Centauri

Versione del 07:31, 13 apr 2017, autore: Ilcrepuscolo (discussione | contributi)




				

				
Centauro, Vaso attico
Centauro, Vaso attico

Erano per metà uomini (dalla cintola in su) e per metà cavalli; abitavano sul monte Pelio, nella Tessaglia. Famosi furono Chirone, maestro d'Achille, Folo e Nesso, personaggi del mito di Eracle. Alle nozze di Piritoo e Ippodamia i centauri vennero a rissa coi Lapiti che ne fecero strage. I superstiti si rifugiarono sul Pindo. Numerose nell'arte antica le raffigurazioni di centauri in statue e bassorilievi. Virgilio mette alcuni centauri all'ingresso dell'Ade. Erano litigiosi, sensuali, senza limiti nel godimento di donne e bevevano vino a fiumi. Il loro progenitore fu Issione, il primo assassino. Issione, dopo tanto tempo chiese agli dèi il perdono delle sue pene, Zeus volle perdonarlo e nella sua magnanimità lo invitò alla mensa degli dèi. Ma Issione, che era un essere malvagio, osò insidiare Era per farle delle proposte oscene. Zeus volle metterlo alla prova per vedere fin dove arrivavano le sue brame, allora diede le forme di Era ad una nuvola (Nefele). Issione sfogò le sue voglie su quella nuvola che partorì il primo Centauro (era ancora totalmente umano), che si accoppiò con delle puledre che partorirono degli esseri metà uomo e metà cavallo.

Indice

Il rapporto uomo-cavallo

Tra l'uomo ed il cavallo esiste una notevole omologia di risvolti simbolici, ed essi sono spesso apparentati da un destino comune. In particolare, sembra fondamentale il nesso intimo che lega la cavalcatura al suo padrone: si pensi, per esempio, ai vari dei dell'Induismo, uno dei tratti distintivi dei quali è proprio la cavalcatura personale. Questo simbolismo parzialmente isomorfo ha portato talvolta ad una compenetrazione dei due componenti tra di loro: per accentuare il carattere di omogeneità della cavalcatura col suo padrone, la prima assume talvolta aspetti parzialmente umani. È il caso della biblica asina di Balaam, capace di parlare; o del cavallo del dio frigio Men, che ha le zampe anteriori umane; o del cavallo di Cesare, anch'esso dotato di piedi umani, e capace di profetizzare. Nei casi precedenti la cavalcatura viene nobilitata facendole assumere tratti parzialmente umani che la rendono più simile al dio o all'eroe che la monta. Esiste però anche il meccanismo inverso, in cui l'uomo viene degradato a livello bestiale, assumendo i caratteri della cavalcatura o dell'animale da soma: si pensi al Diavolo, con i suoi zoccoli di cavallo; al presunto Cristo blasfemo a testa d'asino del Palatino, o anche ai nostri Centauri.
Gli episodi principali del mito dei Centauri sono la lotta contro i Lapiti alle nozze di Piritoo, ossia la Centauromachia, e gli scontri con Eracle. Questo secondo episodio porta alla morte, non voluta dall'eroe greco, dei due Centauri "buoni", Folo e Chirone. Inoltre c'è da ricordare l'episodio del Centauro Nesso, che causa la fine dello stesso Eracle, fungendo quasi da vendetta contro l'eroe per la distruzione della razza, anch'esso narrato alla voce relativa.

La Centauromachia

I Lapiti erano un popolo della Tessaglia, il cui re Piritoo, secondo alcune fonti, sarebbe stato figlio di Issione, e quindi fratello dei Centauri. Pertanto trovò naturale invitare i mostri al proprio matrimonio con Ippodamia, anch'essa forse imparentata con i Centauri. Questi ultimi però non avevano dimestichezza con le raffinatezze della vita civile, e non erano usi bere le bevande alcoliche. Il buon vino presente alla mensa di nozze bastò quindi a scatenare la loro violenza e la loro libidine, al punto che uno di essi, Euritione, cercò perfino di rapire la sposa. Ciò causò una gigantesca rissa, finita con la sconfitta dei mostri; i più rimasero uccisi, mentre i superstiti furono scacciati per sempre dalla Tessaglia. Nel corso di questa battaglia si inserisce anche lo strano episodio di Ceneo. Questi era stato dapprima una donna che, amata da Poseidone, gli aveva chiesto di divenire un uomo invulnerabile. Sotto questa forma partecipò alla lotta contro i Centauri che, impotenti ad ucciderlo, lo seppellirono in terra, soffocandolo; dopo di che l'eroe ritornò donna, oppure, secondo una ulteriore versione, fu trasformato nel fenicottero rosa. Oltre ai nomi dei più celebri Centauri già ricordati, ne conosciamo qualche altro di minore importanza. Ricordo i Centauri Reco e Ileo che cercarono di violentare Atalanta, che li uccise con le sue frecce; la coppia romantica ed inusitata di Cillaro e Ilonome (l'unica centauressa del mondo classico di cui ci sia rimasto il nome), così teneramente innamorati che quando il primo, durante la battaglia con i Lapiti, fu ucciso, la seconda, per la disperazione, si suicidò; un secondo Euritione, oltre quello già ricordato che scatenò la rissa alle nozze di Piritoo, che fu ucciso da Eracle per aver tentato violenza contro la figlia del re di Olenos; ed infine Pilenore che, colpito a morte da Eracle con le frecce avvelenate nel sangue dell'Idra di Lerna, nel tentativo di lavarsi la ferita, avvelenò le acque del fiume Anigros.

I Centauri nel Medioevo

Nel Medioevo della figura poliedrica dei Centauri classici rimane ben poco: un ricordo del sapiente Chirone, cui si attribuiscono insegnamenti di medicina ed erboristeria, ed uno sbiadito simbolo dei peccatori, identificato nella natura doppia del mostro, che comunque diventa per lo più un Centauro asinino o Onocentauro. Ricordo anche che secondo alcuni testi una popolazione mostruosa, il cui nome, tramandato da Corrado Lycosthenes, era Apotharni, sarebbe stata composta da centauri che vivevano in zone umide.

Iconografia

I Centauri, mostri dal busto a forma umana dalla testa alla vita, innestato su un corpo di cavallo, sono tra i più celebri ed eleganti ibridi della mitologia mediterranea. Nelle più antiche testimonianze figurative sono costituiti da un corpo completo di uomo cui, all'altezza dei lombi, si attacca un corpo di cavallo privo delle zampe anteriori (sostituite dalle gambe dell'uomo); col tempo però la forma acquista una maggiore eleganza e l'essere si stabilizza nell'avere il corpo di cavallo, completo delle quattro zampe, ed il busto umano, con le sue due braccia. Tutte le leggende a loro collegate ne fanno degli esseri primitivi, violenti e libidinosi, che si nutrono di carne cruda e vivono allo stato bruto nelle foreste o nei monti. Le uniche eccezioni sono i due centauri Folo e Chirone, che però, pur avendo sempre lo stesso aspetto misto umano-equino, discendono da genitori diversi, fatto che spiega queste differenze di mentalità e di atteggiamento. I Centauri propriamente detti trovano infatti la loro stessa origine in un atto di libidine e di sacrilegio.

Interpretazione del mito dei Centauri

Da un punto di vista razionalistico si sono avanzate varie spiegazioni della figura del Centauro e tutte, in misura maggiore o minore, insoddisfacenti. La più nota è quella che vede nella figura dei Centauri un riflesso del terrore ingenerato nel vedere uomini a cavallo in popolazioni che non conoscevano questo animale. Così capitò che gli indigeni del Nuovo Mondo si mostrarono terrorizzati nel vedere gli spagnoli a cavallo, pensando che fossero un solo essere mostruoso; ed in maniera analoga la tribù australiana dei Narrynieri vedendo dei cavalieri credette che i cavalli fossero le madri, che portavano i figli sul dorso. Questa teoria che, come vediamo, si appoggia su fatti reali e largamente testimoniati, si smentisce tuttavia da sola: infatti, in primo luogo i Centauri nascono nel bacino mediterraneo, dove il cavallo è noto fin dalla preistoria, e quindi non è giustificabile la sorpresa di vedere un cavaliere; in secondo luogo, presso quelle popolazioni che credettero effettivamente l'uomo ed il cavallo essere una sola creatura, non si verificò assolutamente nessuna mi-tificazione paragonabile a quella greca: e cioè ne nell'America spagnola, ne in Australia troviamo alcun essere mitico che abbia le caratteristiche o la forma dei Centauri. Un'altra teoria razionalistica è quella avanzata dal Dumézil, nel suo studio del 1928, secondo il quale i Centauri sarebbero nati dal perfezionamento di una antica maschera rituale. Tuttavia questa teoria, in seguito abbandonata anche dall'autore, sposta semplicemente il problema della spiegazione dal mito al rito, e non chiarisce i motivi profondi che spinsero al travestimento ibrido uomo-cavallo, e che ne decretarono il successo nel mondo classico.

Elenco dei Centauri

Bibliografia

Fonti Antiche

Riferimenti letterari

I Centauri nella letteratura postclassica

  • Dante Alighieri, Commedia. I Centauri sorvegliano i violenti contro il prossimo (primo girone del settimo cerchio infernale). Dante ne incontra tre, Chirone, Folo e Nesso.


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