Biblioteca:Apollodoro, Biblioteca, Libro III, Capo 12



				

				

1. Elettra, figlia di Atlante, ebbe da Zeus i figli Iasione e Dardano. Iasione si innamorò di Demetra, cercò di disonorarla, ma fu ucciso da un fulmine. Dardano, addolorato per la morte del fratello, lasciò Samotracia e si trasferì sul continente antistante. Questa terra era governata da Teucro, figlio del fiume Scamandro e di una Ninfa dell'Ida: dal suo nome, anche gli abitanti della regione erano chiamati Teucri. Dardano fu accolto da Teucro, ebbe in sposa Batia, la figlia del re, e gli fu data una parte del territorio, dove fondò la città di Dardano.

2. Quando poi Teucro morì, chiamò Dardania l'intera regione. Ebbe due figli, Ilo ed Erittonio; ma Ilo morì senza discendenza, e il trono andò a Erittonio, che sposò Astioche, figlia del Simoenta, e generò il figlio Troo. Quando Troo succedette al trono del padre, dal suo nome chiamò Troia la regione, sposò Calliroe, figlia dello Scamandro, generò una femmina, Cleopatra, e tre maschi, Ilo, Assaraco e Ganimede. Ganimede era bellissimo: e Zeus lo fece rapire dalla sua aquila, e lo portò in cielo, dove gli diede il compito di coppiere degli Dèi. Assaraco sposò Ieromneme, figlia del Simoenta, e generò Capi; Capi sposò Temiste, figlia di Ilo, e generò Anchise: di lui si innamorò Afrodite, e dalla loro unione nacquero Enea e Liro, che morì senza figli.

3. Ilo si trasferì in Frigia, partecipò ai giochi organizzati dal re di quel paese, e vinse la gara di lotta. Come premio ebbe cinquanta fanciulli e cinquanta fanciulle; e in più il re, seguendo il consiglio di un oracolo, gli diede una vacca pezzata, dicendogli di fondare una città nel luogo dove la vacca si fosse sdraiata a terra. E Ilo seguì la vacca. Quando l'animale arrivò alla collina chiamata Ate Frigia, si stese a terra: qui Ilo costruì una città, che chiamò Ilio. Poi invocò Zeus di mandargli un segno, e il giorno seguente vide davanti alla sua tenda il Palladio, inviato dal cielo. Era alto tre cubiti, e aveva le gambe unite; nella mano destra teneva una lancia alzata, nella sinistra una rocca e un fuso. Del Palladio si racconta la seguente storia. Quando nacque Atena, la Dea fu allevata da Tritone, che aveva una figlia, Pallade. Le due fanciulle si esercitavano insieme nell'arte della guerra; un giorno, mentre facevano una sfida amichevole e Pallade stava per tirare un colpo, Zeus si preoccupò per Atena, e abbassò il suo scudo per proteggerla: così Pallade si distrasse per la sorpresa, fu colpita da Atena e morì. E la Dea, angosciata per la morte dell'amica, fece una scultura di legno con il suo ritratto, le fissò davanti lo scudo che aveva impaurito la fanciulla, pose l'immagine vicino a Zeus e le tributò onori. Ma il giorno che Elettra, violata da Zeus, si rifugiò presso il Palladio, Zeus lo gettò nella regione di Ilio, insieme alla fanciulla; Ilo poi costruì un tempio per il Palladio, e gli rese grandi onori. Questa è la storia del Palladio.

4. Ilo sposò Euridice, figlia di Adrasto, e generò il figlio Laomedonte, il quale sposò Strimo, figlia dello Scamandro (o forse Placia, figlia di Otreo, oppure Leucippe), ed ebbe cinque maschi - Titone, Lampo, Clizio, Icetaone e Podarce - e tre femmine - Esione, Cilla e Astioche; dalla Ninfa Calibe ebbe il figlio Bucolione.

5. Di Titone si innamorò Eos, che lo rapì e lo portò in Etiopia, dove si unì a lui e gli diede due figli, Ematione e Memnone. Quando Ilio fu presa da Eracle - come abbiamo già raccontato -, il trono andò a Podarce, chiamato Priamo; egli sposò Arisbe, figlia di Meropo, ed ebbe il figlio Esaco; questi sposò Asterope, figlia di Cebreno, e quando la sposa morì tanto fu il suo dolore che venne tramutato in uccello. Priamo diede Arisbe in sposa a Irtaco, e si prese una seconda moglie, Ecuba, figlia di Dimante o di Cisseo, come alcuni sostengono, o forse figlia del fiume Sangario e di Metope. Ecuba partorì un primo figlio, Ettore. Ma quando stava per avere un secondo bambino, ebbe un sogno, in cui le parve di partorire una fiaccola accesa, e questa fiaccola appiccava il fuoco a tutta la città e la bruciava. Ecuba raccontò il suo sogno a Priamo, e questi lo diede da interpretare a suo figlio Esaco, che aveva imparato l'arte di spiegare i sogni da suo nonno Meropo. Esaco disse che il bambino che stava per nascere sarebbe diventato la rovina della città, e ordinò di esporlo. Priamo allora, quando il bambino nacque, lo affidò a un servo, perché lo esponesse sul monte Ida: questo servo si chiamava Agelao. Per cinque giorni il bambino esposto fu allattato da un'orsa; quando Agelao ritornò e lo trovò sano e salvo, lo tenne con sé in campagna e lo allevò come figlio suo, dandogli il nome di Paride. Quando diventò un giovanotto, Paride si distingueva fra tutti per la sua bellezza e la sua forza, tanto che venne chiamato Alessandro, perché un giorno riuscì a salvare il bestiame (alexo) mettendo in fuga i ladri. E poco tempo dopo scoprì i suoi veri genitori. Dopo di lui, Ecuba partorì quattro femmine: Creusa, Laodice, Polissena e Cassandra. Di Cassandra si innamorò Apollo, che per avere le sue grazie promise di insegnarle l'arte della profezia; così Cassandra imparò la mantica, ma continuò a negarsi al Dio. Apollo fece in modo che le sue profezie non venissero mai credute. Ecuba ebbe poi altri otto figli: Deifobo, Eleno, Pammone, Polite, Antifo, Ipponoo, Polidoro e Troilo. Quest'ultimo si dice fosse nato da Apollo. Ecco i nomi dei figli che Priamo ebbe da altre donne: Melanippo, Gorgitio, Filemone, Ippotoo, Glauco, Agatone, Chersidamante, Evagora, Ippodamante, Mestore, Ata, Doriclo, Licaone, Driope, Biante, Cromio, Astigono, Telesta, Evandro, Cebrione, Milio, Archemaco, Laodoco, Echefrone, Idomeneo, Iperione, Ascanio, Democoonte, Areto, Deiopite, Clonio, Echemmone, Ipiroco, Egeoneo, Lisitoo, Polimedonte. Ebbe anche quattro femmine: Medusa, Medesicaste, Lisimache e Aristodeme.

6. Ettore sposò Andromaca, figlia di Eezione, e Alessandro sposò Enone, figlia del fiume Cebreno. Enone aveva appreso da Rea l'arte della profezia, e predisse ad Alessandro di non navigare per prendere Elena; ma non riuscì a persuaderlo. Allora aggiunse di tornare da lei, nel caso fosse rimasto ferito, perché lei sola avrebbe potuto curarlo. Quando poi rapì Elena e Troia fu assediata, Paride venne ferito da Filottete con le frecce di Eracle, e andò da Enone sull'Ida. Ma la sposa, memore dell'offesa subita, rifiutò di curarlo. Così Alessandro fu ricondotto a Troia e morì. Enone, intanto, si era pentita, e aveva portato a Troia i farmaci per guarire Alessandro: ma quando trovò lo sposo ormai morto si impiccò.

7. Il fiume Asopo era figlio di Oceano e Teti, oppure, come dice Acusilao, di Pero e Poseidone, oppure ancora di Zeus ed Eurinome. A lui andò sposa Metope, figlia del fiume Ladone, che gli diede due figli, Ismeno e Pelagone, e venti figlie, una delle quali, Egina, fu rapita da Zeus. In cerca della figlia, Asopo arrivò a Corinto, dove seppe da Sisifo che il rapitore era Zeus. Allora Asopo lo inseguì, ma Zeus gli lanciò un colpo di fulmine e lo costrinse a rientrare nel suo solito corso - è da quel giorno che la corrente dell'Asopo trasporta carbone. Egina venne portata nell'isola che allora si chiamava Enone, e ora invece ha preso il nome della fanciulla, Egina; Zeus si unì a lei, e generò il figlio Eaco. Ma Eaco viveva solo nell'isola: e Zeus allora, per dargli compagnia, trasformò in uomini le formiche.

8. Eaco sposò Endeide, figlia di Scirone, e dalla loro unione nacquero i figli Peleo e Telamone. Ferecide però sostiene che Telamone era l'amico di Peleo, non il fratello, e che era figlio di Atteo e Glauce, figlia di Cicreo. Eaco si unì anche a Psamate, figlia di Nereo, che si era tramutata in foca per sfuggire al suo amore; da essi nacque il figlio Foco. Eaco era l'uomo più devoto di tutti. Al tempo in cui l'Ellade soffrì di una grave siccità per colpa di Pelope - egli aveva fatto guerra a Stinfalo, re degli Arcadi, senza però riuscire a impadronirsi dell' Arcadia: allora finse di offrire al re la sua amicizia, e poi lo uccise, fece a pezzi il suo corpo e lo disperse -, a quel tempo, dunque, gli oracoli degli Dèi dissero che l'Ellade avrebbe avuto sollievo dai mali che la gravavano se Eaco avesse pregato per lei. Così Eaco pregò, e l'Ellade si salvò dalla siccità. Anche dopo la sua morte, Eaco ricevette onori nel regno di Ade, e furono affidate a lui le chiavi dell'Ade. Foco eccelleva particolarmente nelle gare atletiche, e per questo i suoi fratelli, Peleo e Telamone, tramarono contro di lui. La sorte toccò a Telamone, e in una gara ginnica con Foco gli scagliò il disco in testa e lo uccise; poi insieme a Peleo lo portarono via, e nascosero il suo corpo in un bosco. Ma l'assassinio fu scoperto, ed Eaco li bandì da Egina. Telamone riparò a Salamina, presso Cicreo, figlio di Poseidone e Salamina, a sua volta figlia di Asopo. Cicreo era diventato re dell'isola per aver ucciso un serpente che la devastava; non avendo discendenti, quando morì lasciò il trono a Telamone. Egli sposò Peribea, figlia di Alcato, figlio a sua volta di Pelope; e un giorno pregò Eracle perché gli nascesse un figlio maschio: alla sua preghiera, subito apparve un'aquila, e per questo il figlio che gli nacque venne chiamato Aiace. Telamone combatté contro Troia insieme ad Eracle, ed ebbe in premio Esione, figlia di Laomedonte, dalla quale gli nacque il figlio Teucro.