Biblioteca:Apollodoro, Biblioteca, Libro III, Capo 14



				

				

1. Cecrope, figlio di Gea, con il corpo metà di uomo e metà di serpente, fu il primo re dell'Attica, e la regione che prima si chiamava Acte da lui prese il nome di Cecropia. In quel tempo, si racconta, gli Dèi decisero di dividersi le varie città, perche ogni Dio avesse il suo culto particolare in una determinata città. Il primo ad arrivare in Attica fu Poseidone; e con un colpo di tridente fece apparire nel mezzo dell'acropoli un mare, quello che adesso si chiama Eretteide. Dopo di lui giunse Atena, che chiamò Cecrope a testimone della sua presa di possesso della città, e vi piantò un ulivo, quello che ancora adesso viene fatto vedere nel Pandrosio. I due Dèi vennero a contrasto per il possesso di quella terra; Zeus li fece smettere, e chiamò dei giudici per risolvere la faccenda: ma essi non erano, come certi hanno detto, Cecrope e Cranao, oppure Erisittone, bensì i dodici Dèi. Il loro giudizio fu che la terra spettava ad Atena, perché Cecrope aveva testimoniato che lei per prima aveva piantato l'ulivo. Atena, dal suo nome, chiamò la città Atene; Poseidone, con l'animo pieno d'ira, allagò la pianura Triasia e fece sommergere dal mare tutta l'Attica.

2. Cecrope sposò Agraulo, figlia di Atteo, ed ebbe un maschio, Erisittone, che morì senza figli; poi ebbe. tre femmine, Agraulo, Erse e Pandroso. Agraulo ebbe da Ares la figlia Alcippe. Alirronzio, figlio di Poseidone e della Ninfa Eurite, un giorno la violentò, ma Ares lo scoprì e lo uccise. Allora Poseidone citò Ares in giudizio: il Dio si presentò all'Areopago davanti ai dodici Dèi, ma fu prosciolto.

3. Erse ebbe da Ermes il figlio Cefalo. Di Cefalo si innamorò Eos, che lo rapì e si unì in amore con lui in Siria. Dalla loro unione nacque il figlio Titone, che generò Fetonte, che a sua volta generò Astinoo, che a sua volta generò Sandoco, il quale dalla Siria si trasferì in Cilicia, dove fondò la città di Celenderi. Egli sposò Farnace, figlia di Megassare, re di Iria, ed ebbe il figlio Cinira. Cinira si trasferì a Cipro, insieme a parte della sua gente, e fondò la città di Pafo; lì sposò Metarme, figlia di Pigmalione, re di Cipro, ed ebbe i figli Ossiporo e Adone, e poi le figlie Orsedice, Laogore e Eresia. Le sue figlie, a causa dell'ira di Afrodite, si unirono a uomini stranieri, e terminarono la loro vita in Egitto.

4. Adone, invece, era ancora un ragazzo quando, a causa dell'ira di Artemide, durante una caccia fu ferito da un cinghiale, e morì. Ma, secondo Esiodo, Adone era figlio di Fenice e Alfesibea; secondo Paniassi, invece, era il figlio che Tiante, re di Assiria, ebbe da sua figlia Smirna. Afrodite, adirata contro Smirna che non le tributava dovuti onori, fece sì che si innamorasse di suo padre; con l'aiuto della nutrice, la fanciulla dormì per dodici notti insieme a suo padre, senza che questi la riconoscesse. Ma quando si accorse che era sua figlia, estrasse la spada e la inseguì, e lei, ormai alle strette, pregò gli Dèi di renderla invisibile. E gli Dèi ebbero compassione di Smirna, e la tramutarono in quella pianta che si chiama appunta smirna. Al decimo mese la pianta si spaccò, e nacque il bambino di nome Adone: era tanto bello che Afrodite, senza che gli Dèi lo sapessero, lo mise, ancora in fasce, dentro una cesta e lo affidò a Persefone perché lo nascondesse. Ma Persefone, quando lo vide così bello, non volle più ridarlo ad Afrodite. Allora, per decisione di Zeus, l'anno venne diviso in tre parti: e ordinò che Adone stesse da solo per un terzo dell'anno, per un altro terzo con Persefone, e l'ultimo terzo con Afrodite. Ma Adone rimase con lei anche per quella parte dell'anno in cui avrebbe dovuto star da solo. E poi, durante una caccia, fu ferito da un cinghiale e morì.

5. Alla morte di Cecrope, il trono toccò a Cranao, che era nato da Gea: e questo avvenne al tempo del diluvio di Deucalione. Cranao sposò una donna di Lacedemone, Pediada, figlia di Mineta, ed ebbe tre figlie, Cranae, Cranecme e Attica; Attica morì ancara fanciulla, e Cranao chiamò Attica l'intera regione. Anfictione cacciò Cranao e occupò il trono; alcuni dicono che era figlio di Deucalione, altri invece che era nato da Gea.

6. Dopo dodici anni di regno, fu cacciato da Erittonio. Alcuni dicono che Erittonio era figlio di Poseidone e Attide, la figlia di Cranao, altri invece che era figlio di Efesto e Atena. Le cose sarebbero andate nel modo seguente. Un giorno Atena si recò da Efesto per farsi forgiare delle armi: e il Dio, che era stato abbandonato da Afrodite, si sentì preso da un grande desiderio di Atena e cercò di inseguirla, ma lei fuggì. Quando con grande sforzo riuscì a raggiungerla (perché era zoppo), tentò di possederla, ma Atena, che era casta e vergine, si divincolò, ed Efesto eiaculò sulla coscia della Dea. Nauseata, Atena si ripulì dal seme con un bioccolo di lana, e lo gettò a terra. Poi fuggì; ma dal seme caduto a terra nacque Erittonio. Atena lo allevò di nascosto dagli altri Dèi, con l'intenzione di renderlo immortale; lo pose in una cesta e lo affidò a Pandroso, la figlia di Cecrope, con il divieto di aprire la cesta. Ma le sorelle di Pandroso la aprirono per curiosità, e videro un serpente che si avvinghiava intorno al bambino. Alcuni dicono che le fanciulle furono uccise da quel serpente; altri invece sostengono che Atena, adirata, le fece impazzire, tanto che si gettarono dall'acropoli. Erittonio allora fu allevato nel recinto sacro di Atena; poi cacciò Anfictione e divenne re di Atene. Fu lui a innalzare sull'acropoli la statua lignea di Atena e a istituire la festa delle Panatenee. Sposò Prassitea, una Ninfa Naiade, ed ebbe da lei il figlio Pandione.

7. Quando Erittonio morì, venne sepolto nel recinto sacro di Atena, e Pandione divenne re, proprio al tempo in cui Demetra e Dioniso vennero in Attica. Ma Demetra venne accolta da Celeo a Eleusi, e Dioniso da Icario. Questi ricevette dal Dio un tralcio di vite, e imparò il modo di fare il vino. E volendo far partecipi tutti gli uomini dei doni del Dio, Icario andò da certi pastori, che assaggiarono la nuova bevanda e poi se ne versarono generosamente senza mescolarla all'acqua, perché gli sembrava deliziosa; ma poi pensarono che Icario li avesse avvelenati, e lo uccisero. La mattina dopo capirono cos'era successo, e lo seppellirono. Erigone, la figlia di Icario, andò a cercare il padre, e la cagna di casa, Mera, che aveva seguito il padrone, la portò al cadavere: allora Erigone pianse a lungo il padre, e poi si impiccò.

8.Pandione sposò [[Zeusippe]], sorella di sua madre, ed ebbe da lei due figlie, Procne e Filomela, e due gemelli, Eretteo e Bute. Un giorno scoppiò una guerra contro Labdaco per i confini del territorio, e Pandione chiamò come alleato dalla Tracia Tereo, figlio di Ares. Con l' aiuto di Tereo, la guerra si risolse a favore di Pandione, che gli diede in sposa sua figlia Procne, dalla quale ebbe il figlio Iti. Ma Tereo si innamorò di Filomela, e la sedusse, dicendole che Procne era morta, mentre l'aveva nascosta in campagna. Poi la sposò, la possedette, e le tagliò la lingua. Filomela allora ricamò delle lettere su un tessuto, e denunciò così a Procne la sua disgrazia. Procne andò a cercare la sorella, poi uccise il proprio figlioletto, Iti, lo cucinò, e lo offrì per cena all'inconsapevole Tereo. Poi fuggì in tutta fretta insieme alla sorella. Quando Tereo si accorse di quel che era successo, afferrò una scure e le inseguì. A Daulia in Focide, ormai braccate, esse pregarono gli Dèi di trasformarle in uccelli: Procne divenne un usignolo, Filomela una rondine. Anche Tereo fu trasformato in uccello, e divenne un'upupa.