Caino e la Luna



				

				

SCHEDA

Tipologia: Leggenda
Origine: Italia
Regione: Lazio
Tematiche: Uomini

Quando Caino ebbe ammazzato il fratello, fu maledetto da Dio a errare per il mondo e non poté vedere più il sole, che gli appariva come l'occhio del Signore che scruta ogni angolo della terra. Prese così a camminare di notte avendo per compagni solo cani randagi e nascondendosi nelle ore della luce dentro le caverne e nel fondo delle foreste come un animale.

A poco a poco cominciò a essere ossessionato anche dalla luna che gli parve un altro occhio che si apriva piano piano nelle notti divenendo sempre più grande, fino a splendere spaventoso per tornare poi a chiudersi.

Cercò così di non guardarlo andando per le selve: ma anche là l'occhio traspariva, ora tra le fronde, ora dalle macchie, come se vi fosse appostato.

Allora Caino prese a camminare solo nelle tre notti di luna nuova, in quelle nuvolose e durante gli uragani e le tempeste.

Quando non ne poté più di quella maledizione, ricordandosi del suo antico mestiere di contadino, passando una notte per l'aia, rubò un forcone e una roncola e tagliò nel bosco un fascio enorme di rovi che infilò nella forca e salì in cielo.

Quando arrivò la luna piena, Caino vi si gettò contro con il fascio di rovi, ma la luna lo inghiottì per sempre. E anche oggi, chi guarda bene vede ancora lassù, nelle macchie lunari, Caino con i rovi e il forcone. Chi non lo vede ascolti i suoi amici cani randagi che, nelle notti di luna piena, abbaiano mostrando i denti e chiamandolo: «Caì ... Caì ... noo».