Differenze tra le versioni di "Asclepio"

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Asclepio, personaggio della mitologia greca, fu identificato con [[Esculapio]] dai Romani, che ne fecero il dio della salute (il medico degli dei nella mitologia greca era invece [[Peone]]). Le notizie sulla sua origine sono incerte: secondo fonti molto antiche pare fosse una divinità sotterranea della [[Tracia]], in seguito si diffuse la voce secondo cui Asclepio era, come nel caso di [[Imhotep]] in Egitto, un uomo nato mortale che per la sua bravura in tale scienza fu elevato a divinità. La tradizione greca più accreditata ne fa però un semidio e non una divinità, in quanto egli muore tragicamente. Asclepio è ritenuto uomo mortale anche da Omero.
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Asclepio, personaggio della mitologia greca, fu identificato con [[Esculapio]] dai Romani, che ne fecero il dio della salute (il medico degli dei nella mitologia greca era invece [[Peone]]). Le notizie sulla sua origine sono incerte: secondo fonti molto antiche pare fosse una divinità sotterranea della [[Tracia]], in seguito si diffuse la voce secondo cui Asclepio era, come nel caso di [[Imhotep]] in Egitto, un uomo nato mortale che per la sua bravura in tale scienza fu elevato a divinità. La tradizione greca più accreditata ne fa però un semidio e non una divinità, in quanto egli muore tragicamente. Asclepio è ritenuto semidio non immortale anche da Omero.
 
Pindaro racconta che Asclepio era stato generato da [[Apollo]] e [[Coronide]], figlia di [[Plegia]], re dei Tessali. [[Coronide]], prima di partorire, si innamorò di un comune mortale di nome [[Ischi]]. [[Apollo]], furioso per il tradimento, fece trafiggere l'infedele dalla sorella [[Artemide]] con una delle sue frecce. Quando la salma di [[Coronide]] si stava consumando nel rogo, [[Apollo]] le strappò dal grembo il frutto del loro amore, Asclepio.  
 
Pindaro racconta che Asclepio era stato generato da [[Apollo]] e [[Coronide]], figlia di [[Plegia]], re dei Tessali. [[Coronide]], prima di partorire, si innamorò di un comune mortale di nome [[Ischi]]. [[Apollo]], furioso per il tradimento, fece trafiggere l'infedele dalla sorella [[Artemide]] con una delle sue frecce. Quando la salma di [[Coronide]] si stava consumando nel rogo, [[Apollo]] le strappò dal grembo il frutto del loro amore, Asclepio.  
 
<br>Apollo, salvato che ebbe il figlio, lo affidò alle cure del centauro [[Chirone]] che lo educò all'arte medica e all'uso delle armi. Però, fattosi adulto, Asclepio scelse di alleviare le sofferenze umane con la medicina. La leggenda dice che avrebbe guarito le [[Pretidi]] dalla pazzia, i [[Fineidi]] dalla cecità ed [[Eracle]] dalle ferite. Crescendo la sua notorietà, crebbe pure la sua ambizione e così volle sconfiggere la morte. Iniziò, dunque, a resuscitare i defunti: [[Orione]], [[Ippolito]] e tanti altri. Con questo però Asclepio superò i limiti imposti da [[Zeus]], il quale irato lo fulminò. La morte del figlio causò l'ira di [[Apollo]] che, in un momento di collera, uccise i [[Ciclopi]], rei di aver forgiato le saette a [[Zeus]], dopodichè [[Apollo]] abbandonò per molto tempo l'[[Olimpo]].  
 
<br>Apollo, salvato che ebbe il figlio, lo affidò alle cure del centauro [[Chirone]] che lo educò all'arte medica e all'uso delle armi. Però, fattosi adulto, Asclepio scelse di alleviare le sofferenze umane con la medicina. La leggenda dice che avrebbe guarito le [[Pretidi]] dalla pazzia, i [[Fineidi]] dalla cecità ed [[Eracle]] dalle ferite. Crescendo la sua notorietà, crebbe pure la sua ambizione e così volle sconfiggere la morte. Iniziò, dunque, a resuscitare i defunti: [[Orione]], [[Ippolito]] e tanti altri. Con questo però Asclepio superò i limiti imposti da [[Zeus]], il quale irato lo fulminò. La morte del figlio causò l'ira di [[Apollo]] che, in un momento di collera, uccise i [[Ciclopi]], rei di aver forgiato le saette a [[Zeus]], dopodichè [[Apollo]] abbandonò per molto tempo l'[[Olimpo]].  

Versione delle 14:57, 15 apr 2013

Asclepio, personaggio della mitologia greca, fu identificato con Esculapio dai Romani, che ne fecero il dio della salute (il medico degli dei nella mitologia greca era invece Peone). Le notizie sulla sua origine sono incerte: secondo fonti molto antiche pare fosse una divinità sotterranea della Tracia, in seguito si diffuse la voce secondo cui Asclepio era, come nel caso di Imhotep in Egitto, un uomo nato mortale che per la sua bravura in tale scienza fu elevato a divinità. La tradizione greca più accreditata ne fa però un semidio e non una divinità, in quanto egli muore tragicamente. Asclepio è ritenuto semidio non immortale anche da Omero. Pindaro racconta che Asclepio era stato generato da Apollo e Coronide, figlia di Plegia, re dei Tessali. Coronide, prima di partorire, si innamorò di un comune mortale di nome Ischi. Apollo, furioso per il tradimento, fece trafiggere l'infedele dalla sorella Artemide con una delle sue frecce. Quando la salma di Coronide si stava consumando nel rogo, Apollo le strappò dal grembo il frutto del loro amore, Asclepio.
Apollo, salvato che ebbe il figlio, lo affidò alle cure del centauro Chirone che lo educò all'arte medica e all'uso delle armi. Però, fattosi adulto, Asclepio scelse di alleviare le sofferenze umane con la medicina. La leggenda dice che avrebbe guarito le Pretidi dalla pazzia, i Fineidi dalla cecità ed Eracle dalle ferite. Crescendo la sua notorietà, crebbe pure la sua ambizione e così volle sconfiggere la morte. Iniziò, dunque, a resuscitare i defunti: Orione, Ippolito e tanti altri. Con questo però Asclepio superò i limiti imposti da Zeus, il quale irato lo fulminò. La morte del figlio causò l'ira di Apollo che, in un momento di collera, uccise i Ciclopi, rei di aver forgiato le saette a Zeus, dopodichè Apollo abbandonò per molto tempo l'Olimpo.

I figli di Asclepio

Asclepio ebbe da Lampezia quattro figlie:

  • Panacea, guariva tutti i mali
  • Iaso, provocava le malattie
  • Igea, personificazione della salute
  • Egle

Attributi ed animali sacri

Gli attributi di Asclepio erano: lo scettro, la verga e il rotolo di libro. Gli erano sacri il serpente, il cane, le oche e il gallo.

Personaggi simili

Bibliografia

Fonti Antiche