Biblioteca:Igino, Favole

(Differenze fra le revisioni)



				

				
			
m (Sostituzione testo - 'Ercole' con 'Eracle')
m (Sostituzione testo - 'Saturno' con 'Crono')
===Prologo===
===Prologo===
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Da Caligine nacque Caos. Da Caos e Caligine nacquero Notte, Giorno, Erebo, Etere. Da Notte ed Erebo: Fato, Vecchiaia, Morte, Annientamento, Continenza, Sonno, Sogni, Amore -vale a dire Lisimele, Epifrone, Edimele -, Porfirione, Epafo, Discordia, Miseria, Impudenza, Nemesi, Eufrosine, Amicizia, Misericordia, Stige, le tre Parche, cioè Cloto, Lachesi, Atropo, e le Esperidi: Egle, Esperia ed Erica. Da Etere e Giorno nacquero Tello, Cielo e Mare. Da Etere e Tello nacquero Dolore, Inganno, Ira, Lutto, Menzogna, Giuramento, Vendetta, Intemperanza, Disputa, Dimenticanza, Paura, Superbia, Incesto, Battaglia, Oceano, Temi, Tartaro e Ponto; e i Titani, e cioè Briareo, Gige, Sterope, Atlante, Iperione e Polo, Saturno, Opi, Moneta, Dione; e le tre Erinni, vale a dire Netto, Megera e Tisifone. Da Tello e Tartaro nacquero i Giganti: Encelado, Ceo ……, Astreo, Peloro, Pallante, Enfito, Reco, ……, Agrio, talemone, Efialte, Eurito, ……, Teomise, Teodamante, Oto, Tifone, Polibote, Menefiario, Abseo, Colofomo, Giapeto. Da Ponto e Acqua Marina nacquero le specie dei pesci. Da Oceano e Teti, le Oceanine, e cioè Estiea, Melite, Iante, Admeta, Stilbo, Pasifae, Polisso, Eurinome, Evagoreide, Rodope, tliride, Clizia, ……, Clitenneste, Meti, Menippe, Argia. Della stessa stirpe sono i Fiumi, cioè Strimone, Nilo, Eufrate, Tanai, Indo, Cefiso, Ismeno, Asseno, Acheloo, Simoenta, Inaco, Alfeo, Termodonte, Scamandro, Tigri, Meandro e Oronte. Da Ponto e Tello nacquero Taumante, Ceto, Nereo e Forcide. Da Nereo e Doride le cinquanta Nereidi: Glauce, Talia, Cimodoce, Nesea, Speio, Toe, Cimotoe, Attea, Limnoreia, Melite, Iera, Anfitoe, Agave, Doto, Proto, Ferusa, Dinamene, Dessamene, Anfinome, Callianassa, Doride, Panope, Galatea, Nemerte, Apseude, Climene, Ianira, Panopea, Ianassa, Mera, Orizia, Amazia, Drimo, Xanto, Ligea, Fillodoce, Cidippe, Licoriade, Cleio, Beroe, Efire, Opi, Asia, Deiopea, Aretusa, Climene, Creneide, Euridice, Leucotoe. Da Forcide e Ceto: le Forcidi, cioè Pemfredo, Enio e Perside (quest’ultima da altri è chiamata Dino). Da Ceto nacquero le Gorgoni: Steno, Euriale e Medusa. Da Polo e Febe: Latona, Asteria, …… Afirape, Perse e Pallante. Da Giapeto e Climene: Atlante, Epimeteo e Prometeo. Da Iperione ed Etra: Sole, Luna e Aurora. Da Satumo e Opi: Estia, Cerere, Era, Plutone, Poseidone e Zeus. Da Saturno e Filira: Chirone e Dolope. Da Astreo e Aurora: Zefiro, Borea, Noto e Favonio. Da Atlante e Pleione: Maia, Calipso, Alcione, Merope, Elettra e Celeno. Dal Gigante Pallante e da Stige: Scilla, Forza, Invidia, Potere, Nike, Sorgenti, Laghi. Da Poseidone e Salacia: Tritone. Da Dione e Zeus: Afrodite. Da Zeus e Era: Ares. Da Era senza padre: Efesto. Da Zeus ed Eurinome: le Grazie. Ancora da Zeus e da Era: Zeusntù e Libertà. Da Zeus e Temi: le Stagioni. Da Zeus e Cerere: Proserpina. Da Zeus e Moneta: le Muse. Da Zeus e Luna: Pandia. Da Afrodite e Ares: Armonia e Terrore. Da Acheloo e Melpomene: le Sirene, cioè Telsiepia, Molpe e Pisinoe. Da Zeus e Climene: Mnemosine. Da Zeus e Maia: Ermes. Da Zeus e Latona: Apollo e Artemide. Da Tello: Pitone, il serpente divino. Da Taumante ed Elettra: Iride e le Arpie, cioè Celeno, Ocipete e Podarce. Da Sole e Persa: Circe, Pasifae, Eete, Perse. Da Eete e Clizia: Medea. Da Sole e Climene: Fetonte e le Fetontidi, cioè Merape, Elie, Eteria e Diossippe. Da Tifone ed Echidna: Gorgone, Cerbero, il mostro che custodiva il vello d’oro nella Colchide, Scilla, che aveva corpo di donna nella parte superiore e di cane in quella inferiore e che fu uccisa da Eracle, Chimera, la Sfinge che abitava in Beozia, il serpente Idra, che aveva nove teste e che pure fu ucciso da Eracle, e il dragone delle Esperidi. Da Poseidone e Medusa: il cavallo Pegaso. Da Crisaore e Calliroe: Gerione tricorpore.
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Da Caligine nacque Caos. Da Caos e Caligine nacquero Notte, Giorno, Erebo, Etere. Da Notte ed Erebo: Fato, Vecchiaia, Morte, Annientamento, Continenza, Sonno, Sogni, Amore -vale a dire Lisimele, Epifrone, Edimele -, Porfirione, Epafo, Discordia, Miseria, Impudenza, Nemesi, Eufrosine, Amicizia, Misericordia, Stige, le tre Parche, cioè Cloto, Lachesi, Atropo, e le Esperidi: Egle, Esperia ed Erica. Da Etere e Giorno nacquero Tello, Cielo e Mare. Da Etere e Tello nacquero Dolore, Inganno, Ira, Lutto, Menzogna, Giuramento, Vendetta, Intemperanza, Disputa, Dimenticanza, Paura, Superbia, Incesto, Battaglia, Oceano, Temi, Tartaro e Ponto; e i Titani, e cioè Briareo, Gige, Sterope, Atlante, Iperione e Polo, Crono, Opi, Moneta, Dione; e le tre Erinni, vale a dire Netto, Megera e Tisifone. Da Tello e Tartaro nacquero i Giganti: Encelado, Ceo ……, Astreo, Peloro, Pallante, Enfito, Reco, ……, Agrio, talemone, Efialte, Eurito, ……, Teomise, Teodamante, Oto, Tifone, Polibote, Menefiario, Abseo, Colofomo, Giapeto. Da Ponto e Acqua Marina nacquero le specie dei pesci. Da Oceano e Teti, le Oceanine, e cioè Estiea, Melite, Iante, Admeta, Stilbo, Pasifae, Polisso, Eurinome, Evagoreide, Rodope, tliride, Clizia, ……, Clitenneste, Meti, Menippe, Argia. Della stessa stirpe sono i Fiumi, cioè Strimone, Nilo, Eufrate, Tanai, Indo, Cefiso, Ismeno, Asseno, Acheloo, Simoenta, Inaco, Alfeo, Termodonte, Scamandro, Tigri, Meandro e Oronte. Da Ponto e Tello nacquero Taumante, Ceto, Nereo e Forcide. Da Nereo e Doride le cinquanta Nereidi: Glauce, Talia, Cimodoce, Nesea, Speio, Toe, Cimotoe, Attea, Limnoreia, Melite, Iera, Anfitoe, Agave, Doto, Proto, Ferusa, Dinamene, Dessamene, Anfinome, Callianassa, Doride, Panope, Galatea, Nemerte, Apseude, Climene, Ianira, Panopea, Ianassa, Mera, Orizia, Amazia, Drimo, Xanto, Ligea, Fillodoce, Cidippe, Licoriade, Cleio, Beroe, Efire, Opi, Asia, Deiopea, Aretusa, Climene, Creneide, Euridice, Leucotoe. Da Forcide e Ceto: le Forcidi, cioè Pemfredo, Enio e Perside (quest’ultima da altri è chiamata Dino). Da Ceto nacquero le Gorgoni: Steno, Euriale e Medusa. Da Polo e Febe: Latona, Asteria, …… Afirape, Perse e Pallante. Da Giapeto e Climene: Atlante, Epimeteo e Prometeo. Da Iperione ed Etra: Sole, Luna e Aurora. Da Satumo e Opi: Estia, Cerere, Era, Plutone, Poseidone e Zeus. Da Crono e Filira: Chirone e Dolope. Da Astreo e Aurora: Zefiro, Borea, Noto e Favonio. Da Atlante e Pleione: Maia, Calipso, Alcione, Merope, Elettra e Celeno. Dal Gigante Pallante e da Stige: Scilla, Forza, Invidia, Potere, Nike, Sorgenti, Laghi. Da Poseidone e Salacia: Tritone. Da Dione e Zeus: Afrodite. Da Zeus e Era: Ares. Da Era senza padre: Efesto. Da Zeus ed Eurinome: le Grazie. Ancora da Zeus e da Era: Zeusntù e Libertà. Da Zeus e Temi: le Stagioni. Da Zeus e Cerere: Proserpina. Da Zeus e Moneta: le Muse. Da Zeus e Luna: Pandia. Da Afrodite e Ares: Armonia e Terrore. Da Acheloo e Melpomene: le Sirene, cioè Telsiepia, Molpe e Pisinoe. Da Zeus e Climene: Mnemosine. Da Zeus e Maia: Ermes. Da Zeus e Latona: Apollo e Artemide. Da Tello: Pitone, il serpente divino. Da Taumante ed Elettra: Iride e le Arpie, cioè Celeno, Ocipete e Podarce. Da Sole e Persa: Circe, Pasifae, Eete, Perse. Da Eete e Clizia: Medea. Da Sole e Climene: Fetonte e le Fetontidi, cioè Merape, Elie, Eteria e Diossippe. Da Tifone ed Echidna: Gorgone, Cerbero, il mostro che custodiva il vello d’oro nella Colchide, Scilla, che aveva corpo di donna nella parte superiore e di cane in quella inferiore e che fu uccisa da Eracle, Chimera, la Sfinge che abitava in Beozia, il serpente Idra, che aveva nove teste e che pure fu ucciso da Eracle, e il dragone delle Esperidi. Da Poseidone e Medusa: il cavallo Pegaso. Da Crisaore e Calliroe: Gerione tricorpore.
===Temisto===  
===Temisto===  
=== Tetide===   
=== Tetide===   
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Era destino che il figlio della Nereide Tetide sarebbe stato più forte del padre: solo Prometeo conosceva questo segreto. Così, quando Zeus fu preso dal desiderio di unirsi a lei, Prometeo promise di rivelarglielo se fosse stato liberato dalle catene; il patto fu giurato e allora Prometeo ammonì Zeus ad astenersi da Tetide, per evitare di dare alla luce un figlio più forte di lui che l’avrebbe cacciato dal regno come lui aveva fatto con Saturno. Così Tetide fu data in sposa a Peleo, figlio di Eaco, ed Eracle fu mandato a uccidere l’aquila che rodeva il cuore di Prometeo. Essa fu abbattuta e Prometeo venne liberato dal Caucaso dopo una prigionia di 30.000 anni.  
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Era destino che il figlio della Nereide Tetide sarebbe stato più forte del padre: solo Prometeo conosceva questo segreto. Così, quando Zeus fu preso dal desiderio di unirsi a lei, Prometeo promise di rivelarglielo se fosse stato liberato dalle catene; il patto fu giurato e allora Prometeo ammonì Zeus ad astenersi da Tetide, per evitare di dare alla luce un figlio più forte di lui che l’avrebbe cacciato dal regno come lui aveva fatto con Crono. Così Tetide fu data in sposa a Peleo, figlio di Eaco, ed Eracle fu mandato a uccidere l’aquila che rodeva il cuore di Prometeo. Essa fu abbattuta e Prometeo venne liberato dal Caucaso dopo una prigionia di 30.000 anni.  
=== Tizio===   
=== Tizio===   
===Filira che fu trasformata in tiglio===  
===Filira che fu trasformata in tiglio===  
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Mentre Saturno stava cercando Zeus di terra in terra, assunte le sembianze di un cavallo si unì in Tracia con Filira, figlia di Oceano, che da lui generò il centauro Chirone, il primo - si dice - ad aver inventato l’arte medica. Dopodiché Filiria si avvide di avere partorito una specie mai prima vista, pregò Zeus di essere trasformata in un’altra specie e così fu tramutata nell’albero detto filura, vale a dire tiglio.  
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Mentre Crono stava cercando Zeus di terra in terra, assunte le sembianze di un cavallo si unì in Tracia con Filira, figlia di Oceano, che da lui generò il centauro Chirone, il primo - si dice - ad aver inventato l’arte medica. Dopodiché Filiria si avvide di avere partorito una specie mai prima vista, pregò Zeus di essere trasformata in un’altra specie e così fu tramutata nell’albero detto filura, vale a dire tiglio.  
===I Cureti===
===I Cureti===
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Dopo che Opi ebbe generato Zeus da Saturno, Era chiese che le fosse assegnato, dato che Saturno aveva scagliato Orco sotto il Tartaro e Poseidone sotto le onde, poiché sapeva che uno dei suoi figli l’avrebbe privato del regno. Quando Saturno domandò a Opi dove si trovasse il figlio che ella aveva partorito, la Dea gli mostrò una pietra avvolta in fasce ed egli la inghiottì; ma quando si accorse dell’inganno iniziò a cercare Zeus di terra in terra. Era allora portò Zeus sull’isola di Creta, e Amaltea, nutrice del bambino, lo mise in una culla sospesa su un albero perché* egli non si trovasse né in terra né in mare né in cielo. E affinché i vagiti del neonato non si udissero, fece venire dei giovani di età impubere ai quali consegnò lance e scudi di bronzo, e ordinò che i essi danzando attorno all’albero li battessero le une contro gli altri. Essi, in lingua greca, vennero chiamati Cureti, o secondo altri Coribanti; da noi vengono detti Lari.  
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Dopo che Opi ebbe generato Zeus da Crono, Era chiese che le fosse assegnato, dato che Crono aveva scagliato Orco sotto il Tartaro e Poseidone sotto le onde, poiché sapeva che uno dei suoi figli l’avrebbe privato del regno. Quando Crono domandò a Opi dove si trovasse il figlio che ella aveva partorito, la Dea gli mostrò una pietra avvolta in fasce ed egli la inghiottì; ma quando si accorse dell’inganno iniziò a cercare Zeus di terra in terra. Era allora portò Zeus sull’isola di Creta, e Amaltea, nutrice del bambino, lo mise in una culla sospesa su un albero perché* egli non si trovasse né in terra né in mare né in cielo. E affinché i vagiti del neonato non si udissero, fece venire dei giovani di età impubere ai quali consegnò lance e scudi di bronzo, e ordinò che i essi danzando attorno all’albero li battessero le une contro gli altri. Essi, in lingua greca, vennero chiamati Cureti, o secondo altri Coribanti; da noi vengono detti Lari.  
===Pitone===
===Pitone===
===Titanomachia===  
===Titanomachia===  
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Quando Era vide che Epafo, pur essendo figlio di una concubina, regnava su un territorio tanto vasto, fece in modo che perisse in un incidente di caccia e istigò i Titani ad allontanare Zeus dal suo regno e restituirlo a Saturno. Ma quando i Titani tentarono di ascendere al cielo, Zeus, con l’aiuto di Atena, Apollo e Artemide, li fece precipitare nel Tartaro. Ad Atlante, che era il loro capo, pose sulle spalle la volta del cielo; dicono che da allora sia lui a sostenerne il peso.  
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Quando Era vide che Epafo, pur essendo figlio di una concubina, regnava su un territorio tanto vasto, fece in modo che perisse in un incidente di caccia e istigò i Titani ad allontanare Zeus dal suo regno e restituirlo a Crono. Ma quando i Titani tentarono di ascendere al cielo, Zeus, con l’aiuto di Atena, Apollo e Artemide, li fece precipitare nel Tartaro. Ad Atlante, che era il loro capo, pose sulle spalle la volta del cielo; dicono che da allora sia lui a sostenerne il peso.  
===I figli di Echidna e Tifone===  
===I figli di Echidna e Tifone===  
===I cavalli di Sole e delle Stagioni===  
===I cavalli di Sole e delle Stagioni===  
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Eoo: è lui che fa girare il cielo; Etiope, che sembra fatto di fuoco e dissecca le messi. Questi cavalli, attac- cati alla fune, sono maschi, mentre quelli attaccati al giogo sono femmine: Bronte, che chiamiamo Tuoni, e Sterope, che chiamiamo Lampi - lo sostiene Eumelo di Corinto. Inoltre ci sono quelli che cita Omero: Abrassa, Terbeote. Anche quelli che nomina Ovidio: Piroide, Eoo, Etone, Flegonte.Questi sono i nomi delle Stagioni, figlie di Zeus, figlio di Saturno e della Titanide Temi: Auxo, Eunomia, Ferusa, Carpo, Diche, Euporie, Irene, Ortosie, Tallo. Altri autori ne citano dieci con i seguenti nomi: Auge, Anatole, Musica,  Ginnastica, Ninfe, Mesembria, Sponde, ...... Esperide e Diside.  
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Eoo: è lui che fa girare il cielo; Etiope, che sembra fatto di fuoco e dissecca le messi. Questi cavalli, attac- cati alla fune, sono maschi, mentre quelli attaccati al giogo sono femmine: Bronte, che chiamiamo Tuoni, e Sterope, che chiamiamo Lampi - lo sostiene Eumelo di Corinto. Inoltre ci sono quelli che cita Omero: Abrassa, Terbeote. Anche quelli che nomina Ovidio: Piroide, Eoo, Etone, Flegonte.Questi sono i nomi delle Stagioni, figlie di Zeus, figlio di Crono e della Titanide Temi: Auxo, Eunomia, Ferusa, Carpo, Diche, Euporie, Irene, Ortosie, Tallo. Altri autori ne citano dieci con i seguenti nomi: Auge, Anatole, Musica,  Ginnastica, Ninfe, Mesembria, Sponde, ...... Esperide e Diside.  
===Panteo e Agave===  
===Panteo e Agave===  
===Cura===
===Cura===
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Cura, nell’attraversare un fiume, vide del fango argilloso, lo raccolse pensosa e cominciò a modellare un uomo; mentre stava osservando ciò che aveva fatto, arrivò Zeus. Cura gli chiese di dar vita alla statua e Zeus la esaudì senza difficoltà; ma quando Cura volle dargli il proprio nome, Zeus glielo proibì e disse che doveva dargli il suo. Mentre Zeus e Cura discutevano sul nome, intervenne anche Tello, dicendo che la creatura doveva avere il suo nome, poiché era stata lei a dargli il corpo. Elessero a giudice Saturno, che a quanto pare diede un parere equo: «Tu, Zeus, perche gli hai donato la vita ...... ne riceverai il corpo! Cura, poiche per prima lo ha modellato, lo possegga finche vive; ma visto che è sorta una controversia a proposito del nome da dargli, lo si chiami uomo, poi che è fatto di humus!»
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Cura, nell’attraversare un fiume, vide del fango argilloso, lo raccolse pensosa e cominciò a modellare un uomo; mentre stava osservando ciò che aveva fatto, arrivò Zeus. Cura gli chiese di dar vita alla statua e Zeus la esaudì senza difficoltà; ma quando Cura volle dargli il proprio nome, Zeus glielo proibì e disse che doveva dargli il suo. Mentre Zeus e Cura discutevano sul nome, intervenne anche Tello, dicendo che la creatura doveva avere il suo nome, poiché era stata lei a dargli il corpo. Elessero a giudice Crono, che a quanto pare diede un parere equo: «Tu, Zeus, perche gli hai donato la vita ...... ne riceverai il corpo! Cura, poiche per prima lo ha modellato, lo possegga finche vive; ma visto che è sorta una controversia a proposito del nome da dargli, lo si chiami uomo, poi che è fatto di humus!»
===I sette sapienti===
===I sette sapienti===
===Agamennone che uccise senza saperlo la cerva di Artemide===
===Agamennone che uccise senza saperlo la cerva di Artemide===
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Quando i Danai arrivarono in Aulide dalla Grecia, Agamennone uccise senza saperlo la cerva di Artemide; allora la Dea, adirata, fece cadere ogni alito di vento, per cui essi non potevano salpare. Inoltre furono colpiti da un’epidemia; consultarono perciò l’oracolo, il quale rispose che Agamennone doveva placare col sangue l’ira di Artemide. E dunque Ifigenia venne condotta in Aulide da Ulisse con il pretesto delle nozze, per esservi invece sacrificata; ma la dea ne ebbe pietà e la sottrasse alla morte, sostituendo una cerva alla fanciulla, che fu trasportata in Tauride, alla città del re Toante, dove diventò sacerdotessa di Artemide Dittinna. Mentre stava per placare la divinità con sangue umano, secondo l’usanza stabilita, riconobbe il fratello Oreste, diretto verso la Colchide assieme all’amico Pilade, dopo aver consultato l’oracolo per far cessare la persecuzione delle Erinni. Dopo aver ucciso con loro Toante, presero la statua e la trasportarono ad Ariccia nascosta in una fascina di legna (motivo per cui è detta anche fascelis, non soltanto per la fiaccola con la quale è rappresentata, per cui è detta anche lucifera, cioè portatrice di luce). Ma poiche in seguito la crudeltà dei sacrifici divenne sgradita ai Romani, benché si immolassero degli schiavi, Artemide fu trasportata a Sparta, dove si manteneva l’usanza del sacrificio, mediante fustigazione, di adolescenti che chiamavano Bomoniche, perche facevano a gara, sull’altare, a sopportare il maggior numero di frustate possibile. Le ossa di Oreste furono portate da Ariccia a Roma e sepolte davanti al tempio di Saturno, che è situato di fronte al colle del Campidoglio, accanto al tempio di Concordia.
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Quando i Danai arrivarono in Aulide dalla Grecia, Agamennone uccise senza saperlo la cerva di Artemide; allora la Dea, adirata, fece cadere ogni alito di vento, per cui essi non potevano salpare. Inoltre furono colpiti da un’epidemia; consultarono perciò l’oracolo, il quale rispose che Agamennone doveva placare col sangue l’ira di Artemide. E dunque Ifigenia venne condotta in Aulide da Ulisse con il pretesto delle nozze, per esservi invece sacrificata; ma la dea ne ebbe pietà e la sottrasse alla morte, sostituendo una cerva alla fanciulla, che fu trasportata in Tauride, alla città del re Toante, dove diventò sacerdotessa di Artemide Dittinna. Mentre stava per placare la divinità con sangue umano, secondo l’usanza stabilita, riconobbe il fratello Oreste, diretto verso la Colchide assieme all’amico Pilade, dopo aver consultato l’oracolo per far cessare la persecuzione delle Erinni. Dopo aver ucciso con loro Toante, presero la statua e la trasportarono ad Ariccia nascosta in una fascina di legna (motivo per cui è detta anche fascelis, non soltanto per la fiaccola con la quale è rappresentata, per cui è detta anche lucifera, cioè portatrice di luce). Ma poiche in seguito la crudeltà dei sacrifici divenne sgradita ai Romani, benché si immolassero degli schiavi, Artemide fu trasportata a Sparta, dove si manteneva l’usanza del sacrificio, mediante fustigazione, di adolescenti che chiamavano Bomoniche, perche facevano a gara, sull’altare, a sopportare il maggior numero di frustate possibile. Le ossa di Oreste furono portate da Ariccia a Roma e sepolte davanti al tempio di Crono, che è situato di fronte al colle del Campidoglio, accanto al tempio di Concordia.
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===Gli inventori e le loro invenzioni===
===Gli inventori e le loro invenzioni===
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L’uso di bere il vino miscelato con acqua fu istituito da un uomo di nome Ceraso in Etolia che miscelò il vino con il fiume Acheloo, per cui mescolare fu chiamato in greco kerasai. I nostri antenati tenevano sui montanti dei loro letti tricliniari teste d’asino avvolte in foglie di vite, per significare che era stato lui a scoprire la dolcezza del vino. D’altra parte il capro che aveva roso la vite fece sì che essa producesse un frutto più abbondante, e da questo fatto fu scoperta la potatura. Peletronio inventò i morsi e le selle per i cavalli. Belone fu la prima a scoprire l’ago, che in greco porta il suo nome. Cadmo, figlio di Agenore, fu il primo a produrre bronzo, a Tebe; Eaco, figlio di Zeus, fu il primo a scoprire l’oro in Panchea, sul monte Taso. Il re Indo in Scizia scoprì l’argento, che Erittonio introdusse ad Atene. Le gare con le quadrighe furono istituite per la prima volta in Elide, città del Peloponneso. Il re Mida, figlio di Cibele, frigio, scoprì il piombo bianco e quello nero. Gli Arcadi furono i primi a sacrificare agli Dèi. Foroneo, figlio di Inaco, fu il primo a fabbricare armi per Era e per questo motivo fu il primo ad avere un regno. Il centauro Chirone, figlio di Saturno, fu l’inventore della medicina chirurgica, che praticava con l’uso delle erbe; Apollo fu il primo a praticare l’oculistica; per terzo Esculapio, figlio di Apollo, inventò la clinica. Gli antichi non avevano ostetriche, per cui le donne, per vergogna, morivano: infatti gli Ateniesi avevano vietato che schiavi e donne praticassero la medicina. Una ragazza di nome Agno, dice volle apprendere la medicina; presa da questo desiderio, si tagliò i capelli e in abito maschile divenne allieva di un certo Erofilo. Dopo avere appreso la medicina, quando sentiva che una donna era malata nelle regioni inferiori, si recava da lei; e quella, credendola un uomo, non voleva affidarsi a lei, così Agnodice si toglieva la veste e mostrava di essere una donna, e in questo modo la curava. Quando i medici scoprirono che loro non erano ammessi vicino alle donne, iniziarono ad accusare Agnodice dicendo che non aveva barba ed era un corruttore di donne, e che esse simulavano malattie. Quando i giudici dell’Areopago si riunirono, il loro verdetto iniziale fu di colpevolezza; allora Agnodice si sfilò la veste e mostrò di essere una donna. I medici tanto più insistettero con l’accusa; perciò una delegazione di donne autorevoli si presentarono ai giudici e dissero: «Voi non siete mariti, ma nemici, perche condannate chi ci ha guarito!» Allora gli Ateniesi cambiarono la legge e permisero che le donne libere imparassero la medicina. Perdice, figlio della sorella di Dedalo, inventò il compasso e la sega, traendole da una lisca di pesce. Dedalo, figlio di Eupalamo, fu il primo a fare simulacri degli Dèi. Oanne, che si dice sia sorto dal mare in Caldea, fondò l’interpretazione astrologica. I Lidi di Sardi usarono per primi la lana e successivamente l’ordito. Pan inventò il suono del flauto. Cerere scoprì per prima il frumento in Sicilia. Tirreno, figlio di Eracle, scoprì la tromba in questo modo: poiché i suoi compagni si cibavano di carne umana, gli abitanti di quella regione si erano allontanati per evitare questa crudeltà. Allora, quando uno di loro morì, forò una conchiglia e vi soffiò dentro a mo’ di tromba per convocare i contadini. Egli e i suoi compagni giurarono che avrebbero sepolto il morto e non lo avrebbero mangiato. Per questo il suono della tromba viene detto melodia tirrenia. Ancora oggi i Romani seguono il suo esempio, e quando qualcuno muore i flautisti suonano e gli amici vengono convocati per constatare che quello non è morto né di veleno né di spada. I primi suonatori di corno erano marinai. Gli Africani e gli Egizi furono i primi a guerreggiare, armati di bastoni; successivamente Belo, figlio di Poseidone, combatté con la spada, motivo per cui la guerra fu detta bellum.
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L’uso di bere il vino miscelato con acqua fu istituito da un uomo di nome Ceraso in Etolia che miscelò il vino con il fiume Acheloo, per cui mescolare fu chiamato in greco kerasai. I nostri antenati tenevano sui montanti dei loro letti tricliniari teste d’asino avvolte in foglie di vite, per significare che era stato lui a scoprire la dolcezza del vino. D’altra parte il capro che aveva roso la vite fece sì che essa producesse un frutto più abbondante, e da questo fatto fu scoperta la potatura. Peletronio inventò i morsi e le selle per i cavalli. Belone fu la prima a scoprire l’ago, che in greco porta il suo nome. Cadmo, figlio di Agenore, fu il primo a produrre bronzo, a Tebe; Eaco, figlio di Zeus, fu il primo a scoprire l’oro in Panchea, sul monte Taso. Il re Indo in Scizia scoprì l’argento, che Erittonio introdusse ad Atene. Le gare con le quadrighe furono istituite per la prima volta in Elide, città del Peloponneso. Il re Mida, figlio di Cibele, frigio, scoprì il piombo bianco e quello nero. Gli Arcadi furono i primi a sacrificare agli Dèi. Foroneo, figlio di Inaco, fu il primo a fabbricare armi per Era e per questo motivo fu il primo ad avere un regno. Il centauro Chirone, figlio di Crono, fu l’inventore della medicina chirurgica, che praticava con l’uso delle erbe; Apollo fu il primo a praticare l’oculistica; per terzo Esculapio, figlio di Apollo, inventò la clinica. Gli antichi non avevano ostetriche, per cui le donne, per vergogna, morivano: infatti gli Ateniesi avevano vietato che schiavi e donne praticassero la medicina. Una ragazza di nome Agno, dice volle apprendere la medicina; presa da questo desiderio, si tagliò i capelli e in abito maschile divenne allieva di un certo Erofilo. Dopo avere appreso la medicina, quando sentiva che una donna era malata nelle regioni inferiori, si recava da lei; e quella, credendola un uomo, non voleva affidarsi a lei, così Agnodice si toglieva la veste e mostrava di essere una donna, e in questo modo la curava. Quando i medici scoprirono che loro non erano ammessi vicino alle donne, iniziarono ad accusare Agnodice dicendo che non aveva barba ed era un corruttore di donne, e che esse simulavano malattie. Quando i giudici dell’Areopago si riunirono, il loro verdetto iniziale fu di colpevolezza; allora Agnodice si sfilò la veste e mostrò di essere una donna. I medici tanto più insistettero con l’accusa; perciò una delegazione di donne autorevoli si presentarono ai giudici e dissero: «Voi non siete mariti, ma nemici, perche condannate chi ci ha guarito!» Allora gli Ateniesi cambiarono la legge e permisero che le donne libere imparassero la medicina. Perdice, figlio della sorella di Dedalo, inventò il compasso e la sega, traendole da una lisca di pesce. Dedalo, figlio di Eupalamo, fu il primo a fare simulacri degli Dèi. Oanne, che si dice sia sorto dal mare in Caldea, fondò l’interpretazione astrologica. I Lidi di Sardi usarono per primi la lana e successivamente l’ordito. Pan inventò il suono del flauto. Cerere scoprì per prima il frumento in Sicilia. Tirreno, figlio di Eracle, scoprì la tromba in questo modo: poiché i suoi compagni si cibavano di carne umana, gli abitanti di quella regione si erano allontanati per evitare questa crudeltà. Allora, quando uno di loro morì, forò una conchiglia e vi soffiò dentro a mo’ di tromba per convocare i contadini. Egli e i suoi compagni giurarono che avrebbero sepolto il morto e non lo avrebbero mangiato. Per questo il suono della tromba viene detto melodia tirrenia. Ancora oggi i Romani seguono il suo esempio, e quando qualcuno muore i flautisti suonano e gli amici vengono convocati per constatare che quello non è morto né di veleno né di spada. I primi suonatori di corno erano marinai. Gli Africani e gli Egizi furono i primi a guerreggiare, armati di bastoni; successivamente Belo, figlio di Poseidone, combatté con la spada, motivo per cui la guerra fu detta bellum.
=== I fondatori di città===  
=== I fondatori di città===  

Versione del 15:32, 14 mar 2017