Abdero



				

				

Figlio di Ermes e della ninfa Thronia, (Pind. Paean. 2, 1-2; 104-106), di origine locrese, fu compagno e giovane amante di Eracle. Eracle lo portò con se quando intraprese l'ottava fatica consistente nella cattura delle cavalle antropofaghe del re dei Bistoni, Diomede. Eracle unita una squadra di volontari, assalì le scuderie, e portò le cavalle sulla riva del mare. Ma i Bistoni corsero in armi per impedire l'azione, allora Eracle affidò le cavalle ad Abdero. Ma, il giovane mancando di esperienza venne sopraffatto dalle cavalle che lo fecero a pezzi e lo divorarono. (Apollod. Bibl. 2, 5, 8).; in ricordo di Abdero, Eracle fondò nel luogo della sua tomba (sulla costa tracia alle foci del fiume Nestos) la città di Abdera, dove si celebravano gare ginniche in suo onore. Secondo Filostrato (Imag. 2, 25), infatti, Eracle non avrebbe fondato solo la città, ma anche agoni annuali di tutti gli sport, tranne le corse coi cavalli, per comprensibili ragioni.

[modifica] Etimologia

Sembra da escludere un collegamento con δῆρις "lotta", (Room's Classical Dictionary) per intenderlo come "figlio della battaglia". Forse collegabile alla glossa esichiana ἄβδης· μάστιξ (in Ipponatte), nel qual caso potrebbe significare "l'uomo della frusta"; potrebbe anche essere di origine non greca.