Differenze tra le versioni di "Acheloo"

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==L'assunzione al ruolo di divinità==
 
==L'assunzione al ruolo di divinità==
Il suo ruolo divino non sembra essere stato originario: inizialmente era un mortale che, mentre attraversava il fiume Phorbas, fu colpito da una freccia avvelenata, e cadde nel fiume morendovi. Solo allora fu trasformato in una divinità di quel fiume, che ne assunse anche il nome. Tra le Naiadi sue figlie, si ricorda [[Calliroe]], che unitasi ad [[Alcmeone]] generò [[Acarnano]] e [[Anfotero]].
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Il suo ruolo divino non sembra essere stato originario: inizialmente sarebbe stato un mortale che, mentre attraversava il fiume Phorbas, fu colpito da una freccia avvelenata, e cadde nel fiume morendovi. Solo allora fu trasformato in una divinità di quel fiume, che ne assunse anche il nome. Tra le Naiadi sue figlie, si ricorda [[Calliroe]], che unitasi ad [[Alcmeone]] generò [[Acarnano]] e [[Anfotero]].
  
 
==La lotta con Eracle==
 
==La lotta con Eracle==

Versione delle 16:42, 29 nov 2012

File:Acheloo.jpg
Maschera di Acheloo in mosaico romano, da Zeugma (Turchia)

È il più antico ed il più famoso degli dei fluviali greci, che nell'Iliade viene identificato addirittura con lo stesso Oceano.

La nascita

Sulle origini del dio esistono numerose varianti: secondo alcuni sarebbe figlio di Oceano e Teti, due delle più antiche divinità; secondo altri del Sole e della Terra, e secondo altri ancora di Poseidone, a favore della paternità del quale testimonia il suo aspetto di toro.

L'assunzione al ruolo di divinità

Il suo ruolo divino non sembra essere stato originario: inizialmente sarebbe stato un mortale che, mentre attraversava il fiume Phorbas, fu colpito da una freccia avvelenata, e cadde nel fiume morendovi. Solo allora fu trasformato in una divinità di quel fiume, che ne assunse anche il nome. Tra le Naiadi sue figlie, si ricorda Calliroe, che unitasi ad Alcmeone generò Acarnano e Anfotero.

La lotta con Eracle

Eracle si era invaghito della bella Deianira, destinata alle nozze con il dio-fiume. La contesa sfociò in una lotta in cui il dio, che aveva la facoltà di assumere l'aspetto che più gli piaceva, si trasformò in un enorme serpente che Eracle riuscì, quasi, a soffocare. Divincolatosi, si trasformò in un toro, ma fu sconfitto e gettato nel fiume; tra l'altro, l'eroe greco gli spezzò una delle sue corna che, secondo alcune versioni della leggenda, diventerà la Cornucopia (secondo altre fonti la Cornucopia sarebbe invece una delle corna di Amaltea, la capra sorella di Acheloo che nutrì Zeus bambino sulle pendici del monte Ida).

Iconografia

È raffigurato, come gran parte degli dei fluviali, come un toro con una barbuta testa umana; come tutti gli esseri acquatici aveva anche la facoltà di cambiare forma a piacimento. È questa la ragione per cui lo vediamo raffigurato talora con torso umano e còda di pesce o di drago, mantenendo come unico segno della sua origine taurina le corna: sotto questa forma appare in una delle più celebri raffigurazioni dell'arte vascolare, mentre è impegnato nella celebre lotta con Eracle.

Bibliografia

Fonti Antiche