Biblioteca:Apollodoro, Biblioteca, Libro I, Capo 07



				

				

Prometeo impastò acqua e terra, e creò gli uomini. A essi poi donò il fuoco, sottraendolo di nascosto a Zeus dentro una canna cava. Quando Zeus se ne accorse, ordinò a Efesto di inchiodare il corpo di Prometeo sul monte Caucaso, che sorge nella Scizia. Infiniti anni Prometeo restò così incatenato: e ogni giorno un'aquila si avventava su di lui e gli divorava il fegato, che poi di notte ricresceva. Così Prometeo scontava la colpa di aver rubato il fuoco, fino al giorno in cui Eracle lo liberò - ma di questo parleremo nei capitoli dedicati alle imprese dell'eroe.
Prometeo aveva un figlio, Deucalione, re del territorio di Ftia, e sposo di Pirra, figlia a sua volta di Epimeteo e Pandora, la prima donna. Quando Zeus decise di far scomparire la stirpe umana del bronzo, Deucalione, su consiglio di Prometeo, costruì un'arca, vi imbarcò tutto il necessario, poi vi salì insieme a Pirra. Zeus riversò dal cielo una pioggia infinita, e sommerse quasi tutta la terra dell'Ellade: tutti gli uomini vennero distrutti, tranne quei pochi che erano fuggiti sulle cime più alte dei monti vicini. Le montagne della Tessaglia restarono isolate, e tutte le regioni fuori dall'Istmo e dal Peloponneso vennero sommerse dalle acque. L'arca di Deucalione navigò in balìa del mare per nove giorni e nove notti, e alla fine si fermò sul monte Parnaso: quando la pioggia cessò, Deucalione uscì e offrì un sacrificio a Zeus protettore dei fuggiaschi. Allora il Dio gli inviò Ermes, con l'ambasciata che qualunque cosa avesse voluto gli sarebbe stata concessa: e Deucalione chiese di poter avere degli uomini. Zeus diede il suo assenso, e Deucalione cominciò a raccogliere dei sassi e a gettarseli dietro le spalle: così, le pietre tirate da Deucalione divennero uomini, e quelle tirate da Pirra divennero donne. È da allora che i popoli hanno preso per metafora il loro nome (laos) da quello che indica la pietra (laas).
Deucalione e Pirra ebbero alcuni figli. Il primo fu Elleno, che però alcuni sostengono fosse figlio di Zeus. Poi nacque Anfizione, che dopo Cranao ebbe il regno dell'Attica; e terza fu Protogenia, che ebbe da Zeus il figlio Etlio. Insieme alla ninfa Orseide, Elleno generò i figli Doro, Xuto ed Eolo. Elleno stesso diede il suo nome ai popoli che prima si chiamavano Elleni, e divise tutto il territorio fra i suoi figli. Xuto ricevette il Peloponneso, e da Creusa, la figlia di Eretteo, ebbe i figli Acheo e Ione, che diedero il loro nome agli Achei e agli Ioni. Doro invece ricevette tutta la regione di fronte al Peloponneso, i cui abitanti vennero chiamati Dori dal suo nome. Eolo poi regnò sul territorio intorno alla Tessaglia, e chiamò Eoli i suoi sudditi: sua sposa fu Enarete, figlia di Deimaco, che gli diede sette figli - Creteo, Sisifo, Atamante, Salmoneo, Deione, Magnete, Periere - e cinque figlie - Canace, Alcione, Pisidice, Calice e Perimede. Perimede ebbe i figli Ippodamante e Oreste da Acheloo; Pisidice ebbe Antifo e Attore da Mirmidone.
Alcione andò sposa a Ceice, figlio di Eosforo. Entrambi furono rovinati dalla loro empia insolenza: lui infatti andava dicendo di avere come sposa Era, e lei che suo marito era Zeus - e proprio Zeus allora li trasformò in uccelli,lei in alcione e lui in folaga (keux). Canace si unì a Poseidone, ed ebbe i figli Opleo, Nireo, Epopeo, Aloeo e Triope. Aloeo sposò Ifimedia, figlia di Triope; ma lei si era innamorata di Poseidone, e spesso andava sulla riva del mare, raccoglieva l'acqua nel cavo della mano e se la versava in grembo. Così Poseidone si unì a lei, e nacquero due maschi, Oto ed Efialte, i cosiddetti Aloadi. Ogni anno i due ragazzi crescevano un cubito in larghezza e una tesa in altezza; quando ebbero nove anni - raggiunta la stazza di nove cubiti in larghezza e nove tese in altezza - decisero di far guerra agli Dèi. Accatastarono il monte Ossa sull'Olimpo, e sull'Ossa il Pelio, con la minaccia di arrampicarsi su per queste montagne fino a raggiungere il cielo, o di gettarle nel mare fino a trasformarlo in terra ferma, e la terra trasformarla in mare. In più, Efialte voleva prendere Era, e Oto Artemide. Con questi intenti, i due fratelli catturarono Ares; ma Ermes riuscì a liberarlo di nascosto. Artemide intanto attirò gli Aloadi a Nasso e li uccise con un inganno: trasformatasi in cerva, infatti, balzò in mezzo a loro, e i due fratelli tirarono entrambi la loro lancia per colpirla, uccidendosi a vicenda.
Calice ed Etlio ebbero il figlio Endimione, che guidò gli Etoli fuori della Tessaglia e fondò Elide (c'è però chi sostiene che fosse figlio di Zeus). La sua bellezza era prodigiosa, e Selene s'innamorò di lui. Zeus gli concesse di scegliere quello che voleva: e Endimione scelse di dormire per sempre, restando immortale ed eternamente giovane.
Da una Ninfa Naiade, o forse da Ifianassa, Endimione ebbe il figlio Etolo, che uccise Api, figlio di Foroneo, e per questo andò in esilio nella terra dei Cureti. Qui Etolo uccise la gente che lo ospitava - Doro, Laodoco e Polipete, figli di Ftia e Apollo - e dal suo nome chiamò Etolia tutta quella regione.
Etolo sposò Pronoe, figlia di Forbo, e generò Pleurone e Calidone, che diedero il loro nome alle due omonime città dell'Etolia. Pleurone sposò Santippe, figlia di Doro, ed ebbe con lei il figlio Agenore e le figlie Sterope, Stratonice e Laofonte. Calidone ed Eolia, figlia di Amitaone, ebbero Epicaste e Protogenia, che generò Ossilo insieme ad Ares.
Agenore sposò Epicaste, figlia di Calidone, e generò Portaone e Demonice, che a sua volta ebbe da Ares i figli Eveno, Molo, Pilo e Testio.
Da Eveno nacque Marpessa, che fu amata da Apollo: ma Ida, figlio di Afareo, la rapì su un carro alato, dono di Poseidone. Anche Eveno, allora, saltò sul carro e lo inseguì; ma quando giunse al fiume Licorma e vide che non gli era possibile proseguire, sgozzò i suoi cavalli e si gettò nel fiume, che da quel giorno, in suo onore, fu chiamato Eveno. Ida intanto era arrivato a Messene, dove Apollo si scontrò con lui per strappargli Marpessa. Mentre combattevano per averla, Zeus interruppe il loro duello, e disse alla fanciulla di scegliere lei quello che voleva per marito: e Marpessa, temendo che, nel diventar vecchia, Apollo l'avrebbe abbandonata, preferì Ida.
Testio sposò Euritemi, figlia di Cleobea, ed ebbe tre femmine - Altea, Leda e Ipermnestra - e quattro maschi - Ificlo, Evippo, Plessippo ed Euripilo. Portaone sposò Eurite, figlia di Ippodamante, ed ebbe cinque maschi - Eneo, Agrio, Alcatoo, Melante e Leucopeo - e una femmina, Sterope, la quale dicono che si unì ad Acheloo e generò le Sirene.