazione di Demetra in cerca della figlia [[Persefone]], [[Poseidone]] aveva inseguito la dea, bramoso d'amore, finché Demetra decise di nascondersi fra i cavalli del dio [[Onco]], a Telfusa d'Arcadia. Ma [[Poseidone]] si trasformò in cavallo e la violentò. Dalla loro unione nacque una figlia di cui non era lecito pronunciare il nome; e un cavallo, [[Arione]].
 
Nella leggenda, come nel culto, Demetra era strettamente legata alla figlia [[Persefone]] che fu rapita da [[Ade]]. Nella disperata ricerca della figlia, la dea abbandonò l'[[Olimpo]] e rinunciò alle sue funzioni divine, tanto che la terra deperì e smise di dare frutti finché la figlia non le venne resa, almeno per un periodo dell'anno. Gli antichi videro adombrati in questo mito riferimenti impliciti ai cicli della natura, delle stagioni, dei raccolti, in particolare ai frutti della terra che trascorrono parte dell'anno nascosti sotto la superficie per poi sbocciare e fruttificare. Non mancano richiami (messi in  evidenza in più di un testo filosofico e, molto probabilmente, anche nei misteri) al destino dell'uomo, il cui corpo, sepolto sotto terra come Persefone, non impedisce all'anima di raggiungere l'immortalità in una continua dialettica di morte e rinascita. Al nucleo centrale della leggenda di Demetra, il cui significato era rivelato solo agli iniziati dei Misteri di [[Eleusi]], si aggiunsero in varie epoche miti secondari, come quello della violenza che subì da Poseidone. Un'altra leggenda vuole che Demetra si sia innamorata di [[Giasone]] dal quale ebbe [[Plutone]], la ricchezza. Tutti i miti, anche se contraddittori, sono comunque concordi nel non attribuire un marito a Demetra, che generò i suoi figli al di fuori di ogni vincolo coniugale. Durante la peregrinazione di Demetra in cerca della figlia [[Persefone]], [[Poseidone]] aveva inseguito la dea, bramoso d'amore, finché Demetra decise di nascondersi fra i cavalli del dio [[Onco]], a Telfusa d'Arcadia. Ma [[Poseidone]] si trasformò in cavallo e la violentò. Dalla loro unione nacque una figlia di cui non era lecito pronunciare il nome; e un cavallo, [[Arione]].
 
<br>Quando Demetra sentì, con un acuto dolore al cuore, il grido della figlia [[Persefone]] strappata al mondo dei vivi dalla fiamma amorosa di [[Ade]], volò come un uccello sopra le terre e le acque alla sua ricerca, vagando per nove giorni e nove notti con due fiaccole accese nelle mani; non volle toccare né nettare né ambrosia, che sono il cibo degli dei, e non sostò neppure per bagnarsi il corpo. <br>Adirata con l'[[Olimpo]] intero, il cruccio di Demetra si tramutò in furore quando, al decimo giorno delle sue peregrinazioni, [[Poseidone]] osò violentarla. Decise allora di non risalire più in cielo e di abdicare alla sua funzione divina provocando così l'inaridimento generale della terra che non dava più frutti. [[Zeus]] fu costretto a inviare [[Ermes]] nel mondo dei morti con l'incarico di riportare [[Persefone]] alla madre ma, per avere ingerito del cibo mentre era nell'[[Ade]] (un seme di melagrano datole ad arte dal marito), [[Persefone]] fu obbligata a passare un terzo dell'anno negli Inferi, rimanendo invece sulla terra con la madre il resto dell'anno.
 
<br>Quando Demetra sentì, con un acuto dolore al cuore, il grido della figlia [[Persefone]] strappata al mondo dei vivi dalla fiamma amorosa di [[Ade]], volò come un uccello sopra le terre e le acque alla sua ricerca, vagando per nove giorni e nove notti con due fiaccole accese nelle mani; non volle toccare né nettare né ambrosia, che sono il cibo degli dei, e non sostò neppure per bagnarsi il corpo. <br>Adirata con l'[[Olimpo]] intero, il cruccio di Demetra si tramutò in furore quando, al decimo giorno delle sue peregrinazioni, [[Poseidone]] osò violentarla. Decise allora di non risalire più in cielo e di abdicare alla sua funzione divina provocando così l'inaridimento generale della terra che non dava più frutti. [[Zeus]] fu costretto a inviare [[Ermes]] nel mondo dei morti con l'incarico di riportare [[Persefone]] alla madre ma, per avere ingerito del cibo mentre era nell'[[Ade]] (un seme di melagrano datole ad arte dal marito), [[Persefone]] fu obbligata a passare un terzo dell'anno negli Inferi, rimanendo invece sulla terra con la madre il resto dell'anno.
 
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==PERSONAGGI SIMILI==
 
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