Biblioteca:Apollodoro, Biblioteca, Libro II, Capo 02



				

				


Linceo succedette a Danao sul trono di Argo, ed ebbe da Ipermnestra il figlio Abante. Questi si sposò con Aglaia, figlia di Mantineo, ed ebbe i gemelli Acrisio e Preto. I due bambini cominciarono a litigare fra di loro ancora nel ventre della madre, e poi, quando diventarono grandi, si fecero guerra per il potere: furono proprio loro a inventare per primi lo scudo. Acrisio ebbe la meglio, e scacciò Preto da Argo. Questi allora andò in Licia, presso il re Iobate, o forse Anfianatte, come sostengono alcuni; e sposò sua figlia, che Omero chiama Antia e i tragici, invece, Stenebea. Il re suo suocero gli diede un esercito di Lici per riconquistare il potere, e Preto poté occupare Tirinto, che i Ciclopi fortificarono per lui. I due fratelli si divisero dunque il territorio dell'Argolide: Acrisio tenne il trono di Argo, mentre Preto regnò su Tirinto.
Dalla sposa Euridice, figlia di Lacedemone, Acrisio ebbe la figlia Danae; Preto invece ebbe le figlie Lisippe, Ifinoe e Ifianassa dalla sposa Stenebea. Quando furono grandi, queste tre fanciulle impazzirono, dice Esiodo, perché avevano rifiutato i riti di Dioniso; Acusilao, invece, dice che questo avvenne perché avevano disprezzato la statua di Era. Nella loro follia, le tre sorelle vagarono per tutta la regione argiva, poi attraversarono l'Arcadia e continuarono la loro folle corsa per terre desolate, in preda al più totale abbrutimento. Melampo, figlio di Amitaone e Idomene (figlia a sua volta di Abante), che era un profeta e che per primo scoprì come curare le malattie con farmaci e purificazioni, si offrì di guarire le fanciulle in cambio di un terzo del regno. Ma Preto rifiutò di farle curare per un compenso così alto, e la pazzia delle sue figlie divenne ancora più grave, e con loro impazzirono anche tutte le altre donne: abbandonavano le case, uccidevano i loro stessi figli, vagavano per luoghi deserti. Ormai la situazione era del tutto degenerata, e così Preto accettò di pagare il prezzo richiesto: ma Melampo a questo punto chiese per il suo intervento che anche suo fratello Biante ottenesse una parte uguale di territorio. Preto, nel timore che un'ulteriore dilazione della cura comportasse la richiesta di un compenso ancora più alto, si accordò con Melampo. Ed ecco come avvenne la guarigione. Il profeta chiamò un gruppo di giovani davvero nobili e fidati, e con loro si mise a inseguire e a portar giù le donne dai monti fino a Sicione, con grida e danze magiche. Durante questo inseguimento, la maggiore delle sorelle, Ifinoe, morì: ma le altre vennero purificate e ritrovarono la ragione. Preto le diede in matrimonio a Melampo e Biante; e tempo dopo generò il figlio Megapente.