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===Prologo===
 
===Prologo===
Da Caligine nacque Caos. Da Caos e Caligine nacquero Notte, Giorno, Erebo, Etere. Da Notte ed Erebo: Fato, Vecchiaia, Morte, Annientamento, Continenza, Sonno, Sogni, Amore -vale a dire Lisimele, Epifrone, Edimele -, Porfirione, Epafo, Discordia, Miseria, Impudenza, Nemesi, Eufrosine, Amicizia, Misericordia, Stige, le tre Parche, cioè Cloto, Lachesi, Atropo, e le Esperidi: Egle, Esperia ed Erica. Da Etere e Giorno nacquero Tello, Cielo e Mare. Da Etere e Tello nacquero Dolore, Inganno, Ira, Lutto, Menzogna, Giuramento, Vendetta, Intemperanza, Disputa, Dimenticanza, Paura, Superbia, Incesto, Battaglia, Oceano, Temi, Tartaro e Ponto; e i Titani, e cioè Briareo, Gige, Sterope, Atlante, Iperione e Polo, Crono, Opi, Moneta, Dione; e le tre Erinni, vale a dire Netto, Megera e Tisifone. Da Tello e Tartaro nacquero i Giganti: Encelado, Ceo ……, Astreo, Peloro, Pallante, Enfito, Reco, ……, Agrio, talemone, Efialte, Eurito, ……, Teomise, Teodamante, Oto, Tifone, Polibote, Menefiario, Abseo, Colofomo, Giapeto. Da Ponto e Acqua Marina nacquero le specie dei pesci. Da Oceano e Teti, le Oceanine, e cioè Estiea, Melite, Iante, Admeta, Stilbo, Pasifae, Polisso, Eurinome, Evagoreide, Rodope, tliride, Clizia, ……, Clitenneste, Meti, Menippe, Argia. Della stessa stirpe sono i Fiumi, cioè Strimone, Nilo, Eufrate, Tanai, Indo, Cefiso, Ismeno, Asseno, Acheloo, Simoenta, Inaco, Alfeo, Termodonte, Scamandro, Tigri, Meandro e Oronte. Da Ponto e Tello nacquero Taumante, Ceto, Nereo e Forcide. Da Nereo e Doride le cinquanta Nereidi: Glauce, Talia, Cimodoce, Nesea, Speio, Toe, Cimotoe, Attea, Limnoreia, Melite, Iera, Anfitoe, Agave, Doto, Proto, Ferusa, Dinamene, Dessamene, Anfinome, Callianassa, Doride, Panope, Galatea, Nemerte, Apseude, Climene, Ianira, Panopea, Ianassa, Mera, Orizia, Amazia, Drimo, Xanto, Ligea, Fillodoce, Cidippe, Licoriade, Cleio, Beroe, Efire, Opi, Asia, Deiopea, Aretusa, Climene, Creneide, Euridice, Leucotoe. Da Forcide e Ceto: le Forcidi, cioè Pemfredo, Enio e Perside (quest’ultima da altri è chiamata Dino). Da Ceto nacquero le Gorgoni: Steno, Euriale e Medusa. Da Polo e Febe: [[Leto]], Asteria, …… Afirape, Perse e Pallante. Da Giapeto e Climene: Atlante, Epimeteo e Prometeo. Da Iperione ed Etra: Sole, Luna e Aurora. Da Satumo e Opi: Estia, Cerere, Era, Ade, Poseidone e Zeus. Da Crono e Filira: Chirone e Dolope. Da Astreo e Aurora: Zefiro, Borea, Noto e Favonio. Da Atlante e Pleione: Maia, Calipso, Alcione, Merope, Elettra e Celeno. Dal Gigante Pallante e da Stige: Scilla, Forza, Invidia, Potere, Nike, Sorgenti, Laghi. Da Poseidone e Salacia: Tritone. Da Dione e Zeus: Afrodite. Da Zeus e Era: Ares. Da Era senza padre: Efesto. Da Zeus ed Eurinome: le Cariti. Ancora da Zeus e da Era: Zeusntù e Libertà. Da Zeus e Temi: le Stagioni. Da Zeus e Cerere: Persefone. Da Zeus e Moneta: le Muse. Da Zeus e Luna: Pandia. Da Afrodite e Ares: Armonia e Terrore. Da Acheloo e Melpomene: le Sirene, cioè Telsiepia, Molpe e Pisinoe. Da Zeus e Climene: Mnemosine. Da Zeus e Maia: Ermes. Da Zeus e [[Leto]]: [[Apollo]] e [[Artemide]]. Da Tello: Pitone, il serpente divino. Da Taumante ed Elettra: Iride e le Arpie, cioè Celeno, Ocipete e Podarce. Da Sole e Persa: Circe, Pasifae, Eete, Perse. Da Eete e Clizia: Medea. Da Sole e Climene: Fetonte e le Fetontidi, cioè Merape, Elie, Eteria e Diossippe. Da Tifone ed Echidna: Gorgone, Cerbero, il mostro che custodiva il vello d’oro nella Colchide, Scilla, che aveva corpo di donna nella parte superiore e di cane in quella inferiore e che fu uccisa da Eracle, Chimera, la Sfinge che abitava in Beozia, il serpente Idra, che aveva nove teste e che pure fu ucciso da Eracle, e il dragone delle Esperidi. Da Poseidone e Medusa: il cavallo Pegaso. Da Crisaore e Calliroe: Gerione tricorpore.
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Da Caligine nacque [[Caos]]. Da [[Caos]] e Caligine nacquero [[Nyx]], [[Emera]], [[Erebo]], [[Etere]]. Da [[Nyx]] ed [[Erebo]]: Fato, Geras (Vecchiaia), Thanatos (Morte), Annientamento, Continenza, Sonno, Sogni, Amore -vale a dire Lisimele, Epifrone, Edimele -, Porfirione, [[Epafo]], Eris (Discordia), Miseria, Impudenza, [[Nemesi]], Eufrosine, Amicizia, Misericordia, Stige, le tre [[Moire]], cioè [[Cloto]], [[Lachesi]], [[Atropo]], e le [[Esperidi]]: Egle, Esperia ed Erica. Da [[Etere]] e Giorno nacquero Tello, Cielo e Mare. Da [[Etere]] e Tello nacquero Dolore, Inganno, Ira, Lutto, Menzogna, Giuramento, [[Nemesi]], Intemperanza, Disputa, Dimenticanza, Paura, Superbia, Incesto, Battaglia, [[Oceano]], Temi, [[Tartaro]] e [[Ponto]]; e i [[Titani]], e cioè [[Briareo]], Gige, Sterope, Atlante, [[Iperione]] e Polo, [[Crono]], Opi, Moneta, Dione; e le tre [[Erinni]], vale a dire Netto, [[Megera]] e Tisifone. Da Tello e [[Tartaro]] nacquero i Giganti: Encelado, Ceo ……, Astreo, Peloro, Pallante, Enfito, Reco, ……, Agrio, talemone, Efialte, Eurito, ……, Teomise, Teodamante, Oto, [[Tifone]], Polibote, Menefiario, Abseo, Colofomo, [[Giapeto]]. Da [[Ponto]] e Acqua Marina nacquero le specie dei pesci. Da [[Oceano]] e Teti, le [[Oceanine]], e cioè Estiea, Melite, Iante, Admeta, Stilbo, Pasifae, Polisso, Eurinome, Evagoreide, Rodope, tliride, Clizia, ……, Clitenneste, Meti, Menippe, Argia. Della stessa stirpe sono i Fiumi, cioè [[Strimone]], Nilo, Eufrate, Tanai, Indo, Cefiso, Ismeno, Asseno, [[Acheloo]], Simoenta, Inaco, Alfeo, Termodonte, [[Scamandro]], Tigri, Meandro e Oronte. Da [[Ponto]] e Tello nacquero Taumante, Ceto, [[Nereo]] e Forcide. Da [[Nereo]] e Doride le cinquanta [[Nereidi]]: Glauce, Talia, Cimodoce, Nesea, [[Speio]], Toe, [[Cimotoe]], Attea, Limnoreia, Melite, Iera, Anfitoe, Agave, [[Doto]], Proto, [[Ferusa]], Dinamene, Dessamene, Anfinome, Callianassa, Doride, Panope, Galatea, Nemerte, Apseude, Climene, Ianira, Panopea, Ianassa, Mera, Orizia, Amazia, Drimo, Xanto, Ligea, Fillodoce, Cidippe, Licoriade, Cleio, Beroe, Efire, Opi, Asia, Deiopea, Aretusa, Climene, Creneide, Euridice, Leucotoe. Da Forcide e Ceto: le Graie, cioè Pemfredo, Enio e Perside (quest’ultima da altri è chiamata Dino). Da Ceto nacquero le [[Gorgoni]]: Steno, Euriale e Medusa. Da Polo e Febe: [[Leto]], Asteria, …… Afirape, Perse e Pallante. Da [[[[Giapeto]]]] e Climene: Atlante, [[Epimeteo]] e [[Prometeo]]. Da [[Iperione]] ed Etra: Sole, Luna e Aurora. Da Satumo e Opi: [[Estia]], Cerere, Era, [[Ade]], [[Poseidone]] e [[Zeus]]. Da [[Crono]] e [[Filira]]: [[Chirone]] e Dolope. Da Astreo e Aurora: [[Zefiro]], [[Borea]], Noto e Favonio. Da Atlante e Pleione: Maia, Calipso, Alcione, Merope, Elettra e Celeno. Dal Gigante Pallante e da Stige: Scilla, Forza, Invidia, Potere, Nike, Sorgenti, Laghi. Da [[Poseidone]] e Salacia: Tritone. Da Dione e [[Zeus]]: [[Afrodite]]. Da [[Zeus]] e Era: [[Ares]]. Da Era senza padre: [[Efesto]]. Da [[Zeus]] ed Eurinome: le [[Cariti]]. Ancora da [[Zeus]] e da Era: Gioventù e Libertà. Da [[Zeus]] e Temi: le Stagioni. Da [[Zeus]] e Cerere: [[Persefone]]. Da [[Zeus]] e Moneta: le [[Muse]]. Da [[Zeus]] e Luna: Pandia. Da [[Afrodite]] e [[Ares]]: Armonia e Terrore. Da [[Acheloo]] e [[Melpomene]]: le [[Sirene (1)|Sirene]], cioè Telsiepia, Molpe e Pisinoe. Da [[Zeus]] e Climene: [[Mnemosine]]. Da [[Zeus]] e Maia: [[Ermes]]. Da [[Zeus]] e [[Leto]]: [[Apollo]] e [[Artemide]]. Da Tello: Pitone, il serpente divino. Da Taumante ed Elettra: [[Iride]] e le [[Arpie]], cioè Celeno, Ocipete e Podarce. Da Sole e Persa: [[Circe]], Pasifae, [[Eete]], Perse. Da [[Eete]] e Clizia: [[Medea]]. Da Sole e Climene: [[Fetonte]] e le Fetontidi, cioè Merape, Elie, Eteria e Diossippe. Da [[Tifone]] ed Echidna: Gorgone, Cerbero, il mostro che custodiva il vello d’oro nella Colchide, Scilla, che aveva corpo di donna nella parte superiore e di cane in quella inferiore e che fu uccisa da [[Eracle]], Chimera, la [[Sfinge]] che abitava in Beozia, il serpente Idra, che aveva nove teste e che pure fu ucciso da [[Eracle]], e il dragone delle [[Esperidi]]. Da [[Poseidone]] e Medusa: il cavallo Pegaso. Da Crisaore e Calliroe: [[Gerione]] tricorpore.
  
 
===Temisto===  
 
===Temisto===  
Atamante, figlio di Eolo, ebbe da sua moglie Nuvola un figlio, Frisso, e una figlia, Elle; da Temisto, figlia di Ipseo, due figli, Sfincio e Orcomeno; da Ino, figlia di Cadmo, altri due figli, Learco e Melicerte. Temisto decise di uccidere i figli di Ino, che le aveva sottratto lo sposo; perciò, si nascose nella reggia e quando giunse l’occasione propizia, convinta di uccidere i figli della sua nemica, uccise i propri per errore, ingannata dalla nutrice che aveva scambiato le vesti. Quando se ne rese conto, Temisto si suicidò.
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Atamante, figlio di Eolo, ebbe da sua moglie Nuvola un figlio, Frisso, e una figlia, Elle; da Temisto, figlia di Ipseo, due figli, Sfincio e Orcomeno; da [[Ino]], figlia di [[Cadmo]], altri due figli, Learco e Melicerte. Temisto decise di uccidere i figli di [[Ino]], che le aveva sottratto lo sposo; perciò, si nascose nella reggia e quando giunse l’occasione propizia, convinta di uccidere i figli della sua nemica, uccise i propri per errore, ingannata dalla nutrice che aveva scambiato le vesti. Quando se ne rese conto, Temisto si suicidò.
  
===Ino===
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===[[Ino]]===
Ino, figlia di Cadmo e Armonia, decise di uccidere i figli di Nuvola, Frisso ed Elle. Allora si consigliò con tutte le matrone e architettò di tostare le sementi perché non producessero frutti, in modo che, a causa della sterilità e della carestia, la città andasse in rovina, per la fame e le malattie. Atamante mandò a Delfi un emissario per interrogare il Dio su questo fatto e Ino lo indusse a riferire un falso responso: la pestilenza sarebbe terminata se Atamante avesse immolato a Zeus suo figlio Frisso. Atamante accettò di farlo, e Frisso si offrì spontaneamente al sacrificio per liberare lui solo la città dalla sventura. Così, mentre si avviava all’altare ornato delle sacre bende e il padre si accingeva a invocare Zeus, il messaggero, preso da pietà per il fanciullo, denunciò ad Atamante il piano di Ino. Venuto a conoscenza del crimine, il re consegnò nelle mani di Frisso la moglie Ino e il figlio Melicerte perché li uccidesse. Mentre li stava conducendo al supplizio, il padre Libero gli ottenebrò la vista e rapì Ino, che era stata sua nutrice. In seguito Atamante, reso folle da Era, uccise il figlio Learco, mentre Ino si precipitò in mare insieme all’altro figlio Melicerte. E Libero volle che fosse chiamata Leucotea, mentre noi la chiamiamo Madre Matuta, e che Melicerte fosse il Dio Palemone che noi chiamiamo Portolano. È in suo onore che ogni quattro anni si celebrano i giochi atletici detti Istmici.
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[[Ino]], figlia di [[Cadmo]] e Armonia, decise di uccidere i figli di Nuvola, Frisso ed Elle. Allora si consigliò con tutte le matrone e architettò di tostare le sementi perché non producessero frutti, in modo che, a causa della sterilità e della carestia, la città andasse in rovina, per la fame e le malattie. Atamante mandò a Delfi un emissario per interrogare il Dio su questo fatto e [[Ino]] lo indusse a riferire un falso responso: la pestilenza sarebbe terminata se Atamante avesse immolato a [[Zeus]] suo figlio Frisso. Atamante accettò di farlo, e Frisso si offrì spontaneamente al sacrificio per liberare lui solo la città dalla sventura. Così, mentre si avviava all’altare ornato delle sacre bende e il padre si accingeva a invocare [[Zeus]], il messaggero, preso da pietà per il fanciullo, denunciò ad Atamante il piano di [[Ino]]. Venuto a conoscenza del crimine, il re consegnò nelle mani di Frisso la moglie [[Ino]] e il figlio Melicerte perché li uccidesse. Mentre li stava conducendo al supplizio, il padre Libero gli ottenebrò la vista e rapì [[Ino]], che era stata sua nutrice. In seguito Atamante, reso folle da Era, uccise il figlio Learco, mentre [[Ino]] si precipitò in mare insieme all’altro figlio Melicerte. E Libero volle che fosse chiamata Leucotea, mentre noi la chiamiamo Madre Matuta, e che Melicerte fosse il Dio Palemone che noi chiamiamo Portolano. È in suo onore che ogni quattro anni si celebrano i giochi atletici detti Istmici.
  
 
===Frisso===  
 
===Frisso===  
Frisso ed Elle, resi folli da Libero, erravano nei boschi. Si racconta che la loro madre Nuvola sia andata a cercarli portando un ariete dal vello d’ oro, figlio di Poseidone e Teofane, e che abbia detto ai suoi figli di montargli sulla groppa per rifugiarsi presso il re dei Colchi, Eete, figlio di Sole; lì avrebbero dovuto immolare l’ariete a Ares. Dicono che così avvenne. Dopo essere montati, mentre l’ariete li trasportava sopra il mare, Elle precipitò e da lei quel mare fu detto Ellesponto. Frisso invece giunse tra i Colchi; lì, secondo le istruzioni della madre, immolò l’ariete e pose il suo vello d’oro nel tempio di Ares, sotto la custodia di un drago: fu questa pelle che Giasone, figlio di Esone e Alcimede, andò a cercare. Eete accolse benevolmente Frisso e gli concesse in sposa la figlia Calciope, che poi gli diede dei figli. Successivamente però Eete ebbe paura di perdere il regno, poi che un oracolo gli aveva predetto, interpretando alcuni portenti, che doveva guardarsi dalla morte per mano di uno straniero discendente di Eolo: così uccise Frisso. Allora i suoi figli, Argo, Frontide, Mela, Cilindro, salirono su un ‘imbarcazione per tornare dal nonno Atamante. Giasone li raccolse naufraghi sull’isola di Dia e li riportò presso la madre Calciope, che lo raccomandò a sua sorella Medea.
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Frisso ed Elle, resi folli da Libero, erravano nei boschi. Si racconta che la loro madre Nuvola sia andata a cercarli portando un ariete dal vello d’ oro, figlio di [[Poseidone]] e Teofane, e che abbia detto ai suoi figli di montargli sulla groppa per rifugiarsi presso il re dei Colchi, [[Eete]], figlio di Sole; lì avrebbero dovuto immolare l’ariete a [[Ares]]. Dicono che così avvenne. Dopo essere montati, mentre l’ariete li trasportava sopra il mare, Elle precipitò e da lei quel mare fu detto [[Ellesponto]]. Frisso invece giunse tra i Colchi; lì, secondo le istruzioni della madre, immolò l’ariete e pose il suo vello d’oro nel tempio di [[Ares]], sotto la custodia di un drago: fu questa pelle che [[Giasone]], figlio di Esone e Alcimede, andò a cercare. [[Eete]] accolse benevolmente Frisso e gli concesse in sposa la figlia Calciope, che poi gli diede dei figli. Successivamente però [[Eete]] ebbe paura di perdere il regno, poi che un oracolo gli aveva predetto, interpretando alcuni portenti, che doveva guardarsi dalla morte per mano di uno straniero discendente di Eolo: così uccise Frisso. Allora i suoi figli, Argo, Frontide, Mela, Cilindro, salirono su un ‘imbarcazione per tornare dal nonno Atamante. [[Giasone]] li raccolse naufraghi sull’isola di Dia e li riportò presso la madre Calciope, che lo raccomandò a sua sorella [[Medea]].
  
===Ino di Euripide===  
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===[[Ino]] di Euripide===  
Atamante, re di Tessaglia, convinto che sua moglie Ino, dalla quale aveva avuto due figli, fosse morta, sposò Temisto, figlia di una Ninfa, che gli diede due gemelli. In seguito scoprì che Ino si trovava sul Pamaso, dove era andata per partecipare alle cerimonie delle Baccanti; la mandò a prendere e quando gli fu condotta la tenne nascosta. Temisto venne a conoscere che era stata trovata, ma ignorava chi fosse. Concepì allora il progetto di uccidere i suoi figli; prese come complice proprio Ino, che credeva una prigioniera di guerra, e le disse di vestire i propri figli con vesti bianche e quelli di Ino con vesti nere. Ino però rivestì i suoi di bianco e quelli di Temisto con abiti scuri; allora Temisto, ingannata, uccise i suoi e quando seppe la cosa si suicidò. Atamante poi, in un accesso di follia, uccise il proprio figlio maggiore Learco durante una battuta di caccia, mentre Ino si precipitò in mare insieme al figlio minore Melicerte e divenne una Dea.  
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At